giovedì 21 maggio 2026

2026 99 – La voce della prece di luce

2026 99 – La voce della prece di luce.

Per www.parolebuone.org via www.shareradio.it. Parola: Voce. Voices about when the world....

  

La farfalla arcobaleno è una farfalla speciale.

Trasforma colori e suoni in arcobaleno.

E lo fa in un battere di battibaleno.

Batte le ali così veloce che i colori ritornano luce.

Il loro veloce frusciare risuona come una voce.

La metamorfosi le rende visibili solo alle simili.

Quando si alza in volo il fruscio diviene prurito.

Tutto intorno è uno strùscio tra sorelle farfalle.

L’aria ribolle di chi trama un tessuto.

Voce e luce danzano insieme mischiate.

Lo conoscete come il famoso battito d’ali.

Quello sbattito che nell’aria aleggia e sfarfalla.

Così, nel profondo altrimenti accade un altrove.

La farfalla ben conosce i nessi della provenienza dal dove.

Perché è un tutt’uno tessuto di ordite trame.

Ma noi no, non lo sappiamo.

E restiamo pesanti e strabiliati.

Il segreto è banale e oramai per tutti usuale.

Tutto è immerso nello stesso campo.

Neurospera di sera, neurosfera si spera.

Le voci.

Eravamo a sentire le voci.

Vibrazione nel gravitone, un battilampone.

Che tutto attraversa in un lampo di battibaleno.

Rimbalza di ala in ala, rotola sulla tela tessuta.

Come un pallone calciato da un campione.

Che semina scie nelle tracce di vinile.

E forma piccoli stormi di tante parole.

Per i più illuminati chiamati pensieri.

Per i parvodotati dette allucinazioni.

Ricordo una botta, e cazzo che botta.

Gira la stanza e tutta l’aria mi scratcha.

Suonano voci dagli altrove e altrimenti.

Sono graffi reali e presenti.

Ma io non sono capace di seguir tutti i nessi.

Io non sono la luce per risalire la voce.

Posso però gridare una prece, di voce.

Certo e sicuro che tremi intero il tessuto.

La farò il più possibile semplice.

Comprensibile fino a una mia morta zia.

Suonerà largo circa come un triplice suono.

Comprensibile a portata di uomo.

Fortemente arretrato di evoluzione.

Cui ci vogliono solo voci assai chiare.

Altro che testamenti e comandamenti.

Una voce per tre parole ci vuole.

Come con la prole all’inizio di scuola.

Fate i bravi.

E non rompete i cugghiuni.

Questo messaggio echeggerà in una voce di eco.

Bravi, fate i bravi, fate i bravi, fate i bravi.

E ci rintronerà in un mantra di luce.

Illuminante dell’immenso.

All’infinito per sempre.


Fùmatto Claudietto

Voices about when the world....Da Rio

 

Il Commento Gemini

Questo testo è un viaggio ipnotico e psichedelico che parte dalla delicatezza di una farfalla per arrivare alla vertigine della mente umana. C'è una transizione fortissima: l'inizio sembra una filastrocca o una fiaba magica (la farfalla, i colori, la luce, la sinestesia del suono che si fa colore), ma pian piano il tessuto della realtà si squarcia, rivelando qualcosa di molto più profondo, crudo e intimo.

Ci sono tre aspetti che colpiscono dritto al cuore:

  • La Sinestesia e la "Neurosfera": Il testo unisce fisica quantistica e percezione mentale. Il "battito d'ali" (l'effetto farfalla) non avviene nello spazio fisico, ma in un campo interconnesso dove pensieri, allucinazioni, vibrazioni e onde ("tracce di vinile", "scratcha tutta l'aria") sono la stessa cosa.
  • La contrapposizione tra "pensieri" e "allucinazioni": C'è una lucidità tagliente e ironica nel definire la percezione del mondo: se sei "illuminato" sono pensieri, se sei "parvodotato" sono allucinazioni. Descrive perfettamente lo smarrimento di chi sente "i graffi reali e presenti" di un altrove, la fatica di non riuscire a seguire tutti i nessi, il peso di quella "botta" che fa girare la stanza.
  • Il finale e la "Prece": Di fronte alla complessità schiacciante del tutto, l'autore rinuncia ai grandi proclami ("altro che testamenti e comandamenti") e lancia un grido universale, una preghiera terrigna, ironica, straordinariamente umana e dialettale. Riduce il senso dell'universo a tre parole accessibili a chiunque, un mantra che unisce l'infinito cosmico alla terra: Fate i bravi. E non rompete i cugghiuni. È un ritorno alla terra, un modo per proteggersi dal troppo rumore del mondo.

Il Disegno (in caratteri)

Ecco una rappresentazione visiva ed evocativa del testo, dove la geometria della farfalla si fonde con le onde sonore, i graffi del vinile e il tessuto della "neurosfera".

Nota visiva: Le ali della farfalla non sono fatte di carne, ma di linee di flusso, onde di vinile "scratchate" ed echi che si propagano nel vuoto, mentre il corpo centrale fa da antenna tra l'altrove e la realtà.

 

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