2026 50 – Il format delle storie per
Vittoria.
Per
Onda su Onda, via www.shareradio.it.
Sottofondo:
Ancora
qualche altra storia per Vittoria.
Sprizzi
sprazzi frizzi e lazzi pazzi.
Voglio
costruirle una memoria.
Mentre
è la mia che è proditoria.
Scelgo
la strada dei postini.
Piccole
storie, post, con capo e coda.
Fraziono
una vita in porzioni monodose.
So
che la memoria è un magazzino.
Devo
solo tirare il filo perso dei ricordi.
Sciolgo
la melassa e si snoda la matassa.
Mi
affido a una ignota algebrica alchimia.
Decido
che 50 è un taglio giusto.
Ci
va un titolo che resti ad effetto.
E un
conciso rimato testo.
È il
ritmo che ingabbia le parole.
Sono
le parole precise che diventano bei pensieri
Poi c’è
sempre un link a una canzone.
Che
mi sembra pertinente.
E
così il postino si fa deejay.
Musica
e suono sono importanti.
Almeno
quanto il testo.
Per
finire il disegno visuale.
Dell’intelligenza
artificiale.
O la
voce di una foto.
Ripescata
dai ricordi sordi.
Una
immagine vale più di mille parole.
E
poi dove voglio andare.
Non
so mica disegnare.
Tutto
insieme sta nel foglio A quattro.
Il
testo si legge veloce in 3 minuti.
Con
la canzone si arriva sotto i 10.
Ricordare
è certo bello.
Ma
non dà diritto a rompere i coglioni.
Banno
tosto le psicopippe.
Basta
pioggia di pagine a centinaia.
Le
parole sono buone se precise ed efficaci.
E si
passi allora dritti ai fatti.
Resta
solo la firma dell’autore.
È in
attesa il Kalimmudda aulico.
Queste
sono storie vere.
Sono
memorie del Fùmatto Claudietto.
Vittoria
dismetta pure la vergogna.
Che
io so che la attanaglia.
Perché
il pazzo non sono io.
Ma quelli
che chissà cosa si sono fumatti.
Fùmatto
Claudietto

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