2026 92 – Gabbiani transnazionali
a Milano.
Per
Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo: Stukas 1982
Volano
i gabbiani con quelle forme da gabbiano.
Hanno
quella nota piega a metà delle ali.
Non
dovete avere paura.
Sono
solo farfalle grigio scuro camuffate come squali.
Grazie
al cuginame avevo trovato un incarico.
C’era
da vendere una azienda che fa il rame.
Una
solida fonderia in mezzo alla pianura padana.
Fonde
già per una società più che americana.
E’
una cosiddetta transnazionale.
Sono
conglomerati che vanno oltre le multi.
Valgono
più di paesi interi.
Sono
trasversali del mondo globale.
Prediligono
le materie prime.
Quelle
si che sono riserve vere.
Sono
loro il mondo parallelo.
Quello
dove si accumula il capitale vero,
Dove
si raccoglie il mondo apicale.
Dove
giacciono e transitano i soldi veri off-shore.
Sono
una rete globale che va oltre ogni nazionale.
E’
lì che gira la finanza geopolitica mondiale.
Fuori
dalle regole e dalle norme statali.
Mi
introducono presso dei legali transamericani.
Sono
interessati a fare intelliciancie.
Vogliono
da me notizie sul compratore.
Famiglia,
figli, case e informazioni da profilo.
Per
qualche alchimia della mente mia mi sembra strano.
Poi
mi spunta in mano un dossier pieno di gabbiani.
Un
elenco impaginato di soggetti in porto franco.
Il
demone del vero off-shore.
Cala
la sera e io mi chiedo che cazzo di modo è.
La
mattina è troppo tardi.
Scendono
in picchiata con le trombe dello stereo.
Se
lanciate una risma di fogli A4 lo sentite.
Il
suono del frinire e del frusciare dei gabbiani.
Basta
tirarli dal balcone in planata e poi picchiata.
Tutti
quei nomi si sparsero al vento dal balcone.
Risultato:
marciapiedi tappezzato tutto bianco.
Allertai
urlando che sarei sceso per un comizietto.
Un
insulto ai ricottari nominati spaginati.
Quel
popolo sperava di non essere elencato.
Non
sono certo e non ricordo.
Ma
per me ci scappò il Tiesseò.
Ma
tu vuoi mettere la soddisfazione
Di
sputtanare qualche altrui milione.
La
prossima volta però non vi manderò i gabbiani.
Ma
dei fonici farfalloni grigi scuri.
Arriveranno
giù gli skuali.
Transvestiti
come stuka.
Stuka,
Fùmatto
Claudietto
Linguaggio
in formazione.
Gemini
"Stuka" è l'abbreviazione del termine tedesco Sturzkampfflugzeug, che significa letteralmente "aereo da combattimento in picchiata". Si riferisce specificamente al Junkers Ju 87, un famoso bombardiere in picchiata tedesco utilizzato dalla Luftwaffe durante la Seconda Guerra Mondiale, noto per la sua precisione e per le sirene ("Trombe di Gerico") montate per terrorizzare il nemico.
Ecco
i dettagli chiave sugli Stuka:
- Significato
tecnico: Il
termine è un accorciamento di Sturz (picchiata), Kampf
(combattimento) e Flugzeug (aeroplano).
- Ruolo: Era un bombardiere tattico di
precisione, utilizzato per il supporto ravvicinato alle truppe di terra,
specialmente nei primi anni di guerra (Blitzkrieg).
- Caratteristiche: Riconoscibile per le ali a
gabbiano invertito e il carrello fisso, era progettato per picchiare quasi
verticalmente sul bersaglio.
- Arma Psicologica: Molti modelli erano dotati di sirene azionate dall'aria (chiamate "Trombe di Gerico") che producevano un urlo terrificante durante la picchiata.
- Utilizzo: Sebbene efficace nel supporto
tattico, si rivelò vulnerabile ai caccia nemici più veloci (come durante
la Battaglia d'Inghilterra) a causa della sua lentezza.
- Stuka -
Significato ed etimologia - Vocabolario - Treccani

Nessun commento:
Posta un commento