2026 87 – Intollerante duello all’ultima foglia.
Per
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1997
Duello all’ultima foglia.
Sono
nel giardino che attende Vittoria.
Deve
essere la solita domenica di noia.
Il
telefono sta zitto e non squilla mai.
Tento
una difesa della pazienza a oltranza.
Con
perseveranza mangio tanta misticanza.
Simbolo
di decadenza per la ricerca del dettaglio.
Ma
chi minchia l’ha inventata.
Ha
soppiantato il dominio della rucola.
Decadente
già decenni addietro.
Quanto
un susci o un semino sul panino.
Tolleranza
ci vuole, non solo pazienza.
Ci
va il rispetto per colui in difetto.
Siamo limpidi biodiversi e cretini persi.
Allora
la lezione è la tolleranza.
Il
vicino ha un albero gigante.
I
suoi rami mi sconfinano buio e sporco.
Aspetto
per anni tollerante e paziente.
Ogni
tanto prendo un calmante.
Poi
mi salta il nervo.
Elaboro
un programma.
Di
quelli a lungo termine
Come
fanno nella Cina.
Qua
invece manco per niente.
Obnubilati
di contingente.
Ma
io predispongo un armamento.
Lanceiforme
verde bellico.
Scavo
un buco da trincea.
E
piantumo un ulivello.
Proprio
sotto alla chioma invadente.
Bello
ma bello l’alberello è poverello.
Non
è proprio il suo habitat solare.
Ma
confido nella possente potenza.
Ne
ho veduti di tronchi antichi centenari.
Rimiro
la bellicosa grande opera.
Un
bel dì sarà secolare.
Con
la sua ombrosa chioma.
E
offuscherà il cafone del vicino.
Cafone
non è una offesa, si può dire
Viene
da cavare che sta per scavare.
Intendendo
un contadino zappatore.
L’orgoglio
bellico agronomico però ce l’ho soltanto io.
E’
la pazienza che ha esondato fuori tolleranza.
Certe
volte per difenderla servono gli schiaffi.
O
un ulivello bello verde.
Da
battaglia.
Fùmatto
Claudietto
L'albero
1997


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