2026 90 – Il cancro del porto franco.
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Sottofondo Sette
sono i re 2002
Tax
haven, non heaven, ignoranti.
Vuol
dire porto franco, non paradiso fiscale.
Un
avvocato crea una fiduciaria.
Una
società laggiù a Panama.
Banca
della svizzera italiana.
Conti
bancari alla sede in gran bahama.
Gran
manovre con riserbo da Lugano.
Si
parla in codice come le spie.
Si
usa un telefono criptato.
O
perlomeno nell’anonimato.
Si
buongiorno sono io.
Gradirei
un migliaio di melanzane.
Si
organizza e parte lo spallone.
Rendez
vous in un posto segreto.
Come
concordato ti consegna le melanzane.
Sotto,
il bel pacchetto con la grana vera.
Ecco
i soldoni suonati contanti.
Ma
che vi pare una roba seria.
È
un mondo di fiduciari per ricottari.
Tutta
scippata ricchezza nazionale.
Parcheggiata
in oltremare.
Per
un uso nazionale solo appena marginale.
Eliminate
il contante in banconote.
Tracciate
le società e i fiduciari.
Poi
offrite pure la salvezza.
O
rientri o ti faccio in monnezza
Confiscate
le proprietà di società segrete.
Nella
globalizzazione sono tutte pronte note in rete.
Corazzate,
droni nani e portaerei servono solo da teatro.
Basta
un click e ti ho fregato.
La
massa monetaria vale enormi multipli dei pil reali.
Han
creato un mondo parallelo.
Riservato
alla punta della montagna.
La
confisca ti fa fare un infinito salto di scala.
Soldi
a palate per povertà, sanità, istruzione.
Io
lo so come funzionava.
Oggi
in più è andata fuori misura.
Ecco
allora che serve un trauma.
Tutti
in coda alla mensa dei poveri.
Io
quei ricchi d’oltremare li ripugno.
Era
uscita la scandalosa storia panamense.
Poi
non è successo niente.
Chiedete
a un Verdone, come il dollaro.
O
al tennista pel di carota tanto fair.
Cara
Vittoria non è soltanto grana.
Qua
nel mondo c’è la gente che fa la fame
È
questione di etica e morale.
Meglio tanta perequazione.
Io
adesso non dormo niente male.
Mentre
questi li torturerei tutti.
Senza
sonno, al suono dei rutti.
Fùmatto
Claudietto

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