venerdì 22 maggio 2026

2026 98 –La notte dell’ amore stellare

2026 98 –La notte dell’ amore stellare.

Per Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo L'aquilone 2011

 

E l’amore lo colpì.

E l’amore mi colpì.

Tornavo sulla via dell’aquascalo.

Finto mare per un popolo pieno di squali.

Illusione marinara in acqua dolce.

Senza sale sono marciti estinti.

Seguo il Forlanini.

Intanto penso a Vittorina.

Approdo presso la nostra zona Lotto.

Il quartiere dormitorio ligio dorme.

Il silenzio illumina l’acqua del lido.

Fa da specchio al cielo di stelle.

Quello, fedele fido, in acqua cade.

Rifletto.

Cerco tra ricordi e vari studi.

Tutta roba di scienze dure.

È una civiltà di contrari e opposti.

Una tecnica lontana dall’arte.

Divisione e conflitto fino dentro ai geni.

Tutta colpa di quel satanasso di Aristotile.

E la sua logica globale figlia.

Tesi e antitesi.

Ma poi manca la sintesi.

Fisica e metafisica.

Ma poi manca qualcosa.

Che fine ha fatto la synfisica.

Chi ha rubato l’epopea del syn.

Con.

Così mi arrovello il cervello.

Ma senza cuore.

Poi di botto sento una mazzata forte.

E l’amore mi colpì.

Anche qui a Milàn.

Disse mi sun qui.

Ma ti ti gha capì.

Segui e cerca il syn, il con.

L’onda d’urto mi attraversa.

Ha rimesso a posto tutto il cosmo.

Orbite in precessione si sono addrizzate.

Il buco nero ha fermato il suo risucchio.

Gira tutto in equilibrio come una trottola.

Sulla giusta rotta guidata dall’intelletto.

La neurosfera ci mantiene retti e dritti.

La gravità fluisce liscia e dritta.

Orbite ellittiche circolano in ronde di onde rotonde.

La danza di celesti armonie oscilla orchestrata.

Non si sente nessun graffio nel vinile.

Ricordo la prece e l’eco del precetto facile.

Fate i bravi, fate i bravi, fate i bravi.

Evidentemente abbastava poca mente.

Le stelle parlavano con cosmico amore.

Amor che move il sole e l’altre stelle.

Tutto suonava al suo posto.

La terra veleggiava armoniosa.

Forse era ritornata centrata.

Le stelle non cadevano più.

Ma mi dissero vai.

Scrivi le tue che sono storie di amore.

Io pensai a mia figlia Vittoria.

La voce della facile prece riecheggiò fate i bravi.

E poi per amore, per amore, per amore.

Tutto è sempre stato solo per amore.

 

Fùmatto Claudietto

L'aquilone

 

 

 


 

 

 

 


 

 

 

 


 

 

 

 

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