2026 91 –Il plusvalore del ricottaro.
Per Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo Cyrano 1996
Dunque
devo proprio essere nato popolare.
Mal
sopporto sfoggio e ostentazione.
Tollero
a malapena la grande ricchezza.
Ancora
peggio quando sfoggia e si atteggia.
Mamma
Gump diceva bene.
Ogni
uomo ha bisogno solo di un tot di soldi.
Tutto
il resto è futile superfluo.
Per
pavoneggiarsi con la coda da pavoni.
Barche
come portaerei.
Ville
piene di elicotteri.
Fenicotteri
in giardino.
E
poi…svendo e butto tutto.
Per
l’orrore di una blatta coleottero in cucina.
Sono
tutti nascosti in quel mondo parallelo.
Nelle
reti dei porti franchi.
Nelle
scatole cinesi.
Non
c’è gloria e non c’è merito
Quando
è troppo è troppo.
Ed
è’ sempre appropriazione.
Indebita.
Può
capitare di trovarsi nel loro giro.
Ci
ho conosciuto gente che ne ha persa di misura.
In
proporzione tali da diventare una iattura.
Una
maledizione.
Una
macumba.
Una
fattura.
Oh
no, quella no.
Allora
meglio non farsi abbagliare.
Meglio
un sano gene proletario.
Il
ricottaro è sempre scippatore.
Aspetta
che salga da sola la ricotta.
E
non è certo lui che i pompini stacca.
E’
asservito allo sterco del demonio.
Succhia
ovunque lungo la catena.
Della
costruzione del plusvalore.
Oggi
frammentato in mille passaggi.
Ma
il concetto è sempre archetipo.
Cresce
il capitale quando esproprio il plusvalore.
Il
comunismo è ideale di diritto naturale.
Il
capitalismo è poca rapace idea di succhiare profitto.
Ed
è questione di evoluzione e di geni.
E
si, mi sa che devo essere nato proletario.
Meno
male.
Che
ricottaro poi capace non ero.
Di
fare le pompe.
Fùmatto
Claudietto
Cyrano,
non perdono e tocco.

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