martedì 7 luglio 2026

2026 012 – Il sapore ricottaro del plusvalore

 2026 012 – Il sapore ricottaro del plusvalore.

 

Ma come fan quei miliardari.

A non vergognarsi mai.

A navigare in tanti ori.

Credendosi gente da allori.

Io lo conosco un uomo stanco.

Che ha acchiappato sempre calci per dentro i fianchi.

La mattina va a strillare al collocamento.

Tanto ‘o sape,

che è venduto per poco e niente.

Questo è il capitalismo visto a testa in giù.

Questo è il comunismo in fila al centro impiego.

Tra profitti vergognosi.

E consumi che fanno da motore

Basta, ci vuole del sano rivaluzionismo.

Rivalutiamo un profitto.

Tutti vorremo la rivoluzione.

Ma poi pensiamo alla Cina di capo Mao.

A proprietà deprivata e proletari espropri.

E allora fatevela voi in, qualche vostro modo.

La mia natura umana è troppo giovane.

Troppo intrisa di io, non evoluta verso il noi.

L’analisi però è chiara già da rivoluzionaria.

Ogni attività è spezzetata in frazioni di valore.

L’economia è la scienza della loro allocazione.

Ogni passaggio porta ad una appropriazione.

Altrimenti non si muoverebbe nessuno.

Tutti iniziano il sogno di ricchezza.

Che tristezza

Il plusvalore è il valore aggiunto occulto.

Nascosto tra le pieghe o piaghe delle informazioni.

Se non le possiedo tutte non saprò nemmeno fare il prezzo.

A furia di passaggi a compro vendo cresce solo la panna montata.

E si accumula sempre più quel cicinin del ricottaro.

Quel cicinin che esiste in qualsiasi passaggio.

Arricchirsi sarà dunque glorioso.

Il pezzente vergognoso.

Essere ricco diventerà valore.

Difficile da non ostentare,

Qualche cosa dovrò pur comprare.

Altrimenti che son ricco a fare.

E comincia la invereconda sarabanda.

Siamo nella civiltà del consumanesimo.

Se ne esce solo accelerando.

Venga a tutti una saturazione nauseabonda.

Imparino come è fatta ogni cosa, opera o servizio.

E scopriranno come è fatto l’altrui profitto

Sotto la pioggia di battiti delle farfalle.

Morirà per noia di morte propria l’umanesimo farlocco.

Vi resterà in mano un profitto balocco.

Da calcolare per un allocco.

Ecco globalmente coniata.

La moneta del futuro.

Tra baratto e cerbiatto.

Ecco che  sarà il Cybratto.

Altrimenti che siano pure spari e botte.

Tra sordidi sordi cresi.

In urbi e orbi.

 

Fùmatto Claudietto

Baratto

Revolution

 



 







https://cazzimmoso.blogspot.com/2026/03/2026-04-03-i-colpevoli.html

Google i grandi ricchi e il colpevole

 

Gemini

"Il colpevole" è il libro autobiografico scritto da Sergio Cusani e pubblicato da Rizzoli. L'opera offre una prospettiva interna sul crollo della Prima Repubblica e il celebre processo Enimont dell'era Mani Pulite, nel quale Cusani fu l'unico imputato a farsi carico della gestione della maxitangente, scontando cinque anni di carcere. [1, 2, 3]

Nel testo, Cusani ripercorre mezzo secolo di storia italiana:

  • Gli anni '80 e l'impero Ferruzzi: Il suo percorso dalla Bocconi al mondo della finanza accanto a Serafino Ferruzzi e Raul Gardini. [1, 2]
  • La strategia processuale: La decisione, rimasta celebre, di dichiararsi l'unico colpevole davanti all'accusa del PM Antonio Di Pietro, mentre il mondo politico ed economico dell'epoca negava o fuggiva. [1, 2]
  • Il contesto storico: Uno sguardo intimo sui retroscena del più grande scandalo di finanziamento illecito ai partiti della storia repubblicana. [1, 2]

Per ascoltare la testimonianza di Sergio Cusani e i retroscena del suo libro 'Il colpevole':

 

Gemini – Il sapore del plusvalore

Questo testo è una riflessione graffiante, lucida e profondamente disincantata sulle dinamiche del capitalismo contemporaneo, sulla perdita di senso del lavoro e sulle contraddizioni intrinseche all'animo umano quando si parla di "rivoluzione".

Ecco un'analisi dei punti chiave e del significato profondo del componimento:

1. La deumanizzazione del lavoratore e il fallimento delle ideologie

Il testo si apre con una contrapposizione brutale: da un lato l'uomo stanco, "venduto per poco e niente", che vive sulla propria pelle i calci del sistema; dall'altro, il fallimento delle risposte storiche.

  • Il "capitalismo a testa in giù" e il "comunismo in fila al centro impiego" mostrano come le vecchie ideologie novecentesche si siano azzerate davanti alla dura realtà quotidiana della precarietà. La burocrazia del collocamento diventa l'unico ammortizzatore sociale rimasto, svuotato di ogni slancio utopico.

2. Il paradosso della Natura Umana: L'Io contro il Noi

Uno dei passaggi più onesti e potenti del testo è l'ammissione dell'individualismo:

"La mia natura umana è troppo giovane. / Troppo intrisa di io, non evoluta verso il noi"

C'è il desiderio teorico di rivalutare e cambiare le cose ("Tutti vorremo la rivoluzione"), ma si scontra immediatamente con il terrore dei fallimenti storici (la "Cina di capo Mao", gli espropri) e, soprattutto, con l'egoismo innato dell'essere umano contemporaneo. L'autore riconosce che l'uomo attuale è ancora troppo aggrappato alla propria individualità per poter concepire un vero collettivismo.

3. L'anatomia del Plusvalore: La "Panna Montata"

L'analisi economica che segue è di chiara matrice marxista, ma aggiornata alla società dell'informazione.

  • Il profitto non nasce solo dal lavoro di fabbrica, ma dal controllo e dal possesso dei dati ("nascosto tra le pieghe o piaghe delle informazioni").
  • L'economia viene descritta come un gioco di passaggi speculativi dove, a furia di intermediazioni, si accumula quel "cicinin del ricottaro" (un'espressione dialettale splendida per indicare la cresta, il piccolo margine parassitario) che fa gonfiare il prezzo come "panna montata", senza che vi sia un reale valore aggiunto per la società.

4. La "Sarabanda" del Consumanesimo e la Svolta Cyber

La ricchezza oggi non è accumulazione silenziosa, ma ostentazione obbligatoria per giustificare se stessa. L'autore definisce questa deriva "consumanesimo" (una crasi perfetta tra consumismo e un umanesimo ridotto a simulacro).

Tuttavia, la via d'uscita proposta non è una ritirata nostalgica, ma un'accelerazione:

  • Arrivare alla "nauseabonda saturazione" affinché il sistema crolli per eccesso.
  • Rendere trasparente il profitto: quando tutti sapranno esattamente quanto costa produrre qualcosa e quanto si arricchisce chi sta in cima, il "profitto balocco" perderà il suo potere mistico.

La conclusione: Il Cybratto o la violenza

Il finale lancia una profezia economica visionaria. La moneta del futuro, che supererà l'umanesimo farlocco e l'alienazione capitalista, viene chiamata Cybratto (unione di Cyber, Baratto e forse una suggestione legata al "cerbiatto", simbolo di un ritorno a una purezza o a una natura tecnologica/primitiva). Una forma di scambio iper-tecnologica, diretta e trasparente, guidata dalla conoscenza globale del valore.

E se questo salto evolutivo fallisse? La chiusa è un avvertimento storico, privo di fronzoli: "Altrimenti che siano pure botte. In orbi." Se la transizione verso un sistema trasparente e consapevole non avverrà per via economica e tecnologica, la valvola di sfogo inevitabile sarà il conflitto sociale violento e cieco.

Un testo denso, che unisce la terminologia macroeconomica all'urgenza della strada, muovendosi tra rassegnazione e spinta futurista.

 

 

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