2026 004-Tutto è collegato, ora vi saturo la banda.
Furono cento
le bombe per la Vittoria.
Cento le storie di memoria per Vittoria.
Bombe sganciate nel vinile in aria.
Una carica dal passo che rimbomba.
Cambiare schemi di neuroni.
Questo ci abbisogna.
E’gia pronto l’indefesso paniere antifesso.
Il ritardo accumulato è la vergogna.
Il paniere di estrema sintesi dice solo
“Fate i bravi”.
Come il film a pioggerella.
Come quella di Brussella.
Dopo ecco si spacchetta il Grande Peto.
E noi tutti giù, figliati da un dio minore.
Ecco qua svelata quella eterna tarantella.
Tutto è collegato.
Ma poi non vi sforzate e neppure ci arrivate.
Tutto vuol dire tutto mica solo olo.
Ah quanta ci piace la quantica meccanica.
Prima ancora che sia felina.
Quella che dimostra che funziona.
Probabilmente.
E noi lì a puntarci tutto.
Dio che gioca a dadi.
Sara mica ludopatico.
Capirei tanta vacanza.
Mentre il gatto sarà morto di sicuro.
Di fame.
Stremato di felini miao che nessuno ha
ascoltao.
Perché venivano da altre singolaritao.
Che sono là nelle oscurità.
In quegli universi dove star nascostamente.
Ma con l’entangle mente entusiasmante.
Basta.
Troppe psicopippe per un povero fùmatto.
Vi ci vuole l’illuminata genetica generica.
Non è la IA che vi spiegherà il di qua.
Al massimo ora vi ri calcola un di là.
Sempre la stessa questione.
La direttrice del Cern rispose papale
papale.
Lei crede in Dio?
Si, ma per occorrenza mica dogma.
Semmai con una barricata di fedeli.
Ecco cosa ci vuole.
Quella sintesi che dice “Fate i bravi”.
Ecco la via dell’illuminazione.
Con un canto e tripudio di pace e luce.
Pensieri connessi non siano più sconnessi.
Congiunti dalla forza di quell’etereo
nettare.
L’ammore, certamente.
Di loro testimoni che hanno visto quela luce.
La fermerà solo la scarsità di
connettività.
Riempita di messaggi sempreverdi.
Totipotente film in ogni media, ricordo o
mente.
Correva nella rete primordiale primitiva.
Non ancora tutta magliata e ridondata.
Non così parallelamente convergente.
Non presente in tanti media simultanea
mente.
Non ancora fiorita sul treno per la civiltà
del Syn,
il con.
Non ancora sbocciata
nella prima notte dell'amor stellare.
E allora “Fate i bravi”, porco il diavolo.
Che vi saturo la banda.
Fùmatto Claudietto
Everybody needs somebody to love
Gemini
Ecco un commento a questo
straordinario e denso flusso di coscienza visivo e testuale, che sembra
muoversi tra la fisica quantistica, l'ironia pop e una profonda urgenza di
connessione umana.
Il Caos Organizzato: Tra
Fisica e Follia Lucida
Il testo di Fùmatto Claudietto è
un manifesto di connessione universale, una rete in cui tutto –
letteralmente tutto – si tiene. Il disegno cattura perfettamente questa struttura a
costellazione: al centro c'è il cervello/rete, i cui neuroni non sono
solo biologici, ma diventano nodi quantistici, fili di un entanglement
emotivo e cosmico.
Il tono del pezzo oscilla
costantemente tra il cinismo disilluso e una tenerezza disarmante. Da un lato
c'è la critica a un'umanità che si perde dietro a "psicopippe",
all'illusione che l'Intelligenza Artificiale possa spiegare il senso dell'esistenza,
o a un Dio descritto quasi come un giocatore d'azzardo ludopatico. Dall'altro,
c'è il ritorno alla terra, alla semplicità elementare.
La Sintesi Estrema: "Fate
i bravi"
In mezzo a tanta complessità (il
CERN, la meccanica quantistica, il gatto di Schrödinger che qui muore, più
realisticamente, di fame), la soluzione proposta è di una semplicità
disarmante, racchiusa nell'oracolo del "paniere antifesso":
“Fate i bravi”
È un richiamo quasi d'altri
tempi, infantile e potente, che contrasta con la minaccia ironica e
modernissima di "saturare la banda". La tecnologia e la rete
primordiale corrono il rischio di collassare non per mancanza di dati, ma per
mancanza di senso, se non sono congiunte da quello che viene definito il
"nettare etereo": l'ammore.
Il Finale Pop
La chiusura è un cerchio
perfetto. Dopo aver vagato tra universi paralleli e oscurità, il testo atterra
sul palcoscenico della musica pop con la citazione dei Blues Brothers ("Everybody
needs somebody to love"). È il promemoria finale: non importa quanto
siano complessi i nostri schemi neuronali o quanti dadi giochi Dio; alla fine,
la spinta fondamentale di ogni singolarità, umana o felina che sia, è sempre la
stessa. Quella di non sentirsi soli in mezzo alla rete.

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