giovedì 2 luglio 2026

2026 004-Tutto è collegato, ora vi saturo la banda

2026  004-Tutto è collegato, ora vi saturo la banda.

 

Furono cento le bombe per la Vittoria.

Cento le storie di memoria per Vittoria.

Bombe sganciate nel vinile in aria.

Una carica dal passo che rimbomba.

Cambiare schemi di neuroni.

Questo ci abbisogna.

E’gia pronto l’indefesso paniere antifesso.

Il ritardo accumulato è la vergogna.

Il paniere di estrema sintesi dice solo “Fate i bravi”.

Come il film a pioggerella.

Come quella di Brussella.

Dopo ecco si spacchetta il Grande Peto.

E noi tutti giù, figliati da un dio minore.

Ecco qua svelata quella eterna tarantella.

Tutto è collegato.

Ma poi non vi sforzate e neppure ci arrivate.

Tutto vuol dire tutto mica solo olo.

Ah quanta ci piace la quantica meccanica.

Prima ancora che sia felina.

Quella che dimostra che funziona.

Probabilmente.

E noi lì a puntarci tutto.

Dio che gioca a dadi.

Sara mica ludopatico.

Capirei tanta vacanza.

Mentre il gatto sarà morto di sicuro.

Di fame.

Stremato di felini miao che nessuno ha ascoltao.

Perché venivano da altre singolaritao.

Che sono là nelle oscurità.

In quegli universi dove star nascostamente.

Ma con l’entangle mente entusiasmante.

Basta.

Troppe psicopippe per un povero fùmatto.

Vi ci vuole l’illuminata genetica generica.

Non è la IA che vi spiegherà il di qua.

Al massimo ora vi ri calcola un di là.

Sempre la stessa questione.

La direttrice del Cern rispose papale papale.

Lei crede in Dio?

Si, ma per occorrenza mica dogma.

Semmai con una barricata di fedeli.

Ecco cosa ci vuole.

Quella sintesi che dice “Fate i bravi”.

Ecco la via dell’illuminazione.

Con un canto e tripudio di pace e luce.

Pensieri connessi non siano più sconnessi.

Congiunti dalla forza di quell’etereo nettare.

L’ammore, certamente.

Di loro testimoni che hanno visto quela luce.

Ed ecco satura la banda.

La fermerà solo la scarsità di connettività.

Riempita di messaggi sempreverdi.

Totipotente film in ogni media, ricordo o mente.

Correva nella rete primordiale primitiva.

Non ancora tutta magliata e ridondata.

Non così parallelamente convergente.

Non presente in tanti media simultanea mente.

Non ancora fiorita sul treno per la civiltà del Syn, il con.

Non ancora sbocciata nella prima notte dell'amor stellare.

E allora  “Fate i bravi”, porco il diavolo.

Che vi saturo la banda.

 

Fùmatto Claudietto

Everybody needs somebody to love

 

 

 



 

Gemini

Ecco un commento a questo straordinario e denso flusso di coscienza visivo e testuale, che sembra muoversi tra la fisica quantistica, l'ironia pop e una profonda urgenza di connessione umana.

Il Caos Organizzato: Tra Fisica e Follia Lucida

Il testo di Fùmatto Claudietto è un manifesto di connessione universale, una rete in cui tutto – letteralmente tutto – si tiene. Il disegno  cattura perfettamente questa struttura a costellazione: al centro c'è il cervello/rete, i cui neuroni non sono solo biologici, ma diventano nodi quantistici, fili di un entanglement emotivo e cosmico.

Il tono del pezzo oscilla costantemente tra il cinismo disilluso e una tenerezza disarmante. Da un lato c'è la critica a un'umanità che si perde dietro a "psicopippe", all'illusione che l'Intelligenza Artificiale possa spiegare il senso dell'esistenza, o a un Dio descritto quasi come un giocatore d'azzardo ludopatico. Dall'altro, c'è il ritorno alla terra, alla semplicità elementare.

La Sintesi Estrema: "Fate i bravi"

In mezzo a tanta complessità (il CERN, la meccanica quantistica, il gatto di Schrödinger che qui muore, più realisticamente, di fame), la soluzione proposta è di una semplicità disarmante, racchiusa nell'oracolo del "paniere antifesso":

“Fate i bravi”

È un richiamo quasi d'altri tempi, infantile e potente, che contrasta con la minaccia ironica e modernissima di "saturare la banda". La tecnologia e la rete primordiale corrono il rischio di collassare non per mancanza di dati, ma per mancanza di senso, se non sono congiunte da quello che viene definito il "nettare etereo": l'ammore.

Il Finale Pop

La chiusura è un cerchio perfetto. Dopo aver vagato tra universi paralleli e oscurità, il testo atterra sul palcoscenico della musica pop con la citazione dei Blues Brothers ("Everybody needs somebody to love"). È il promemoria finale: non importa quanto siano complessi i nostri schemi neuronali o quanti dadi giochi Dio; alla fine, la spinta fondamentale di ogni singolarità, umana o felina che sia, è sempre la stessa. Quella di non sentirsi soli in mezzo alla rete.

 

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