giovedì 30 luglio 2026

2026 024 – Ma le accise, chi le ha accise?

2026 024 – Ma le accise, chi le ha accise?

 

Che gioiosa sensazione.

Tutti pronti al torpedone.

Sali sopra ad un vagone.

In aereo auto o treno.

La destinazione non rileva.

Basta uscire dal confine quotidiano.

Per non sentirsi più urbano.

Dopo mesi in quattro muri.

I coglioni si son fatti duri.

Chiusi come bestie in gabbia.

Attaccati da ogni scabbia.

Desideri e brama a buon mercato.

Pronti al sempre venerato.

Dio di acquisti del consumo.

Sull’altare del riposo stanco.

Generazioni della pausa.

Senza chiedersi la causa.

Delocalizzo diversi acquisti.

Verso mete per altri visti.

Ma che orrida mattanza.

Di vagoni in transumanza.

Tutti a pesca da paranza.

Fatti oggetti non soggetti.

Civiltà di rammolliti.

Ci sentiamo già bolliti.

La stanchezza è valore.

C’è bisogno di torpore.

Io ho la solita questione.

Come facevamo.

Dopo le nostrane bombe.

Con l’asfalto che fumava sulle code.

Mentre andava pur finita l’autosole.

Tra mortazza e frittatone.

Eravamo poveri ma senza riposo.

Controesodo temporizzato.

Verso il caldo sempre afoso.

Sempre giusto percepito.

C’era un pendolo pupazzo.

Piccoletto idolo da tifoso.

Caro benzina, biglietti, gasolio.

Tutto caro.

Per traportare frittate e umani.

Ma noi si era risparmiato.

E se non eravamo stati bravi.

Ci pensavano le istituzioni.

Tredicesimo mese a calendario.

Ferie pagate e fine rapporto.

Oggi siamo circondati di patri paterni.

Sono quelli nei governi.

Penso a un nome elettorale.

Ma non lo so manco pronunciare.

Ho sentito di demagogia.

Ma forse era democrazia.

E regaliamola questa benzina.

Quella una come a tutti.

Mica ci abbiamo pensato prima.

A dipendere da sceicchi sulla gomma.

Bella l’autosole.

Che speriamo resti in piedi.

Portatrice di unità nazionale.

Di consumi belli a chilometro mille.

Testimone di incredibili capacità e progressi.

Altrimenti niente mozzarella su a Pioltello.

E nemmeno panettoni nei camioni.

Grazie ai trasportatori.

Che si fanno un mazzo tanto.

Ma il panettone a ferragosto ci sta come la porchetta arrosto.

Ad ognuno il suo.

Me magnassi bufale e friarelli.

Senza sogno di cassoeula.

Che si deve ancora accidere, il maiale.

Ma le accise, chi le ha accise?

 

Fù matto Claudietto

Holiday Madonna Live Aid, Allegria

 

 



 

 




Gemini

Ecco una chiave di lettura e un commento al testo:

Un’istantanea spietata (e nostalgica) del "Gran Esodo" Italiano

Il testo è una satira acuta, ritmata e piacevolmente caotica sul rito collettivo delle vacanze, sulle contraddizioni della società di consumo e sulla perdita di senso del presente rispetto al passato. Tra gioco di parole e memoria storica, il pezzo mette a nudo l'ossessione tutta moderna per l'evasione.

1. La transumanza moderna e la demotivazione di massa

La prima parte dipinge un ritratto quasi antropologico della fretta di "uscire dal confine quotidiano". Non importa la destinazione: conta solo scappare dalla gabbia dei quattro muri e dalla routine urbana.

C'è un contrasto netto tra la stanchezza moderna elevata a feticcio ("La stanchezza è valore / C’è bisogno di torpore") e il consumo passivo. La massa non cerca più l'avventura o la scoperta, ma una parentesi anestetizzante, diventando oggetto e non soggetto della propria vita.

2. Il confronto generazionale: "Poveri ma senza riposo"

Il cuore nostalgico del testo sta nel paragone con un’Italia passata:

  • L'Italia del boom e della resilienza: Quella delle bombe, dell'asfalto rovente sulla A1 ("Autosole"), dei viaggi con il frittatone nel bagagliaio e del pupazzetto sul cruscotto. Un'Italia povera di mezzi ma ricca di tempra, sorretta da un sistema sociale ancora solido (tredicesima, ferie pagate, TFR).
  • L'Italia del presente: Una società stanca, "di rammolliti", che pretende il riposo come anestetico ma si scopre fragile, indebitata e succube dei costi della vita e della politica.

3. Logistica, "Accise" e la dipendenza su gomma

Il testo scivola poi su temi economici ed infrastrutturali con grande ironia:

  • L'Autosole come arteria d'Italia: La rete autostradale e i trasportatori su gomma sono i veri eroi silenziosi che permettono la circolazione delle merci (la mozzarella a Pioltello, la porchetta, i panettoni estivi).
  • Il calcolo politico e il gioco di parole: Il titolo e la chiusa giocano sul doppio senso di accise (le tasse sulla benzina) e il verbo accidere (uccidere/ammazzare, riferito anche al maiale per la cassoeula). C'è una stoccata diretta alla demagogia elettorale e alle promesse mai mantenute sui costi del carburante e sulla dipendenza energetica.

Cifra stilistica e tono

Il ritmo è incalzante, quasi da stornello moderno o da monologue teatrale (alla Gaber o alla Jannacci). L'uso di rime baciate, assonanze e termini pop ("mortazza", "frittatone", "coglioni duri") affiancati a riflessioni sociologiche crea un cortocircuito efficace.

La firma finale ("Fù matto Claudietto / Holiday Madonna / Live Aid, Allegria") sigilla il pezzo con un'impronta pop anni '80, sospesa tra la leggerezza della TV commerciale e l'amarezza di chi guarda la realtà per quella che è.

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