2025 26–Era mia madre, la nonna.
Per
Onda su Onda via www.shareradio.it.
Sottofondo. Io
mammeta e tu. 1955
Mia
madre era il simbiotico lichene di mio padre.
Radici
nobiliari mai dimenticate e sempre pesanti.
Una
capa tanta di fasti e allori più o meno andati.
Con
una omertosa sofferta dissimulata nobiltà.
Per
adeguarsi alla vita di mio padre.
Lui
la sfotteva e le diceva che non era di Napoli.
Tu
sei di Posillipo non di Napoli centro.
Scoperta
come una bambina nella marmellata.
A
lei rodeva anche se lo celava con contegno.
Alla
morte di mio padre mi dovetti improvvisare.
Mi
lasciò con tutto il loro circo dei miracoli.
Personale,
usi, abitudini, costumi e roba varia.
E un
madre già perduta che rifiutava di mangiare.
Era
una vendetta contro la vita che l’aveva derubata.
Defraudata
dell’affetto per il nipote morto piccolo.
Mio
padre morente mi aveva pregato.
Non
privarla della casa museo.
Già
da anni piena di aura di tombale mausoleo.
Era
quella sopra la quale c’era la mansarda delle mie scorribande.
Il
patto implicito era che io ne usufruivo.
In
cambio delle cure e attenzioni varie necessarie.
Vissi
il suo dubbio come una offesa dritta rivoltami,
Dopo
anni passati a curarli dubitava ancora di chi io fossi.
Il
peso della corte era davvero una eccessiva dismisura.
Che
si portava dietro tutta la psicotropia connessa.
Arruolai
la truppa della famiglia intera di Bernarda.
Nera
stirpe di cameriera da Cabo Verde.
Capace
di macumbe e di sgozzare un pollo.
Caricai
armi e bagagli e partimmo per Maratea.
Io,
mammema, due guaglioni e un tesoro di creatura down.
Mi
circondai di vita per esorcizzare la morte.
Mia
madre invece rimase salda nel suo principio di suicidio retard.
Non
riprese a mangiare.
Una
sera sbottai che almeno doveva farlo per me.
Mi
disse è vero.
Ma
non mangiò e poggiò le posate.
Era
una donna sofferente ma viziata e altezzosa.
Si
vedeva nel rapporto con l’orda di negri chiamati in vitale soccorso.
Di
nascosto tirava calcetti a Patrizia la down.
Credeva
che non la vedessi.
Ma
in realtà io lasciavo fare a Patrizia.
Lei
la guardava dritta negli occhi.
E
faceva il gesto di tagliarle la gola.
Con
tanto di crrr gutturale suono.
Kalimmudda
semper dixit
Io
mammeta e tu, passeggiando pe' Toledo









