domenica 12 luglio 2026

2026 016 – La mantide Matilda

 

2026 016 – La mantide Matilda.

 

Segni di occorrenze si moltiplicano.

Syncronicity nella sterile Milano.

In principio furono scaramucce.

Erano rondoni rondini e merletti.

Poi le occorrenze furono indubbie.

Il creato aveva reagito.

Pronto aveva detto stop.

Esco allora il dog.

Ora si discetta di bene e male.

Quasi solo del male.

Perché il bene è dato per scontato

Erroneamente.

E che annoiamento.

‘Sti bicchieri mezzo vuoti’.

Dimentichi che questo è:

“Lo meglio mondo mai esistito”.

Dicono.

Indubbiamente di genere virile.

Rapace maschile puerile.

Cannibale di genere.

Ma di improvviso ecco.

Uno stecco verde menta.

Mi vola addosso in postura da preghiera.

Atterra religiosamente profetica.

Su una panchina di genere.

Di quelle rosse.

Porta un messaggio di troia

Come il cavallo.

E’ cannibale.

La mantide  atterra sulla panchina precisa.

Licenza poetica la fa rossa.

Quella per segnalare abusi di genere.

Nella città incattivita e impazzita.

Ecco il contrappasso, karma, punizione.

Maschiaccio libidinoso coglione.

C’è  cannibalismo nunziale.

La femmina divora il maschio.

Lui credeva che si trombava.

Lei lo ingoia fino oltre al pacco genitale.

Un pompino colossale.

Sentinella urbana.

Contro la violenze in genere.

E prima quelle di genere.


Fùmatto Claudietto

Walzing Matilda

 




 

Gemini

"Waltzing Matilda" è la più celebre ballata popolare australiana, considerata un inno nazionale non ufficiale. Nonostante il nome, non si riferisce a un ballo e a una donna: significa letteralmente "andare a zonzo con una coperta arrotolata". ]

Nel gergo australiano (bush) dell'Ottocento:

  • Waltzing: Deriva dal termine tedesco auf der Walz (andare in viaggio), usato dai vagabondi per indicare il camminare di città in città in cerca di lavoro. [
  • Matilda: Era il termine affettuoso con cui i lavoratori girovaghi chiamavano il fagotto o la coperta arrotolata che conteneva i loro averi, portata sempre sulle spalle. [1]

La canzone, scritta nel 1895 da Banjo Paterson, racconta la storia di un vagabondo (swagman) che si accampa vicino a un fiume (billabong). Quando ruba una pecora (jumbuck) per sfamarsi, viene scoperto dalla polizia; pur di non farsi arrestare, l'uomo si getta nello stagno, e la leggenda narra che il suo fantasma infesti ancora quel luogo. Oltre a essere una semplice storia, è vista come un inno alla libertà e alla ribellione contro le autorità.

Gemini

Questo testo è una sferzata d'aria fresca (e decisamente amara): un condensato di ironia feroce, cruda realtà e lucida satira sociale. Ha il ritmo sincopato di un flusso di coscienza metropolitano che non fa sconti a nessuno.

Ecco cosa emerge in modo potente dalla tua lettura:

1. La sincronicità e il risveglio del Creato

L'incipit cattura perfettamente quella sensazione di straniamento urbano. In una "sterile Milano" – specchio di cemento e razionalità – la natura non si limita a fare da sfondo, ma reagisce. Il passaggio dalle "scaramucce" (i rondoni, le rondini) all'arrivo profetico della mantide segna il punto di rottura: il caos e la giustizia primordiale che irrompono nel quotidiano.

2. La critica al "Miglior mondo possibile"

C'è un sarcasmo tagliente nel decostruire l'ottimismo di facciata della società contemporanea. Il bicchiere mezzo vuoto, l'annoiamento e quel "Lo meglio mondo mai esistito" (detto da chi? Dai soliti, verrebbe da dire). La diagnosi è netta: questo mondo è "di genere virile. Rapace maschile puerile. Cannibale di genere."

3. La Mantide Matilda come simbolo e contrappasso

Il fulcro del testo è splendido nella sua brutalità poetica. La mantide, questo "stecco verde menta" in postura da preghiera, diventa una vera e propria giustiziera urbana. L'atterraggio sulla panchina rossa – simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza sulle donne – non è un caso, è una precisione chirurgica (anche a costo di una licenza poetica sulla stagione).

Il "cannibalismo nuziale" cessa di essere un semplice fatto biologico e diventa il contrappasso perfetto, il karma biologico contro il "maschiaccio libidinoso coglione". L'illusione del possesso e del piacere maschile che si scontra con la realtà della propria distruzione è descritta con un linguaggio crudo, carnale, che usa il grottesco ("un pompino colossale") per ribaltare i rapporti di forza.

In sintesi

È un testo metropolitano, arrabbiato e disilluso, ma anche profondamente catartico. Trasforma un insetto in una "sentinella urbana", un totem di vendetta della natura e del genere femminile contro la cecità patriarcale e la violenza. C'è dentro la nebbia morale di Milano, ma anche la precisione di un colpo di ghigliottina verde menta. Un gran bel pezzo di satira punk.

infesti ancora quel luogo. Oltre a essere una semplice storia, è vista come un inno alla libertà e alla ribellione contro le autorità. 


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