venerdì 31 ottobre 2025

2025 10 31 – Cybratto 2013, il vero neuro binario

 2025 10 31 – Cybratto 2013, il vero neuro binario.

 

Torna alla carica di soppiatto l’armata monetaria.

Stiamo preparando il contante digitale dice Lagarde.

A battere moneta digitale sarà un mischione di sovrastati, stati e privati.

Per gonfiare il mondo di moneta senza legami con la realtà.

La moneta poi gira e alimenta il circo fatto di carta.

Che funziona pure fino a quando continua a vorticare.

Ma per natura umana lo fa in direzione apicale.

Verso chi accumula plusvalore in senso lato.

Sempre ad altri espropriato.

Ma c’è una soluzione data con l’avvento della rete.

È sintetizzata in una moneta intelligente perché a catena corta.

Metti in contatto diretto le famiglie con le società e con lo Stato.

Ed ecco che la moneta torna al suo ruolo di mero strumento di scambio.

Unità di conto, e non entità autoreplicante.

Arriva il Cybratto di soppiatto tra cyber-baratto e cerbiatto.

Così detto perché di per sé immagine di innocenza.

E non più di demone.

Un mondo senza finanza deteriore è possibile.

Que viva el Cybratto.

 

Dialogo

Nella pratica dell’ubiquità monetaria

Giò   :   avrei proprio voglia di un bel caffè. Peccato che ho lasciato i soldi a casa.

Clò    :   (passando di la) glieli presto io se vuole.

Giò   :   ma come ha fatto a sentire? Io non ho parlato.

Clò    :   lasci stare, quello è un altro esempio, un altro film. Lo vuole o no il caffe?

Giò   :   ma che mi vuol fare la carità? Le sembro uno che chiede la carità? Sono tutto griffato, io.

Clò    :   ma che carità! Glieli presto io i soldi, se vuole.

Giò   :   e poi come faccio a ridarglieli?

Clò    :   non si preoccupi, me li rida la Centrale. Anzi non me li da nemmeno, mi annota solo nella “bacheca creditori”.

Giò   :   Però! Ma scusi con questo sistema posso bere caffè a debito all’infinito?

Clò    :   Ma che dice !Lei sarà annotato nella bacheca debitori, e li sarà oggetto di monitoraggio da parte della “Polizia Monetaria”

Giò   :   Che ? Che Polizia è ? Mai sentita.

Clò    :   E’ la polizia che vigila sulla efficiente allocazione delle risorse. E’ quella che guarda che fili tutto liscio.

Giò   :   Ci lavoreranno in tantissimi in questa Polizia Monetaria (PM) !

Clò    :   Ma no, non capisce ?

La bacheca debitori, ma anche quella creditori, sono come un mastro generale di contabilità.

Raggruppano tanti mastrini individuali, tra cui il suo.

E a lei, che le piace fare debiti, la controllano.

In realtà controllano tutti.

Oltre un limite di solvibilità, diciamo 3 “debiti caffè”, non potrà andare perché la sua bacheca manderà un alert a quella del suo creditore potenziale.

Questo si fiderà dell’alert e non le presterà il suo 1 in più.

Giò   :   Mh. Mi piace già meno. Ma comunque, funziona con tutto ?

Clò    :   Ma certo, non lo vede? E’ già così. Provi a trovare un bancomat. Non lo vede che non esistono? Da dove viene ? Dalla terra ?

Giò   :   Ok. Allora diciamo che non voglio essere “taggato” come cattivo debitore.

A questo punto la dovrò rimborsare, giusto ?

E per farlo dovrò avere i soldi.

Quindi dovrò aspettare lo stipendio dal mio datore di lavoro.

Quando arriva il giorno di paga, quello accumula 1000 “debiti salario” e io mi trovo 1000 crediti nella mia bacheca personale.

E’ giusto ?

Clò    :   E’ giusto.

Ma non dimentichi che tutto avviene come quando ci siamo conosciuti: istantaneamente e con il pensiero.

La velocità di circolazione della moneta sarà quasi infinita, il che vuol dire che la moneta sarà ubiqua.

E infine che la moneta sarà quella che serve, e non quella inventata dal moltiplicatore monetario.

 

Costituzione monetaria, consumi e credito al consumo

Giò   :   non sono sicuro che funzioni con tutto.

Se io voglio un prestito per bermi 2000 caffè come lo faccio?

Clò    :   non lo fa.

Il credito al consumo è stato proibito dall’articolo 1 della Costituzione Monetaria che dice che “puoi indebitarti, entro certi limiti, ma solo per esigenze reali, e non per i consumi”.

Quelli te li devi pagare con il tuo stipendio da 1000.

Giò   :   lo sapevo che c’era l’inghippo.

Clò    :   ma no, vedrà che se sta attento nei 1000 ci pùò stare. E poi in famiglia siete in 2, no?

Giò   :   ma come fa a saperlo ? C’è una bacheca mia e di mia moglie e lei ci ha sbirciato dentro?

Clò    :   beh, anche se fosse sarebbe così tremendo ?

Aspetti di vedere cosa fa la Polizia Monetaria con chi cerca di guadagnare troppo !

Vedrà che tutto costerà meno, e i suoi 1000 varranno di più.

Allora mi dirà se la trasparenza è così fastidiosa.

Giò   :   ok. Sono curioso. Certo che questa PM dovrà richiedere un sacco di lavoratori.

Clò    :   ma allora è “de coccio”.  Mica siamo sulla terra.

La PM è una rete di supercomputer, sempre al lavoro per controllare l’allocazione delle risorse.

Il che vuol dire controllare i giusti livelli di debiti e di crediti e anche i giusti prezzi, salari e cose analoghe.

Giò   :   e come fanno a dire cosa è giusto e cosa no ?

Clò    :   bravo finalmente inizia a capire.

Questa è la domanda cruciale.

Lo fanno in un continuo processo di calcolo e aggiustamento successivo.

Prendiamo che si debba fare il prezzo di una camicia.

I supercomputer verificheranno i prezzi delle materie prime, del lavoro, del capitale investito, e calcoleranno un valore, diciamo 10.

Se a quel prezzo nessuno la compera, vuol dire che è eccessivo.

Allora avvieranno una scala di promozioni fino a che qualcuno la compera.

Se il produttore “ci sta dentro” il mercato esisterà, altrimenti si estinguerà.

Giò   :   ma se il produttore ci prova lo stesso, la piazza a 100, e qualcuno se la compera?

Clò    :   il produttore sarà soggetto  allo stesso controllo di tutti.

Se piazza a 100 una cosa che gli è costata 2 …..allora per lui sono cazzi.

La PM sulla allocazione delle risorse non scherza niente.

Facile che gli arrivino in casa degli agenti speciali che, come in una sorta di Minority Report, hanno visto comparire sugli schermi della centrale un alert sulla “bacheca avidi”.

 

Si goda la scena.

 

La Precrimine Monetaria

Toc, toc. Apra la porta. E’ la Precrimine Monetaria, il braccio armato della PM.

Che succede? Che problema c’è?

Abbiamo saputo che sta per mettere sul mercato una camicia da 100 che le costa 2. Lei è in arresto per la violazione dell’art.2 della Costituzione Monetaria: la tentata distrazione di risorse dalla loro efficiente allocazione .

Ma io volevo solo diventare molto ricco, molto di più di quanto sia adesso.

Non sapevo che fosse un reato.

Credevo solo di essere economico.

Ma quanto dovrei farla pagare ?

“Troppo tardi. Non basta chiedere “quanto dovrei, o dovevo, farla pagare”.

La Precrimine Monetaria interviene a supplenza del libero arbitrio.

Una volta intervenuta, il soggetto è bandito dal Sistema Monetario Cybratto.

“Comunque in base ai calcoli di materie prime, lavoro non minorile, rese del capitale e altre componenti, lei avrebbe dovuto fare quattro cose.”

Pagare 10 volte tanto la sua manodopera.

Non assumerla minorenne.

Remunerare il doppio i suoi investitori privati piccoli risparmiatori.

E infine astenersi dal reato di cui all’articolo 3 della Costituzione Monetaria che sancisce il “divieto di istigazione al consumo sperperoso” di chi gliela avesse comperata comunque anche a 100.

La sua camicia per essere “a norma di efficiente allocazione delle risorse” avrebbe dovuto costarle 5 ed essere venduta a 6,5.

Adesso la smetta di piagnucolare e ci segua. La Precrimine Monetaria non ha tempo da perdere. La “bacheca avidi” è ancora troppo giovane e di furbi come lei ce ne sono ancora troppi.

 

Prestiti

Giò   :   allora, vediamo se davvero tutto funziona.

Diciamo che vorrei un prestito per comperare la casa, e non per consumare.

Questa del credito al consumo l’ho capita.

Tra me e mia moglie guadagnamo 2000 al mese. Ne riusciamo a mettere da parte, con un po’ di fatica, 500.

Adesso li andiamo a mettere in banca. Che banca ci consiglia?

Clò    :   proprio non capisce, vero ?

La banca siete voi.

Ha detto che riuscite a non spendere 500 al mese. Nei 1500 che spendete, avete già contato l’affitto, visto che la casa non la avete perché la volete comperare.

Questi 500 resteranno ogni mese sul vostro mastrino individuale.

Negli anni potrete anche decidere di prestare ogni tanto una somma a qualcuno, magari qualcuno vi è grato e vi rimborsa con qualcosa in più.

Agli albori della nuova civiltà dell’intelletto lo chiamavano “social lending”.

Giò   :   scusi ma gli interessi ? Così ci smeno gli interessi.

Clò    :   ma quali interessi!

Sono illegali ai sensi dell’art. 4 della Costituzione Monetaria : “il danaro non deve generare altro danaro, fatto salvo un saggio ragionevole da definire a titolo di equa remunerazione del capitale”.

Non è più legale fare come facevate voi sulla Terra, dove le banche centrali si indebitavano a tasso zero, a voi quando depositavate non vi davano niente mentre se facevate un prestito si prendevano  il 5,6,7,10%.

Torniamo alla casa.

Dopo 10 anni avrete da parte 60.000.

Se proprio volete comperare questa benedetta casa potrete farvi prestare una somma analoga, equa e sostenibile, ad un tasso o pari allo zero + uno spread del 1% o simile, anche esso equo e sostenibile.

Ve li potrete fare prestare da “un’orda” di potenziali investitori : tutti i prestatori potenziali saranno annotati nella bacheca “nano banchieri” di quell’ alveare che voi chiamavate worldfunding.

I 60.000 di prestito li rimborserete in 10 anni, e così sarete proprietari non schiavizzati.

Fate attenzione: la Precrimine è sempre all’erta.

Non potete indebitarvi a 30 anni perché la casa vi ruberebbe l’anima.

Se non ci arrivate voi da soli, lo faranno loro e vi bloccheranno.

In cambio saprete che vigilano anche sulla banca.

Il meccanismo otterrà anche una efficiente allocazione delle risorse del settore immobiliare, che sarà costretto a offrire case di valore massimo da 120.000.

Il tutto sempre condito dal “punteggio bacheca”, a cui saranno soggetti anche i palazzinari esattamente come il produttore di camicie.

 

La legge del profitto qualità, il postulato Joule e l’informazione

Giò   :   vabbè, inizio a capirci qualcosa.

Ma secondo me su larga scala non può funzionare.

Come si fa a controllare una transnazionale ?

Non è soggetta a nessuna legge specifica.

Sta nascosta in quale paradiso.

E opera solo sulla base della legge del profitto.

Clò    :   mamma mia, che fatica parlare con lei.

“La legge del profitto” è abolita ai sensi dell’art. 5 della Costituzione Monetaria: “la legge in vigore non è più quella del profitto, ma quella delle risorse. 

Con risorse si intende in senso lato ogni mezzo funzionale alla diffusione della Qualità intrinseca. Si ricordi la metafisica della qualità https://it.wikipedia.org - Metafisica della Qualitàdi Robert Pirsig.

E’ abolita la corsa alla Quantità”.

Clò    :   ascolti bene, questa è più difficile.

C’è un postulato interessante di questo art. 5: “il profitto è direttamente correlato alla energia impiegata e a quella generata e può essere misurato in Joule”.

L’energia generata non è realmente generata, visto che sappiamo che può essere solo trasformata, ma è solo messa a disposizione prendendola a prestito dal tutto.

Ogni individuo nasce con un “patrimonio energia” a disposizione.

Questo viene accreditato sul suo mastrino individuale quando nasce.

In altre parole, una versione intelligente di profitto allargato è quella di efficienza energetica.

L’unità di conto Cybratto sarà allora il Joule.

Giò   :   Ok, più o meno ho capito. Ma mi faccia qualche altro esempio.

Facciamo finta che io sia la transnazionale che vuole andare in qualche paese africano di quelli da 1 dollaro al giorno pro capite per comperare miniere di qualcosa, miniere di utilità stimata di 1000 anni.

In realtà non voglio comperarle, voglio espropriarle in maniera occulta e sono già d’accordo con il Presidente del Paese locale.

Le miniere valgono 1000, le compro a 100, al presidente pago 50, e agli abitanti locali costruisco una scuola una strada e un ospedale per un valore totale di 10.

Dopodiché ogni giorno li assoggetto alla transumanza chilometrica per  metterli a lavorare in miniera in condizione di schiavitù “di fatto”.

Che succede a questo punto ?

Clò    :   vede che non ascolta ?

Che differenza c’è con l’esempio della camicia ?

Lei ancora non ha capito.

L’essenza, per allocare le risorse, è l’informazione.

Se io ho l’informazione, posso controllare la congruità di qualsiasi processo.

E le assicuro che Polizia Monetaria e Precrimine Monetaria sanno sempre tutto.

E un giorno, nel pieno della Civiltà dell’intelletto saranno tutti che sapranno sempre tutto.

Il punto fondamentale è l’art. 6 della Costituzione Monetaria: “è in ogni caso fatto assoluto divieto di trattenere qualsiasi informazione, e sue aggregazioni definite “conoscenza” o “cultura”, per qualsiasi utilità personale”.

“Tutte le informazioni devono essere messe a disposizione della collettività e delle autorità, che altrimenti le reperiranno d’ufficio.”

“Ogni informazione di costo, ricavo, profitto, disponibilità di risorse o surplus di energia, dovrà essere esposta immediatamente nella “bacheca energia””.

Giò   :   ho capito. Si mi torna con l’esempio camicia. Per curiosità, alla transnazionale che succede ?

Clò    :   arriva la Precrimine Monetaria che notifica l’avvenuta espulsione dal Sistema Monetario Cybratto.

Contestualmente la PM manda un alert a tutti gli abitanti dell’espropriando Paese che saranno così allertati contro altri avidi potenziali, dai quali si sapranno difendere da soli  avendo imparato a conoscere il vero valore di cui sono proprietari.

Come vede, si torna sempre alla questione delle informazioni e sue aggregazioni definite “conoscenza” o “cultura”..

 

L’essenza della Civiltà dell’Intelletto

Giò   :   più continuiamo  più mi pare di capire.

L’economia è interconnessioni e interdipendenza.

In questa generale interconnessione, tutti sanno tutto, le informazioni sono regolarmente diffuse ovunque.

Per questo la chiamiamo Civiltà dell’Intelletto.

Le connessioni si misuravano in soldi, oggi sono misurate in “altro profitto” o in Joule su di esse allocati.

I soldi non esistono più.

La vera essenza di tutto questo non è lo scambio Cybertelepsichico.

Questo è solo un supporto, assai veloce e efficiente ma pur sempre supporto.

Questa si che mi pare la vera revoluzione: allocare le risorse, in ultima analisi l’energia, in maniera efficiente.

Vuol dire allocare tutto in maniera utile per tutti e non solo per il singolo uomo economico.

Immaginiamo che il mondo interconnesso abbia un valore totale.

Ipotizziamo di usare come unità di misura l’energia che esso rappresenta. In Joule.

L’energia sarebbe quella totale, quella relativa alla massa di ogni componente di questo mondo,  non solo umani.

Esseri viventi e no, materia e psiche.

Iniziamo con tutto quello che ci pare, basta che alla fine abbiamo preso tutto.

E=mc2 comporta che dove c’è massa c’è energia.

Non vuol dire che siano la stessa cosa, ma che dove c’è massa c’è una energia correlata.

Forse risulta più facile se si pensa che in un acceleratore di particelle o nei raggi cosmici che arrivano all’atmosfera accade di continuo che particelle nuove dotate di massa, nascano dallo scontro di particelle “genitrici” senza massa (i fotoni, ci pare. La luce, dunque).

Quindi si conferma che in linea teorica e anche pratica, massa e energia sono due facce della stessa realtà.

Ciò vuol dire che tutto ciò che vediamo e tocchiamo e facciamo o pensiamo è calcolabile in quantità di energia che rappresenta.

Sono stato un po’ ripetitivo, mi scusi.

Ma mi sembrava utile un po’ di ridondanza a rinforzo sinaptico.

Mi dica : le sembra tutto giusto ?

Clò        E’ giusto. Adesso, però, andiamo al lavoro.

Tutto il nostro discorso non vuol mica dire che possiamo stare tutto il giorno a non fare niente grattandoci i coglioni fino a farci venire gli unghioni neri.

Lo cantava già Pino Daniele : il Signore dice sempre “ Ma che ve site mise ‘n capa : ‘n Paraviso s’adda faticà”

E…si ricordi che mi deve un Joule-caffè, o arriva la Precrimine.

Giò   :   Allora vede che mi ha fregato ?

Non aveva detto che i soldi glieli ridava la Centrale ?

Clò    :   E’ inutile. Lei è senza speranza.

La contaminazione monetaria oramai le ha eroso la capacità di vedere le cose più evidenti.

Si, me li ha già ridati la Centrale.

Ma è lei che è ancora debitore verso il sistema.

E’ lei che deve saldare il suo debito.

Giò   :   E quella questione del “patrimonio di energia” ?

Mi piaceva molto il “prima guadagno, dopo lavoro”.

Clò    :   E’ tardi.

Andiamo al lavoro, appunto.

Dobbiamo rendere la nostra dose di energia quotidiana.

 

Kalimmudda ipsum dixit

'O padrone non vale due soldi


Il mondo del vero neuro binario Cybratto.



Il sistema per la moneta a catena corta 

Full : https://docs.google.com/document/d/18Anm-xybDZI_aapYI7isDKpmyRtsBKOW/edit?usp=sharing&ouid=110191402270257588225&rtpof=true&sd=true 



 



mercoledì 29 ottobre 2025

2025 10 29 – Chiacchiere da bar in volo a vu

 2025 10 29 – Chiacchiere da bar in volo a vu.

 

Diavolo rosso.

Staffette in rosso.

Cavalcate tra praterie.

E chiacchiere da bar.

Eravamo quattro cani al parco.

Tutti con il naso basso.

A parlare tanto per far fracasso.

Le stagioni non sono più come una volta.

La gioventù non ne parliamo.

E poi la mafia nostrana non ci risultava.

Mentre adesso che paura quella gialla.

Sinocalabra a ndrine.

Una rondrine non fa primavera.

Una rondine magari no.

Ma uno stormo scappa dall’inverno.

Dall’inferno della ragione.

Sono tanti gli uccelli.

Alcuni giocano a fare gli stormi.

Grandi nuvole che offuscano di nero il cielo.

Volano e si affannano senza niente da capire.

Devono solo scappare per orario naturale.

Poi qualcuno alza il tiro.

Con la vista guarda in alto.

Uno stormo anche questo.

Ma ordinato a forma di vu.

Anatre, aironi, cicogne, fenicotteri.

Chissà, e da dove mai saranno partiti.

Si tifava per quelli rosa di certosa.

Dai che forse sono scappati.

Dallo zoo urbano del ricottaro mediolano.

La vu taglia l’aria come con un vu du

Come un gruppo di ciclisti gregari.

Io penso sempre al primo pirla.

Sorteggiato per frullare il muro d’aria.

Giusto il tempo di un immortale alare.

Immortalare.

E si torna a chiacchierare.

C’è l’euro goulasch in salsa rossa russa.

Usa e getta qualche impero.

La mafia ora è insegnata alla tivù.

E allora risulta, almeno un po’ di più.

Questa è troppa roba pure per la neuro.

Mi torna in mente il gruppo di gregari.

E quel desiderio di aranciata rossa.

Nel galoppo di campagna contadina.

Solitario, ma a vu.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Che galoppata

 

Immortale alare



giovedì 23 ottobre 2025

2025 10 23 – A 40 gradi la resilienza è del Covid

2025 10 23 – A 40 gradi la resilienza è del Covid.

 

E io nce lo sapevo.

Tremo e temo il febbrone da cavallo.

Ci avrei scommesso come un fesso.

Ci hanno insegnato la resilienza.

Ignoto termine che rubò ogni precedenza.

Poi da bravi geni han fatto casino.

Si son messi a giocare con il vaccino.

O meglio con noi e con certi geni.

Fatti di acido che tutti permea.

Lo hanno pure obbligato.

E poi tutti se lo sono scordato.

Peccato.

È stato l’ultimo profeta.

Un messia prezzolato da ricottari arricchiti.

Con un fottone di pur sana paura ci chiusero tutti in clausura.

Pieni di buoni propositi per evitare la fine del mondo.

Mentre il padre Terno lastricava la via per l’inferno.

Certamente per bene.

Ma forse con eccessiva attenzione o distrazione dai fatti.

E a noi ci prendeva il terrore dell’inverno.

Eccola appunto che arriva la resilienza.

La capacità di riprendersi.

Ma non è la nostra.

Resiliente è il bacillo dalla corona.

Come faccio a saperlo è cosa nota.

Me lo trovo in casa con il campionario completo.

Forte come alla prima tornata.

Con la febbre a 40 è poco più di un’influenza, dicunt.

Solo se giochi da ricchione con l’altrui culum.

Certo che ci avevano avvertito.

La precedente campagna durava forse una stagione.

Ma quando poi riparte il girello ti senti proprio un coglione.

No vax si vax boh vax.

I vaccini più belli sono quelli che ci vinci un de bello.

Quello che devi stare a fare e rifare è roba da anatema.

Da maledizione già in frigo.

Pronta a lunga conservazione.

Allora ora mi dedico ai bastardi del farma.

Speriamo che questa sia una variante tarma.

Quella che vi buca i polmoni.

Ma selettiva.

Noi facciamo i portatori sani.

E ai ricottari si trasmetta a tutti quelli vivi.

Per via del tocco della grana dietro ai vaccini.

Tocca il dollarone che ti buca il polmone.

Perché adesso il fatto si è fatto pesante.

Ci è salita la febbre a quaranta.

 

Kalimmudda ipsum dixit

A freva a quaranta

 

Dalla AI virale il nuovo Covid.


https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/biotech/2025/10/23/il-covid-altera-gli-spermatozoi-e-aumenta-lansia-nella-prole_59b2df79-cb4b-4881-aa5d-339d79ad6610.html


mercoledì 22 ottobre 2025

2025 10 22 – Tatto da delfini

 

2025 10 22 – Tatto da delfini.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it – Parola : tatto

 

Tatto è fatto di inserimento o interazione con delicatezza.

Nei gruppi si manifesta nella capacità di non spezzare equilibri.

Entrare nelle altrui sfere di influenza con felpata leggerezza.

È un fatto di innata costituzione.

Come si nasce signorili altrettanto diciamo dei tattili.

Dipende dalla sensibilità.

Che è pure vero che si può in parte acquisire.

Ma mai nel profondo come quella naturale.

Il tatto è un dono che o ce l’hai oppure no.

Lo si misura in reazioni provocate.

È una sorta di attivazione di neuroni specchio.

Senza incorrere nell’io per farli a spicchio.

Quando morì mio padre ereditai la sua gelosa barca.

15 tonnellate veloci piene di cavalli nei motori.

Era un camion dirompente di onde e di rumori.

Un incrociatore di fragore dall’odore di gasolio.

Si usciva nell’amato odiato golfo di Policastro.

Senza mai incrociare segni di vita a pelo d’acqua.

Mio padre pilotava non direi proprio con tatto.

Gli piaceva fare sfoggio di potenza ostentata.

Come i ragazzini con i motorini a scureggetto.

Poi finalmente un giorno potei condurla io.

Gentilmente anche piano, senza strappi al motore.

Andai al largo sul mare piatto forza olio.

Spensi i motori e aspettai che finisse l’abbrivio.

Facevo il bagno quando vidi l’acqua increspata.

Non troppo vicini c’era un branco di delfini.

Erano curiosi ma ancora guardinghi.

Si avvicinavano, pareva quasi con tatto.

Per indicare loro a me come non disturbare.

Tra diffidenza e una strana impellenza.

Qualcosa di tattile ci disse il da fare.

Ripartii a tutto motore ma distratto di tatto.

E quelli tornarono giù negli abissi.

Eppure quel fatto di tatto ancora mi guidava.

Mi disse di non essere rude per farmi alzare le onde.

Se guidi coi motori a palla la scia viene bassa.

E come cazzo si fa allora a fare surf.

Al massimo diventa sci d’acqua.

Tutto ciò me lo disse un traduttore marinaro.

Come fu fu io lo sentii e rallentai l’andatura.

La scia delle onde era bella formata.

I delfini emersero e mi circondarono.

A tre per lato della scia cavalcavano le onde felici.

Navigavo nel branco inserito con gentile tatto.

Prova e riprova con tatto avevo trovato la giusta andatura.

I delfini piccini giocavano tra piroette di onde.

Pensai ai motoscafi d’estate che li dicevano estinti.

Andavano solo trattati con tatto.

Ma la chiosa è la cosa più bella.

Il branco mi riconosceva e aspettava.

Al giusto numero di giri motore.

Per anni li ritrovai a Policastro.

Mi aspettavano in quel golfo creduto di morti.

Riconoscevano i giri rumori.

Quelli senza strappi ai motori.

Per giocare dolcemente.

Con un mare di tatto.

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Kalimmudda ipsum dixit

Si viaggiare, jazzy

 

Gelosa canaglia