venerdì 21 agosto 2026

2026 038 –Nei canali della mente a puzze

2026 038 –Nei canali della mente a puzze.

 

Passeggio il cane che lo piscio con questo incipit ormai memetico.

Stiamo parlando del colore nero.

La strada è vuota, è ferragosto.

La coda dell’occhio resta guardinga.

Pattuglia grandangolare l’orizzonte circolare.

Colgo un prossimo movimento.

E’ proprio un segno dal futuro, che lo chiamerò Arturo.

Compare un fratello nero, ma nero nero vero.

Dalle scarpe alla cintura è vestito in bella fattura.

Non c’è lattice o feticcio, quello è tutto dritto liscio.

Ma sempre tutto nero.

E’ un gatto bianco, come fossimo nella fattrice matrice Matrix.

Lo segnalo complice al mio coinquilino di trottoir.

Per la rima con il noir.

Ci ridiamo.

Ci manca solo uno in viola, dico io.

Puntuale gira l’angolo pure il viola.

Rido ora sicuro, siamo nel centro del vortoir.

La neurosfera da lì spara a raffica e ad alzo zero.

Ma lo capisco solo io, e il cane con il pelo.

Al ritorno mi attende un po’ di giusta informazione.

Mi aspetto bombe e droni, ma che due coglioni.

Invece c’è quel re di Michael Jackson dentro alla televisione.

Ce lo ha messo la mia giovane marmotta. Daniela.

Ma deve avere spinto forte, lei che è i ritmi della terra intera.

Se continuate con le stuprate lei lo sente nei canali, nei fremiti di peli.

E così ci ritroviamo chiusi nella tana a due locali, la bittana.

Io saracco zitto tanti mucca porca, vacca cacca.

Imbruttito a suo giudizio, che è più limpido del mio.

Poi un colpo d’occhio si ribella a quel malocchio.

Michelino nichelino galleggia fermo in acqua.

Sta lungo disteso sulla poltrona da piscina.

Gli chiedono che sta facendo e lui pronto risponde.

Canalizzo.

Metti che Dio mi manda qualche buona nota o parola.

Se non mi faccio trovare pronto poi Lui le manda a Prince.

Mi si ritorce contro un sorriso mio malgrado.

Anzi proprio una risata.

Mi ricordo di tutta la mia epica del giullare.

Il sorriso se non la risata può più del pianto.

Non si può solo imbruttirsi.

A canali aperti si può e si deve tutti canalizzare.

La bellezza salverà il mondo.

Eh però bisogna farla entrare.

Indirizzate i pensieri nel cuoricentro della neurosfera.

E restate ritti dritti in orbita.

Poi la mantenete con quei colpetti di razzetti a scureggetto.

Così si guida l’intelletto.

Dentro in ogni canaletto.

Come un astropeto ossigenato.

Quando aprite un canale giusto ve lo dice un biancogatto. O un fùmatto.

O un uomo nero in porporosa giacca viola.

Ma ci vuole un occhio rapace.

Allenato a cogliere ogni minimo segno di pace.

Occhio della meraviglia.

Scrematore del parapiglia.

Canalizzatore principesco.

Ecco mi hanno spento il tivùcolòre.

Me lo dice pure la marmotta.

Se non ridi sei imbruttito.

La mia anima giullare deve darsi sempre da fare.

Mi ci sono voluti decenni a imparare a cercare i segni.

Ora che a volte li colgo mi ripiombano nell’ovvio.

Sapete che vi dico col sorriso dal paradiso.

Io riesco solo, a pisciare pure la marmotta.

Non rompetemi le rane.

Anche gli angeli mangiano cetrioli.

Meglio pensare a canalizzare.

Michelino in Principino.

Questa è roba che ci piace.

Meraviglia per bambini.

Scuregette, micropeti e nanepuzze.

Ascoltate l’universo da bambino.

Si raddrizza con due puzzette.

Mentre a voi ci vuole un argano a manovella.

O a vaporella.

 

E fate i bravi.

Malamenti.

 

Fùmatto Claudietto.

Set your mind free.

Starfish and coffee - Prince with the  Muppets

 



 

 

 



  

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