2026
038 –Nei canali della mente a puzze.
Passeggio
il cane che lo piscio con questo incipit ormai memetico.
Stiamo
parlando del colore nero.
La
strada è vuota, è ferragosto.
La
coda dell’occhio resta guardinga.
Pattuglia
grandangolare l’orizzonte circolare.
Colgo
un prossimo movimento.
E’
proprio un segno dal futuro, che lo chiamerò Arturo.
Compare
un fratello nero, ma nero nero vero.
Dalle
scarpe alla cintura è vestito in bella fattura.
Non
c’è lattice o feticcio, quello è tutto dritto liscio.
Ma
sempre tutto nero.
E’
un gatto bianco, come fossimo nella fattrice matrice Matrix.
Lo
segnalo complice al mio coinquilino di trottoir.
Per
la rima con il noir.
Ci ridiamo.
Ci
manca solo uno in viola, dico io.
Puntuale
gira l’angolo pure il viola.
Rido
ora sicuro, siamo nel centro del vortoir.
La
neurosfera da lì spara a raffica e ad alzo zero.
Ma
lo capisco solo io, e il cane con il pelo.
Al
ritorno mi attende un po’ di giusta informazione.
Mi
aspetto bombe e droni, ma che due coglioni.
Invece
c’è quel re di Michael Jackson dentro alla televisione.
Ce
lo ha messo la mia giovane marmotta. Daniela.
Ma
deve avere spinto forte, lei che è i ritmi della terra intera.
Se
continuate con le stuprate lei lo sente nei canali, nei fremiti di peli.
E così
ci ritroviamo chiusi nella tana a due locali, la bittana.
Io
saracco zitto tanti mucca porca, vacca cacca.
Imbruttito
a suo giudizio, che è più limpido del mio.
Poi
un colpo d’occhio si ribella a quel malocchio.
Michelino
nichelino galleggia fermo in acqua.
Sta
lungo disteso sulla poltrona da piscina.
Gli
chiedono che sta facendo e lui pronto risponde.
Canalizzo.
Metti
che Dio mi manda qualche buona nota o parola.
Se
non mi faccio trovare pronto poi Lui le manda a Prince.
Mi si
ritorce contro un sorriso mio malgrado.
Anzi
proprio una risata.
Mi
ricordo di tutta la mia epica del giullare.
Il
sorriso se non la risata può più del pianto.
Non
si può solo imbruttirsi.
A
canali aperti si può e si deve tutti canalizzare.
La
bellezza salverà il mondo.
Eh
però bisogna farla entrare.
Indirizzate
i pensieri nel cuoricentro della neurosfera.
E
restate ritti dritti in orbita.
Poi
la mantenete con quei colpetti di razzetti a scureggetto.
Così
si guida l’intelletto.
Dentro
in ogni canaletto.
Come
un astropeto ossigenato.
Quando
aprite un canale giusto ve lo dice un biancogatto. O un fùmatto.
O un
uomo nero in porporosa giacca viola.
Ma
ci vuole un occhio rapace.
Allenato
a cogliere ogni minimo segno di pace.
Occhio
della meraviglia.
Scrematore
del parapiglia.
Canalizzatore
principesco.
Ecco
mi hanno spento il tivùcolòre.
Me
lo dice pure la marmotta.
Se
non ridi sei imbruttito.
La
mia anima giullare deve darsi sempre da fare.
Mi
ci sono voluti decenni a imparare a cercare i segni.
Ora
che a volte li colgo mi ripiombano nell’ovvio.
Sapete
che vi dico col sorriso dal paradiso.
Io riesco
solo, a pisciare pure la marmotta.
Non
rompetemi le rane.
Anche
gli angeli mangiano cetrioli.
Meglio
pensare a canalizzare.
Michelino
in Principino.
Questa
è roba che ci piace.
Meraviglia
per bambini.
Scuregette,
micropeti e nanepuzze.
Ascoltate
l’universo da bambino.
Si raddrizza
con due puzzette.
Mentre
a voi ci vuole un argano a manovella.
O a
vaporella.
E
fate i bravi.
Malamenti.
Fùmatto
Claudietto.
Set
your mind free.
Starfish
and coffee - Prince with the Muppets

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