venerdì 7 agosto 2026

2026 031 – Invicta giornata a penna armata

 2026 031 – Invicta giornata a penna armata.

 

Ieri è stata una giornata articolata.

Di quelle che capitano solo qualche volta.

L’aria era piena di folti messaggi.

Era tutto un fatto di atterraggi.

La neurosfera si è posata e rivelata densa.

I semantici rotori hanno scortato tutti i cuori.

Dalla gravità delle menti dentro e fuori.

Certi cieli sono caduti in terra.

Certi altri si sono alzati in volo leggeri.

Si parlava con Vittoria e con Daniela.

Arrivò pure Guccini.

Vittoria mi ha aperto il cuore senza rancore.

A chirurgia svelata ci siamo detti cose dolorose.

Quando le scopri poi però svapòrano.

E ti accorgi che da solo ti consoli.

Il cuore è resiliente, che parola velenosa.

Se mi sentisse come sente il gran maestro.

Vomiterebbe di certo per questo verso.

Ma poi sono sicuro ne converrebbe.

I dolori lasciano sempre spazio agli amori.

Mentre parlo con Vittoria Daniela gioca alla riserva.

Pronta ad aiutarmi come una figlia con il padre.

Poi si parlano al telefono, e io le guardo.

Lascio fare perché quello è tanto amore.

Il discorso cambia tono.

Daniela si acquatta e Vittoria riprende vigore.

Parliamo di futuro e mondo duro.

Io ascolto, è faticoso.

A venti anni hai il turbo.

A sessanta sei stanco maturo, e sturbo.

Mi sforzo con amore e tenerezza.

Mi commuovo quando si racconta sola.

Mi avete buttato là e muovi il culo.

Io le dico che non è così, mentre invece so che è vero.

Tutti reclamiamo la mancata guida.

Per parole colpe opere e omissioni.

E’ andata così come doveva, lo fa sempre.

Ma adesso è passata l’ora.

E nessuno se ne penta.

Ognuno si fà il suo cielo.

Chiude fuori con un muro ansie e dolori.

Sto per darle le mie visioni.

Iniziano a piovere mattoni.

Affido a tutte loro questa buona educazione.

Nel cielo suona la potenza di certe canzoni.

E’ morto Guccini, lo piangono e lo citano, io sorrido.

La neurosfera non muore mai.

Io non lo conoscevo bene.

Troppo colto il suo gracidare.

Ma un precetto lo ho scelto e da sempre eletto.

Venite pure avanti furfanti e sciagurati.

Perché con questa penna armata.

Io non perdono e tocco.

 

Fùmatto Claudietto

Cyrano o Cirano

 

 








 

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