Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Summer Night, Night And Day. Corea e Trio live in Europe. Tutti a scuola. Elementare.
Mi
chiamarono per strada.
Tu
sei figlio di tuo padre.
Effettivamente
pareva vero.
Così
curioso aprii quella portiera.
Dentro
l’auto si svelò una gran carriera.
Grandi
storie o forse tutte balle.
Genti
di mondo da Epaminonda.
E
Carmela la rossa che pareva una megera.
Fattucchiera
di strada già valchiria di banda
Ora maga
maliarda che ronda la strada.
Eppure
la strega mi mostrò rara attitudine.
A
percepire le mie vicissitudini.
In
una epopea di elementi, elementare.
Con
l’aria ho fatto il vento.
Dentro
l’aria immoile il cielo stava grigio fermo.
Non feci
un miracolo ma un prodigio della fisica.
Riscaldai
le prodigali ventole fino ai 50 gradi.
L’aria
calda risucchiò il vento dal basso.
Diventò
meltemi a fottere.
Il
vento danzava alla fiamma di candela.
Giusto
sotto c’era una tana di topi.
La
infusi di alcool dissuasore per il puzzo.
Ma fui
tradito dal maligno.
Giuda
demonio una brace cadde sulla cenere.
Prese
fuoco un armadio di plastica.
Fumo
nero e fiamme rosse arrivarono i pompieri.
Nel
frattempo avevo già inondato tutta la terra.
Impregnai
tutta Mafalda, la urbana madre falda.
Il
marciapiede dirimptetto le fece da tetto.
Come con un soffitto non esondò.
Totnato
a letto mi assopii stremato.
Poco
dopo mi svegliai di soprassalto.
Culo
porco, figa brogna.
Il
terremoto.
Che subitaneo
però passò.
La mattina
incontrai Carmela la Ketty.
Raccontai
le mie peripezie.
Il nesso
oggettivo era il terremoto.
Incontrovertibile.
Era
a Londra, dove indagavo.
Non
a Roma non a Milano, non dove stazionavo.
Non si
impressionò per niente.
Tu sei
figlio di quel demone di padre.
Ed
eccoti qua.
Aria,
fuoco, acqua, terra.
Sei
il puerino che gioca con gli elementi.
Cerca
il quinto.
E
voi fate i bravi.
Siate
pulcher.
Elementare,
puer.
Fùmatto
Claudietto
Summer
Night, Night And Day. Corea e Trio live in Europe.
Tutti
a scuola. Elementare.

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