2026 04 01 – Tracciatori di tracce.
Per www.parolebuone.org. via
www.shareradio.it.Traccia
Traccio le tracce.
Solco il vinile.
Volo nei cieli.
Di suoni in parole.
È un affanno costante.
Non si vuole sparire.
Combattiamo la morte.
Fatti forte è la sorte.
E’ una guerra di parole e pensieri.
Fattisi opere da oggi o da ieri.
Con omesse omissioni per paura del vuoto.
Ebbene invece ecco no.
Tutti si lascia una traccia.
Un solco nel vinile totale.
Che piaccia o non piaccia.
È una sorta di cosa che abbraccia.
Lo dice la scienza, la fisicaccia.
Se non si sconcentra dimentica.
Di transumare in trascendenza.
Comunque.
La nostra traccia è un fatto di peso e di massa.
Si sovrappongono i giri dentro nei solchi.
Si ripercorrono parole e pensieri.
Qualcuno lo chiama collettivo intelletto.
Per me poveretto è neurosfera.
La somma di tutte le tracce.
Da sempre annotate e calcolate.
Questo fa l’algoritmo della mente totale.
Prova e riprova computando costante.
Tutto è calcolo, ricordate la regola.
Quella esemplare della strada da attraversare.
Quella della setta della
meraviglia dello sguardo dei bambini rapaci.
Computando si aggiusta il percorso.
E si incide un’ altra indelebile traccia nel cielo.
È da assai prima della nostra rete internèt.
Direi proprio da “in principio fu il principio”.
Che suona male ma rende bene il circolare.
Gli algoritmi informatici devono tracciarne di strada.
E lasciarne di scie di solchi di tracce.
Mentre volano le rondini.
Mentre piovono i pensieri.
Tutto sta tracciato nella mente.
E fermarsi non è dato.
Siamo in giroballo sul vinile.
E dobbiamo abballare.
Fù matto Claudietto
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