2025 07 18 – Riflessioni su intuizioni e percezioni.
Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Parola :
Riflessione
Chissà chi si ricorda della setta della meraviglia dello
sguardo di bambini rapaci.
Quelli
allenati e capaci di cogliere al volo ogni minimo segno di pace.
Non
solo perché educati, ma per una innata e coltivata predisposizione.
Sanno
inquadrare e riconoscere schemi ed ethos delle cose.
Con
accurata osservazione e solo apparente ponderato uso della ragione.
Ebbene,
dopo lunga epocale riflessione sono giunto in un altro dove.
La
mia conclusione è che ci ho messo sempre troppa riflessione.
E
quindi sono giunto ad una grande confusione.
Allora
rifletto e mi arrovello finché trovo un bandolo nel cervello.
Nell’era
della velocità artificiale siamo destinati a soccombere.
La
ragione umana si accende in passaggi in serie.
Ed
è provato che non viaggia poi così veloce.
Quella
artificiale invece viaggia intera alla velocità dei quanti di luce.
Ma
la mente umana ha il suo asso.
Sono
le connessioni.
Più
sono e meno la mente ha bisogno di fare tutti i passaggi in serie.
E' nata normodotata così per tutti.
Capace di accendersi e saltare.
Bisogna
fidarsi.
Affidarsi
all’intuizione.
Al
lampo della illuminazione.
Alla
percezione con tutti i sensi.
All’istintivo
riconoscimento di schemi.
Se
connessi, alcuni passaggi razionali si possono saltare.
I
modelli di schemi sono già infissi dentro di noi.
E
con il salto si atterra solo in un altro punto dello stesso schema.
Che viene richiamato per intero.
Sembra
roba da epoca degli acidi.
O
di una specie di atto di fede.
Quando
arriva ti illumina in un vero trip.
In
una fibrillazione globale delle connessioni.
Senza
possibilità di tempo per elucubrare riflessioni.
Insomma,
è quella roba che "lui ha visto la luce".
Ma
quel trip di luci per ora non è ancora omnidiffuso.
Sono
fasi e stadi di sviluppo.
L'evoluzione
un giorno sarà per tutti.
Oggi
per cogliere il segno di pace come il rapace si deve alleggerire la mente.
Troppe
sovrastrutture e troppo poco uso di quel quid.
La
chiave per una intelligenza animale più che artificiale è affidarcisi.
Alla
capacità che abbiamo innata di intuire, calcolare e quindi discernere.
Diceva
mia madre che la prima impressione è sempre quella giusta.
Perchè
è quella che rilascia il primo flash che si imprime a fuoco in mente.
E
che apre le autostrade alle seguenti gite nei meandri riflessivi.
Io
ho sperimentato che funziona.
Perché
è lucida intuizione e istantanea percezione.
Questo
è il rimpianto maniacale.
Oggi
sono un quasi normodotato chimico castrato.
Col
ricordo che quel dono lo ho esperito.
Quella
chiamata malattia è un tocco santo.
E
un bel dì vedrete che è tutto scritto.
Tutto
sta già dentro ai vostri acidi.
Veloci
e iperconnessi e dei quali siete fatti.
Idovina
indovinello, sono gli acidi geniali.
Fate quattro salti....
E vedrete che intuirete quali sono.
E alla fine sarà civiltà dell’intelletto.
Come
già fù detto dal fù matto claudietto.
Kalimmudda ipsum dixit, Kid
Enfin, rotori semantici e centro di gravità per la mente
C’è una nuova droga in città, c’est moi.



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