giovedì 3 luglio 2025

2025 07 03 - Ed io creò il tarocco

 2025 07 03 - Ed io creò il tarocco.

 

In tutto il ben diddio che ci avviluppa c’è una cosa che galoppa.

Va veloce più di neurosenza e robotica intelligenza.

Più dei micronani tecnologici.

È la genomatica che studia empirica la genotipica.

Tutta insieme è una scienza di riproduttiva trinità.

Padre figlio e tanto alito di spirito santo.

La scienza spesso si scervella e si arrovella.

Metti che ti impelle di cambiare colore verdegiallo pappagallo.

Che ne so, per farci delle nuove sanguinelle.

La neurosenza le ha decretate percepite più belle.

Più gradevoli e consumabili sul mercato.

Lo scienziato allora si mette all’opera solerte.

Alla ricerca della vera origine della specie.

Procede a fare cloni a tutto spiano pieni di licopeni.

Quelli che fanno il rosso nelle zucche e nei tomati.

Mutazioni di qua e mutazioni di là.

Finchè un giorno gli esce un quasi uguale giusto.

Venti d’Africa a scirocco soffiavano forti dal marocco.

Fu quel primo gene seme di mandarino atavico.

Si ingroppò un bel dieci chili di pomello.

E fecero tanti bambinelli.

Con questa scoperta a scrocco.

I bambini e loro fratelli si chiamavano tutti rocco.

Finchè uno disse to’ ma è rosso.

Ma c’era sempre quel vento sciocco.

Pieno di voci e suoni a shiocco tocco.

I fratelli pativano sciroccati lo scirocco roco fuoco loco.

E capirono rocco invece che rosso.

To’ è rocco diventò così tarocco.

Nel senso che era nato per e da copiare.

Semi e geni dentro i codici ancestrali veri.

Scoperta insomma la vera origine delle arance.

Un tarocco.

Che si è mutato a più non posso.

In effetti ero assai turbato dalla mia ignoranza e carenza.

Ora si che mi sento più appagato e rinfrancato.

Se la scienza risalisse al quadro di insieme capirebbe.

Le mutazioni sono in atto ovunque.

Sono parte del codice ancestrale primigenio.

Che per forza di logica deve stare tutto nel grande botto.

Forse solo la porta sul retro di altri versi.

Da cui poi i dati si spacchettano e riassemblano.

Sempre nella radiazione di fondo del cosmo, anche adesso.

Servono alla varietale diversificazione.

Per la conservazione del codice totale.

Così quando l’umano mi si estingue, pazienza.

Scopriremo che possiamo bene farne senza.

Ricopio il codice come una pozione di spezzatino.

Una anfirana, un topocane e del guano di fauno.

Mi creerò anche arance rosse da dieci chili cadaune.

Per gli ingordi stomaci nani dei topocani.

Così sempre guani stronzi evolveremo.

Ma almeno sarà passata la ancestrale fame.

 

K.i.d.

Desert rose, per lo scirocco

 

Tarocco al licopene

 



 



Ndr

Ansa : il tarocco rosso dell’origine della specie

 

 

 

 

 

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