2026 060 – La tettonica del dollaro Usa e getta.
E
‘primavera, in tanti altri dove e anche a Lugano.
Il
fiduciario aspettava dall’alto delle sue strutture in scatole.
Presto
quella impalcatura sarebbe stata smontata.
Sarebbe
per forza tornata nazionale.
Perché
era contro ogni legge naturale.
Contra
l’ordine delle cose.
Ma
per ora non ancora.
L’ufficetto
discreto era in contrasto.
Il
citofono era pieno di targhette con nomi di società.
Assai
più di quante ne fosse capiente il palazzetto intero.
Alcune
dovevano per forza essere vestite di estero.
Si
vedeva dalle esotiche tipologie di ragioni sociali.
LLC
e SA , Limited Lability Company e Società Anonime.
Società
senza responsabilità personale.
Forse
c’era qualche olandese col suo tipico BV.
Erano
tante ma tante, forse fino a milioni.
Ma
non era lì per quello.
Aveva
depositato in quello scatolame un ghiotto gruzzolone.
Colorato
di dollaro verde Sam.
Manuali
alla mano ora il dollaro pareva altissimo.
Occasione
ottima per venderlo.
Tanto
più che lui con gli Usa e getta non aveva niente a che fare.
Ma
qualcuno li aveva promossi a battitori di valuta di riserva.
Roba
che si conserva sempre.
Perché
il dollaro non si vende mai.
I
fiduciari lo ripetevano come un mantra o una preghiera.
Ciurla
di quà e ciurla de là, lo zù Sam infine ci ci mise la zampata.
E
tirò una mazzata di svalutazione.
Che
se la ricordano ancora da Nixon fino oltre nel Giappone.
Fanno
così quei sovrani giovani egemoni.
E
nemmeno una volta sola.
Come
risulta dagli allegati annessi.
Sempre
in nome della libertà di democrazia.
Della
quale si sono proclamati spacciatori seriali.
Sono
ragazzi, loro giocano.
Ma
fino a qui niente di nuovo.
In
god we trust, anybody else pay cash.
Con
il dollaro che non si vende mai.
I
dollari però sono noti per il loro fluttuamento tettonico.
Così
facendo spostano interi continenti.
La
pax americana però è un poco alla amatriciana.
Non sempre
su carta bollata ma spesso artefatta come un fax.
Si
viene invitati a una grande abbuffata.
A
cui non si può resistere o desistere.
E
allora tutti convocati alla festa del signore dei bordelli.
Con
il peso di tutti quei dollari a creare tettoniche derive e scarrocci.
Abboffata
che ti salva soltanto la polvere bianca, il digestivo carbonato doppio.
Mentre
fuori affondavano e emergevano placche di zolle di continenti interi.
Difficile
tenere la rotta e navigare diritti.
Sotto
lo sforzo di tettonica confusione spinta dal macigno verde.
Così
Panama diventa Cuba, Le Cayman marciano sulle Bahamas, Dubai ma andò vai.
Venezuelani
con i petrodollari.
Palestina
in Israele, Ucraina fino in Cina, Italiana alla Persiariana.
Vale
anche nel grande freddo.
Tra Siberia
e Antartide la Groenlandia e il Canada.
E padre
Terno non soccombere, vale pure tra religioni.
Con
i Cristiani tutti in burka, femmine trans e pure i mask.
Può
darsi che si ridisegni lo scenario di tutta Pangea.
Eoni
buttati nel cesso.
Con
un gran casino che pare di essere in Gondwana.
La
rete di dollari corre e spinge pesi su mari e terre.
Dove
fendono fetenti fendenti.
Fino
a che arriva la grande svalutazione.
E il
dollaro evapora grigliato ancora.
Come
da migliore tradizione.
Vulcanizzato
dal magma del ring of fire..
Mentre
da noi a Bagheria un fiorellino grida sempre.
Come
eravamo e come siamo.
Compro
dollari.
Fùmatto
Claudietto
Ring of fire, F. Zappa
(J.Cash)

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