venerdì 25 settembre 2026

2026 060 – La tettonica del dollaro Usa e getta

 2026 060 – La tettonica del dollaro Usa e getta.

 

E ‘primavera, in tanti altri dove e anche a Lugano.

Il fiduciario aspettava dall’alto delle sue strutture in scatole.

Presto quella impalcatura sarebbe stata smontata.

Sarebbe per forza tornata nazionale.

Perché era contro ogni legge naturale.

Contra l’ordine delle cose.

Ma per ora non ancora.

L’ufficetto discreto era in contrasto.

Il citofono era pieno di targhette con nomi di società.

Assai più di quante ne fosse capiente il palazzetto intero.

Alcune dovevano per forza essere vestite di estero.

Si vedeva dalle esotiche tipologie di ragioni sociali.

LLC e SA , Limited Lability Company e Società Anonime.

Società senza responsabilità personale.

Forse c’era qualche olandese col suo tipico BV.

Erano tante ma tante, forse fino a milioni.

Ma non era lì per quello.

Aveva depositato in quello scatolame un ghiotto gruzzolone.

Colorato di dollaro verde Sam.

Manuali alla mano ora il dollaro pareva altissimo.

Occasione ottima per venderlo.

Tanto più che lui con gli Usa e getta non aveva niente a che fare.

Ma qualcuno li aveva promossi a battitori di valuta di riserva.

Roba che si conserva sempre.

Perché il dollaro non si vende mai.

I fiduciari lo ripetevano come un mantra o una preghiera.

Ciurla di quà e ciurla de là, lo zù Sam infine ci ci mise la zampata.

E tirò una mazzata di svalutazione.

Che se la ricordano ancora da Nixon fino oltre nel Giappone.

Fanno così quei sovrani giovani egemoni.

E nemmeno una volta sola.

Come risulta dagli allegati annessi.

Sempre in nome della libertà di democrazia.

Della quale si sono proclamati spacciatori seriali.

Sono ragazzi, loro giocano.

Ma fino a qui niente di nuovo.

In god we trust, anybody else pay cash.

Con il dollaro che non si vende mai.

I dollari però sono noti per il loro fluttuamento tettonico.

Così facendo spostano interi continenti.

La pax americana però è un poco alla amatriciana.

Non sempre su carta bollata ma spesso artefatta come un fax.

Si viene invitati a una grande abbuffata.

A cui non si può resistere o desistere.

E allora tutti convocati alla festa del signore dei bordelli.

Con il peso di tutti quei dollari a creare tettoniche derive e scarrocci.

Abboffata che ti salva soltanto la polvere bianca, il digestivo carbonato doppio.

Mentre fuori affondavano e emergevano placche di zolle di continenti interi.

Difficile tenere la rotta e navigare diritti.

Sotto lo sforzo di tettonica confusione spinta dal macigno verde.

Così Panama diventa Cuba, Le Cayman marciano sulle Bahamas, Dubai ma andò vai.

Venezuelani con i petrodollari.

Palestina in Israele, Ucraina fino in Cina, Italiana alla Persiariana.

Vale anche nel grande freddo.

Tra Siberia e Antartide la Groenlandia e il Canada.

E padre Terno non soccombere, vale pure tra religioni.

Con i Cristiani tutti in burka, femmine trans e pure i mask.

Può darsi che si ridisegni lo scenario di tutta Pangea.

Eoni buttati nel cesso.

Con un gran casino che pare di essere in Gondwana.

La rete di dollari corre e spinge pesi su mari e terre.

Dove fendono fetenti fendenti.

Fino a che arriva la grande svalutazione.

E il dollaro evapora grigliato ancora.

Come da migliore tradizione.

Vulcanizzato dal magma del ring of fire..

Mentre da noi a Bagheria un fiorellino grida sempre.

Come eravamo e come siamo.

Compro dollari.

 

Fùmatto Claudietto

Baarìa film completo

Ring of fire, F. Zappa (J.Cash)

 

 








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