2026 96 – Vittoria a mano armata.
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Onda via www.shareradio.it. Sottofondo Tutto
l'amore che ho.
Ebbene si,
a me mi piace vincere facile.
Come quella
scena della scimitarra.
Freddata a
gran distanza.
Da una colt
tipo quarantaquattro.
Dopo varie
vicissitudini si erano placate le inquietudini.
Il
tran-tran procedeva nel quadrilatero quartiere.
Nelle case scelte
apposta in due strade parallele.
Vittoria
cresceva prioritaria.
In una aria
stabile ordinaria.
Poi un
giorno si ruppe l’equilibrio.
Barbara
subì una aggressione in casa.
Chiamò
subito i soccorsi.
Nella mia
persona pur se separata.
Che per
l’occasione andava bene.
Non saprei
descrivere il moto animalesco.
C’era la
cucciola da proteggere.
Io feci il
raffinato protettore.
Più che
altro un organizzatore.
Convocai un
servizio di sicurezza.
Quelli
grossi armati fino all’osso.
Si
piazzarono a coprire tutto il quadrilatero.
Ventiquattr’ore
e sette giorni a settimana.
Coi fucili,
pistoloni, mitragliette e coltelleria bianca.
Mi
intrigavano di racconti che sembravano da film.
Mi
insegnarono anche trucchi da legittima difesa.
Tipo un coltello
di scorta da usarsi addosso.
E poi
fingere di perderlo in attesa della pula.
Il boss
aveva pure un addestratissimo cane doberman.
Io avevo il
beauceron Tina, razza pura originaria.
Capostipite
esemplare addestrata buona come il pane.
Il
quartiere sembrò un fortino medellino.
Per qualche
giorno restò blindatissimo.
Poi il disgraziato
cambiò aria.
Allo sventolio
di tanta assettata rastrelliera.
Certe volte
la tolleranza va difesa con in mano una 44.
Se poi si
vuol fare scena scenda in campo un battaglione.
Fu una vittoria a nano armata.
Nel senso che quello era un nano contro una nana armata.
Era incappato in grandi giochi di mano.
Come noto roba da misero villano.
Quando finì
fu una ghignata.
Ma restò
una paura senza gloria.
Chi tocca Vittoria
quasi muoia.
La proteggo
dissuasore io.
Anche a
mano armata.
Di gelato.
Nel
quartiere fotografato.
Fùmatto Claudietto
Gelato in
mano armata

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