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– Schizzicheano famiglie.
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Sottofondo: Schizzichea 1988
Passeggiavo
presto questa mattina.
Esci il
cane anche se piove.
Schizzichea
una pioggerella,
Non è
proprio acqua a catinelle.
Vittoria è
ancora un’eco.
Mi accende
sempre tanti ricordi.
Era meglio
tenerli sordi.
Ora dovrò
infilzarli come tordi.
Ammazzarli
e cancellarli.
Sono
memorie troppo forti.
Le credevo
dalle gambe corte.
Poi ricordo
che quelle sono le fole.
Evado in
cerca della vera meraviglia.
Mi soccorre
una famiglia.
Non è un
assembramento sociale.
È un
raggruppamento animale.
C’è uno
stormo di merletti.
Una pentade
di merlini piccolini.
Mi piace
pensarli usciti dal mio nido.
Quello del
giardino di Vittoria.
Ma sono
troppo lontani.
E questi
sono proprio nani.
Riconosco però
il comportamento.
Questo in
fondo è quel che conta.
Un merlino,
un merlo o un merletto.
Resta sempre
lo stesso uccelletto.
Fanno un
gran casino pigolino.
Sono
piccoli e reclamano di fame.
Dal terreno
spiccano voli incerti.
Sono buffi
e si lanciano inesperti.
Sto a
guardarli come in uno specchio.
Mentre
insisto a sentirmi vecchio.
Il colpo
d’occhio è terapia.
Fino a che
saltellano via.
E io
rimango sempre solo.
Ma non dico
che sia vero.
Ho i
parenti acquisiti.
C’è Daniela
là che aspetta.
Mi sopporta
e poveretta.
Ma
l’impronta non si cancella.
I merletti
fanno riflesso.
E tu sei
contento e fesso.
Solo come
un cane.
Anzi solo
con il cane.
Animale di
famiglia.
Succedaneo consiglio.
Dirompente
soluzione.
Delegata
pure da mia figlia.
Senza tanto
parapiglia.
Fùmatto
Claudietto
Schizzichea 1988

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