venerdì 1 maggio 2026

2026 78 – Jatavenne ai maremonti, messa est

 2026 78 – Jatavenne ai maremonti, messa est.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo. Morirò da re 2018

 Jate come ite, che il periodo della messa est.

Con un elastico in napoletano si rimbalzava al maremonti.

La scuola era finita come una messa.

Per me era la fine del supplizio.

Ogni volta era un peso che svaniva.

Si poteva scappare dalla vita in solitaria.

Facile da fuori ma di fatto di bolina.

Senza schiaffi però era meglio.

A Maratea c’erano gli amici.

O almeno largo circa io lo credevo.

Le persone ci sfrecciavano intorno.

Spesso per periodi brevi senza ritorno.

Approdammo perfino a Sangineto.

Perla esotica del tirreno speculato.

Un villaggio di case bianche basse.

Bouganville ed eucalipti come Australia.

Ci andavamo in barca, una avventura.

C’erano i figli dell’avvocato Nicoletti.

Altre meteore di amicizie di clan sparite.

Comunque non a tutti è dato tanto privilegio.

Navigare a quaranta nodi lungocosta di Calabria.

Tra spiagge bianche e occulte ‘ndrine.

Per potere dire io c’ero, a Sangineto.

La vacanza fredda invece era sempre a Crans.

Che in realtà era Montana,  comune di Lens.

Era una casetta umile ma onesta, direbbe Troisi.

Comperata a fianco dei Martelli, Elena e Marilù.

Dove c’era intellighenzia noi si era sempre presenti.

Tutti in forze con generazioni abili e arruolate.

Col tempo l’affetto per i monti dei miei si affievolì.

Il mio lo riesumò la oggi morta Barbara.

Con suo padre mi insegnò la montagna di altura.

E poi si faceva grande sport.

Il mio preferito era mangiare raclette à volontè.

Tradizione alpina oggi detta all you can eat.

Tanto col formaggio sbocchi prima che tu creda.

Poi un giorno l’imponderabile fu più che probabile.

Mio padre scivolò sul ghiaccio.

Mia madre lì che strillava come un gallinaccio.

Padre batté e si aprì la testa poi ricucita.

Il suo pelliccione di regale zibellino si insanguinò.

Glaciale proclamò l’editto e decretò l’ultima volta.

Era uomo di mare.

Aveva già sopportato troppo freddo.

E il maremonti è un’invenzione criminale.

Così fù che finì quell’avventura.

Nella nostalgia canaglia di un’epoca finita.

Si dissolsero scarni legami e detti amici.

La segretezza di mio padre la pagavo io.

Privato di qui monti che avevo appena appreso.

Alla fine appostò la pontificia bolla.

Con mia madre a seguire nel suo zibello.

Jatevenne, chesta messa finita est.

Disse io a Montanà non ci andrò mai più.

E così fù.

 

 

Fùmatto Claudietto

Morirò da re 2018

 

Linguaggio in formazione



Nessun commento:

Posta un commento