domenica 22 marzo 2026

2026 54 – Sostienimi che ti sostengo

 2026 54 – Sostienimi che ti sostengo.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo il giudice

 

Lunga vita al sostenitore.

Così sembra un supporter, un tifoso.

Roba tipo un ammiratore.

E in effetti dovette proprio volermi bene.

Per sostenermi per un quarto di secolo.

Di cancellerie, pratiche ed istanze.

Tutto cominciò in una stanza di Tribunale.

Ma l’inizio fu pesante.

Il mondo mi cambiò da sotto i piedi.

E arrivò la nomina dell’Amministratore di Sostegno.

Decreto numero 8592/10 del 21/04/2011.

Quando si dice sentirsi un numero.

Eravamo entrati tra detectors e vigilantes.

L’aria era subito cambiata.

Sembrava odore di fregatura.

Il giudice aveva un non so che di nobiliare.

Magnificava il giuridico istituto sostenitore.

Finché per me non fu abbastanza.

Mi dissi d’accordo pur di uscire da quella stanza.

Era ancora viva e presente Barbara.

Le addossavo ogni colpa.

Un ventennio dopo passeggiavamo con l’ADS.

Era in veste e umore amico.

Ascoltò le mie rimostranze e rimembranze.

Poi mi pose la questione.

La riporto per memoria di Vittoria.

“Si, ma Barbara cosa altro poteva fare?”

La mia risposta fu fulminea.

Dissi un “niente”.

Ero ancora intriso di sacro furore e rancore.

Mai avrei pensato ad un tutore.

Però il tempo è davvero un gran dottore.

Se ci penso oggi ci siamo anche divertiti.

Restano pure certe tracce del nostro passaggio.

Come quando producemmo una “istanza tutoriale”.

A spiegazione per tutta la “Sezione Tutele”.

Su come fare investimenti in rating sicuri.

E non solo nel Buono Ordinario del Tesoro.

Oggi che sono vecchio mi diverto e la punzecchio.

Qui “ taquine adore” diceva mia mamma.

Chi ti prende in giro ti vuol bene.

In più la ringrazio certamente.

Ma le nego l’autorizzazione alla grande istanza.

Non ha il mio permesso al suo trapasso.

Di morire prima di me non le è concesso.

Senza di lei oggi sarei perduto.

Così ci vedo ancora più vecchi.

Claudicanti e arrognati spalla a spalla.

Tienimi che ti tengo.

Così si dice a Napoli di reciproci precari sostegni.

“Sostienimi che ti sostengo”.

 

Kalimmudda semper dixit

Signor giudice


 

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