mercoledì 4 marzo 2026

2026 03 04 – I colpevoli

 2026 03 04 – I colpevoli.

 

Entriamo nel tempietto dell’editoria nostrana.

Una scala stretta porta alla catacomba.

Siamo ancora memori dei ricordi montanari.

Cerco l’uscita sicura della tromba delle scale.

I ricordi sono accesi dai faretti.

Siamo circondati di carta alle pareti.

Una scintilla e finiamo abbrustoliti.

Sono sempre istupidito dalla quantità di libri.

Chissà che avranno tutti da dovere esternare.

Oggi però è l’era di Cusani Sergio.

Mio cuggino primo.

Poverino, sempre con lo stigma di quello di tangentopoli.

Embè, lo voglio intridere di mezzo gaudio.

Per dirgli che in galera no, ma nel casino c’ero finito anche io.

Era stato lui il mio colpevole involontario.

Mi aveva collocato in Ferruzzi Finanziaria.

Sembrava una manna dal cielo.

Ero scappato dal magnifico rettore della Bocconi.

Dove mio padre aveva tramato per piazzarmi.

Ma l’austero cuggino fu colpevole col fascino.

Non soltanto il noto suo.

Ma quello funesto della finansa granda

Ferfin era il cuore pulsante della finanza del gruppone.

Terminali sempre accesi, notiziari sulle borse.

Non ho manco fatto in tempo a capire che mestiere fosse.

Quello che era detto della finanza strategica.

Quella che gioco a compro e vendo.

Un ossimoro contraddittorio in termini.

Finanza strategica.

Se sono finanze sono già soldoni.

Se è strategica è il futuro ancora da fare.

A farmi capire qualcosa ci pensò l’inconsapevole colpevole.

Il cuggino, con i corsari e capitani vari veri, fecero il botto.

Arrivò la grande tegola, il tegolone.

Erano questioni astruse di giocare con i milioni.

E possibile disoccupazione.

Per tornare con la coda tra le gambe dal padre padrone.

Mi ritrovai così a fare lo start up della Novamont.

Mi ci ero fiondato quando da Ferfin non ci voleva andare nessuno.

Non c’era finansa.

Novamont era il cuore della strategia della chimica rinnovabile.

Gasolio, carta, plastica vegetale, l’etanolo.

E tanta ricerca in centri dedicati.

Un mondo diverso da quello del petrolchimico appariva possibile.

E poi c’era l’agroindustria.

Non si può capire l’emozione della semina e raccolti.

Su scala continentale.

Ricordo la politica agraria comunitaria.

Una guerra senza bombe con gli americani.

Ma con l’olio di semi.

Si potevano coltivare solo certe quantità per usi alimentari.

Ed eccoci noi quattro gatti di Novamont.

A riscrivere direttive, leggi e normative.

Eravamo la grande Ferruzzi Montedison

Si dettava noi la legge.

Le semine si raccoglievano.

Dai campi sterminati di giallo colza.

E poi il grano scorreva a fiumi, e non era per la finanza.

Era quello reale, il danaro delle finanze vere.

Ricordo il primo impianto per produrre biodiesel.

Servivano 40 miliardi, se ricordo bene.

Embè e che problema c’è.

Aroldi fai una presentazione in ppt.

E pochi tempi dopo e voilà il bonifico eccolo qua.

Insomma, alla uscita dalla libreria sono con la cugina di cognome.

Ma alla fine che cosa è successo, mi fa.

Sai io non ci capisco niente.

E’ facile, rispondo.

C’era un gioiello nazionale multinazionale.

Produceva e vendeva un sacco di cose in tutto il mondo.

Dava lavoro a città intere.

Poi è arrivata la finanza astrategica.

Nel senso di alfa privativa.

Astrategica alla romana.

E il giocattolo lo hanno scassato.

Per questioni della industria della finansa.

Che male de panza.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Tammurriata d'o lavoro niro

 

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