lunedì 22 dicembre 2025

2025 12 23 – Natale sotto l’ospedale

2025 12 23 – Natale sotto l’ospedale.

 

Il Rubicone della 90-91 è sempre attuale.

Ci faccio intorno quattro passi domenicali.

Mi trovo in zona di piazzale Brescia.

Snodo primario del flusso della circonvalla.

Nel grande spazio tondo non c’è nulla di notabile.

Tranne un famoso ospedale.

Marmoreo, squadrato, pulito, glaciale.

Geometria rassicurante senza fronzoli.

Asettica struttura di reverenziale fattura.

Mi ricordo della volta che sono risorto.

Reincarnatomi gesù che ero morto.

La mia anima volava sopra il bus col filo.

Mi diedero del matto.

Ignorarono che ero in missione di fatto.

A partire da barboni e puttane di quartiere.

Non erano reietti da convertire.

Ma unità di calcolo con cui trasmettere intelletto.

Così misi al loro servizio la mia economia.

Predicavo per le notti tra papponi e mignotte.

Ero un verbo di correzione, ero la revoluzione.

Era il verbo primigenio.

Mi portarono al manicomio.

Salto avanti di decenni.

Passeggio nella piazza ora ripulita di battone.

Per il gaudio di qualche perbene ciucciacazzi.

Mi colpisce un filo di luminarie di Natale.

L’ospedale ha fatto un presepe sobrio.

Da tradizione e prescrizione il gesù non è acceso.

Sotto ci sta anche un vero bambinello in attesa.

Non è un piccolo cristo illuminato.

È un barbone al buio disperato.

Gli ultimi saranno i primi.

Ma come.

Abbiamo ancora i barboni.

In questo mondo che forse è il migliore mai esistito.

Ancora non debellati e integrati dopo millenni passati.

Ah, se mi avessero ascoltato invece che internato.

Che minchia avete fatto in tutti questi decenni.

Ecco, ero uno degli agnelli dell’economia di dio.

Che aggiustava i peccati del mondo.

Tra pochi giorni devo rientrare in vetrina.

 

Kalimmudda semper dixit.

L'agnello di dio

 

Presepe sotto l’ospedale.




 

 

 

 

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