venerdì 19 dicembre 2025

2025 12 22 – Memoria di navigati naviganti

2025 12 22 – Memoria di navigati naviganti.

Per Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo: Naviganti Fossati 1993

 

In una cosa mio padre era davvero grandioso.

Rendeva partecipi amici vicini e parenti.

Quando lo faceva si toglieva quel velo di occulto.

E a me sembrava davvero gioire sincero.

Le cugine della banda degli orfanelli lo ricordano bene.

Dunque io aspettavo il natale per emigrare.

Si caricava il macchinone e tutti su in montagna.

Nel baule del macchinone ci sbatteva dentro anche noi.

Ed era sempre una festa.

Memorabili i capodanno con i fuochi di contrabbando.

Ce ne ho ancora un pezzetto dentro un orecchio.

Si facevano grandi abboffate con leccornie a montagne.

E aveva sempre pensato a regali per tutti a valanghe.

Se avesse conosciuto Vittoria sarebbe uscito pazzo.

E l’avrebbe viziata peggio che da regina.

Quando morì io smantellai tutta la sua corte dei miracoli.

Con un rimpianto soltanto per la barca.

Andare per mare è una pratica mistica.

Non è trasportare senza manco sentire le onde.

È fondersi nella fiducia con acqua e meccanica.

Si deve provare il timore reverenziale.

E dubitare costantemente con le orecchie protese.

Una volta eravamo in barca con Barbara.

Io percepìi che qualcosa non andava.

Aprimmo il vano motore ed era vero.

C’era fumo che non si capiva da dove usciva.

Nel dubbio le misi in mano un estintore.

Le dissi di restare immobile di guardia nel vano.

Fui bastardello, almeno non chiusi il portello.

Ma io ero il solo capace e dovevo timonare.

Arrivati nel porto ridemmo di gusto per lo scampato pericolo.

Ci siamo voluti bene e pure divertiti.

Mancava solo una cosa.

Mancava ancora Vittoria.

Avrei voluto insegnarle ciò che ho imparato.

Da uomini, pesci, marinai, delfini, vulcani e mare intero.

Io ricordo un fagotto di bambina sul sedile.

Forse non è vero, forse è solo un sogno.

Ma credo che a navigare ci sia stata.

Lo ha poi fatto per tanti anni da sola.

E in tutto questo andare ci si consola.

Perché siamo stati lontani.

Ma siamo stati anche bene.

E siamo stati insieme.

Anche senza navigare mai.

 

Kalimmudda semper dixit

Naviganti

 

 

 

Il tatto dei delfini

 


Che basta un filo di vento per venirci a guidare

  

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