2025 12 16 - Educazione marrone casertano.
Per
Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo : Sarà
la musica che gira intorno. Fossati 1983
L’era
dell’internamento era ancora lontana.
Ero
ancora in fase di educazione casertana.
Milano
gambe aperte rideva e si divertiva.
Mentre
a me toccò un ritorno a Roma.
Città
aperta a me preclusa.
Dietro
mura di scuola e casa.
La
casa aveva un gran bel giardino.
Piante,
alberi da fusto, palme e pure la fontana col puttino.
Mancavano
solo le carpe nane.
In
estate era il mio rifugio solitario.
Dietro
l’oleandro come quello in azzurro chiaro. (tra l’oleandro e il baobab)
La
scuola anche aveva un enorme parco.
Conigli
liberi saltellavano mentre noi li inseguivamo.
I
preti sono certo che bestemmiavano.
E
forse distratti non vedevano che prendevo gli schiaffi.
Io
reagivo aggressivo passivo.
Continuate
pure che non mi fate mica male.
Mentre
i preti pensavano ai conigli, di dio loro figli.
Noi
non eravamo ancora sbocciati oltre l’età da casertani.
Popolo
di regge certamente, ma già allora malamente.
Eravamo
genti di migranti sulla tratta dell’autosole.
Benestante
con misura andavo solo a scuola, senza griffe.
Tra
poco sfarzo e grande sforzo arrivò il giorno di cresimarsi.
Sacramento
subìto a torto tra sacramenti a morto.
Dovevo
essere elegante ma distinto, non allineato.
Tra
un mare di vestiti blu io spiccai in tenuta da Capone.
Seta
finemente lavorata su morbida giacca marrone.
Forse
fu per questo che si intimidirono.
E
smisero di prendermi a schiaffi.
Il
linguaggio del corpo casertano forse fece effetto.
Io
rimasi poco allineato, cercando di rendermi sempre facile.
Mi
restò una atavica paura che da Roma via Panama andò in America.
Mentre
intanto il medio oriente qui da noi non riscuote ancora fortuna.
Forse
sarà per colpa delle musiche.
Che
girano per niente facili.
Come
quegli uomini sempre poco allineati.
Al
muro.
Kalimmudda
semper dixit

Nessun commento:
Posta un commento