giovedì 7 agosto 2025

2025 08 07 – Rondini montane, rondini guardiane

2025 08 07 – Rondini montane, rondini guardiane.

 

Le villeggiature non esistono più.

Sono sempre meno durature.

Circoscritte sempre più corte.

Confinate in zone a vocazione obtorta.

Oggi si ruba qualche giorno di vacanza.

In un lampo temporale da turisti.

I locali si industriano di cortesie.

In realtà non vedono l’ora che tu vada via.

Il turista è sempre un invasore.

Uno stupratore di territorio.

Radicato nelle tradizioni e memorie.

Che sopporta pieno di sorrisi.

Con un piatto di risi e bisi in paradiso.

Porta soldi per tutto l’anno in pochi mesi.

Benedetto sia il consumanesimo.

Ma c’è chi non si piega e non si spezza.

Arriva una auto piena come fosse un torpedone.

Vomita uno scarico di corpi di persone.

Sono tutti inebetiti dalla bellezza.

Quanto è bello e pittoresco, senti l’aria frizzantina.

Quanto è verde perché sei in montagna.

Se eri al mare quanto azzurro e quanto sole.

Dove sia sia con tanto sole serve la cremina protettiva.

E compra spremi e spalma dalla faccia alle ginocchia.

Sotto lo sguardo dello stanziale vigile occhio.

Lui vi cura di sottecchi mentre strabuzzate gli occhi.

Il turista è pieno di gadgets senza bisogno comperati.

E dentro all’auto torpedone poi stipati.

Il turista armeggia tra le valigie.

Dopo il cane porco tira fuori un porco drone.

Si mette a svolazzare incerto con i suoi quattro rotori.

Filma tutto, che per lui è niente, nel suo gaudio tripudiante.

L’aria è rotta dal ronzante scureggetto.

Prenderei una lupara, un fucile, una carabina o almeno una fionda.

Quando spunta uno stormo di rondini a volo radente.

Sono rondini di montagna, marroni e non nere da Milano.

Volano più ardite sulla tavolata rasata dei prati.

Una plana addirittura sotto il macchinone torpedone.

Risbuca da sotto, cabra, plana, vira e poi si butta giù in picchiata.

Col torace si protegge bene le ali.

E dà un buffo al porco drone.

Lo stormo segue in coro in una pioggia di pennuti.

Il drone cade e si frantuma in mille pezzi.

Nel silente montano gaudio giubilo e tripudio.

Il territorio ritorna radicato nelle sue memorie.

Così doveva andare.

Invece la divinità locale pensò ai piccioli.

Avvertì il turista dronista dello stormo delle rondini.

Sono rondini montane, sono rondini guardiane.

Lo scherzava a sua insaputa.

Le rondini giocavano a tirare rasoiate d’aria.

La montagna stava come sempre.

Cantava muta in quota.

O forse ghignava.

 

K.i.d.

Vola, e mamma come vola

 

Ma quante sono queste rondini.



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