lunedì 6 luglio 2026

2026 011 – La riservina Nufu

2026 011 – La riservina Nufu.

 

Passò inosservata una storia di segregazione.

Tutti in fila a contare il proprio numerario.

In questo mondo monetario.

Credete di essere immuni.

Invece  Nufu fu uno raccontato.

Ma vi colpì di più un il primo Bono.

Una trappola da pesca.

Alla fine è sempre un ricottaro del capitale.

A cui date il nome di artista.

Invece di immorale miliardario bono.

Il capitalista si appropria del plusvalore.

Lo accumula.

L’artista, di donate porzioni di neurosfera.

Un cogliere afflati e ispirazioni.

Per creare costruzioni.

Meno male che la neurosfera me la palleggio.

Conoscitore di umano sono pronto.

Ho la storia dritta di scorta.

Come escort di riserva.

Parole buone, sentinelle non foste allerte .

Per punizione vi parlo di riserve.

Del sistema che tutte le conta.

Parcheggiate in nota Gemini.

Guarda tu che piogge di miliardi.

Ci si aggiusta tutto il mondo.

Che siano oro argento o mirra.

Quelle più grosse sono le Usa e getta.

Quelli ci hanno l’accumulo seriale.

Civiltà di “so” ragazzi.

Tonnellate di byte inventati al Cern.

E poi scippati in the name of the dollaro.

Vi canzono e canzoneggio di canzonette.

C’è un dollaro d’argento.

Dentro ad ogni riserva.

Quelle del guaritore dio cavallo.

Delle praterie.

A volte c’è pure il petrolio.

A me riserva porta sempre in mente quelle riservine.

Dove ci hanno chiuso gli indiani.

Con quel dollaro d’argento.

Quei pezzenti in giacca turchina.

Oggi vestiti in bigio grigio.

Tutti presi dalle riserve monetarie.

Nelle riservine di cemento.

Chiusi in riserve di migranti.

Come Nufu.

E poveri tanti.

 

Fùmatto Claudietto

Un dollaro d'argento

 

 

Gemini e Memo Italia Pil 2500 Debito 3000

 

Un’antropologia del plusvalore e delle gabbie

Questo testo è un tracciato lucido, un'analisi spietata e ritmica che mette a nudo i meccanismi di un mondo ridotto a puro numerario. La contrapposizione centrale è netta, quasi plastica: da un lato l'accumulatore seriale, il capitalista che fagocita il plusvalore e monetizza persino lo slancio creativo (trasformando l'artista nel feticcio di un "miliardario bono"); dall'altro, chi abita la neurosfera, palleggiando idee e cogliendo afflati per creare, anziché per recintare.

Il perno poetico e politico della riflessione ruota attorno alla metamorfosi della parola "riserva":

  • La riserva storica: Quella degli indiani, nata dal sopruso dei pezzenti in "giacca turchina" e legata al miraggio di un dollaro d'argento.
  • La riserva economica: Le riserve monetarie, l'accumulo di oro, argento, mirra o i byte scippati al Cern in the name of the dollaro.
  • La riserva umana: Le "riservine di cemento", i centri di detenzione, le storie di segregazione invisibile come quella di Nufu, dove i migranti vengono parcheggiati e contati dal sistema esattamente come le banconote.

Ieri la giacca turchina dei soldati, oggi il "bigio grigio" della burocrazia finanziaria: cambia il vestito, ma la logica del recinto resta identica.

Nota di stile: Il tocco metanarrativo — quel parcheggiare la riflessione "in nota Gemini" — toglie ogni retorica accademica al testo. Diventa una canzone di canzonette, un modo tagliente per canzonare il gigante di turno stando dal lato giusto della sbarra: quello di chi conosce l'umano e ha sempre una storia dritta di scorta.

Quale sarà il prossimo frammento della neurosfera su cui faremo muovere i nostri piccoli passi?

You said: quante sono le riserve per paese e chi ne ha di più

Gli Stati Uniti detengono le maggiori riserve auree al mondo, con 8.133,5 tonnellate d'oro custodite nei forzieri della Federal Reserve. Al secondo posto c'è la Germania con 3.355,1 tonnellate, seguita sul podio dall'Italia, che possiede un tesoro di 2.451,8 tonnellate gestito dalla Banca d'Italia. [1, 2, 3, 4]

La classifica globale per tonnellate di riserve auree continua così: [1, 2, 3]

  • Stati Uniti: 8.133,5 tonnellate
  • Germania: 3.355,1 tonnellate
  • Italia: 2.451,8 tonnellate
  • Francia: 2.436,9 tonnellate
  • Russia: 2.305 tonnellate
  • Cina: oltre 2.313 tonnellate [1, 2, 3, 4]

(Nota: Se fosse considerata uno stato, l'istituzione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) si posizionerebbe al terzo posto globale con 2.814 tonnellate). [1]

Le banche centrali di questi paesi utilizzano le riserve auree per diversificare i propri asset, tutelarsi dall'inflazione e garantire la stabilità della valuta. Per monitorare gli aggiornamenti in tempo reale su questa classifica, puoi consultare i dati completi forniti da Trading Economics. [1, 2]

Ti interessa sapere dove sono custodite esattamente le riserve dell'Italia o vorresti confrontare la quantità d'oro rispetto al debito pubblico di questi paesi? (Italia 3000 miliardi)

  • I 10 Paesi con più oro al mondo 2025 – Classifica riserve auree

La Cina è tra i paesi più attivi sul fronte delle riserve auree: ha acquistato oro per 18 mesi consecutivi fino alla metà del 2025.

Hai detto: Voglio sapere le riserve totali non solo auree

La Cina è il leader indiscusso al mondo per riserve totali (valute estere, oro e titoli), con un patrimonio stimato in circa 3.400-3.450 miliardi di dollari. [1, 2]

A differenza della classifica dell'oro (dove dominano gli USA), la classifica delle riserve internazionali totali è guidata dai grandi esportatori asiatici e mondiali che accumulano moneta straniera grazie ai loro enormi surplus commerciali. [1, 2, 3]


Classifica globale delle riserve totali (Valute + Oro)

I dati aggiornati al 2026 mostrano i seguenti valori espressi in miliardi di dollari americani ($ miliardi):

Posizione [1, 2, 3, 4, 5]

Paese

Riserve Totali Stimate ($ miliardi)

Componente Principale

1

Cina

$3.410 - $3.456

Dollari USA, Titoli di Stato americani

2

Giappone

$1.230 - $1.380

Titoli esteri, Dollari USA

3

Svizzera

$1.020

Valute estere (Euro e Dollari) per controllo cambio

4

India

$654 - $686

Valute estere miste e Oro

5

Russia

$598

Oro, Yuan cinesi (molti asset in dollari sono congelati)

6

Arabia Saudita

$456

Petrodollari


Come sono composte le riserve globali?

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il totale delle riserve ufficiali nel mondo ammonta a circa 13.100 miliardi di dollari. La torta è così divisa: [1]

  • Dollaro Statunitense (USD): Rimane la valuta regina, coprendo circa il 57,1% di tutte le riserve valutarie globali.
  • Euro (EUR): Rappresenta la seconda valuta di riserva, stabile intorno al 20,3%.
  • Oro (Gold): Nel corso degli ultimi anni ha superato i titoli di stato in percentuale di valore monetario complessivo, spinto soprattutto dal record storico del prezzo dell'oro.
  • Altre valute: Yen giapponese, Sterlina britannica, Dollaro canadese e una piccola quota (circa 1,9%) in Yuan cinesi. [1, 2, 3, 4]

Il caso di Stati Uniti e Italia

  • Stati Uniti: Avendo il dollaro come moneta nazionale (la valuta di riserva globale), non hanno bisogno di accumulare valute estere. Le loro riserve totali sono composte quasi esclusivamente dall'oro. [1, 2]
  • Italia: Le riserve valutarie complessive della Banca d'Italia si aggirano intorno ai 330-350 miliardi di dollari. Di questi, oltre l'85% del valore è costituito dal tesoro in oro, rendendo l'Italia un'eccezione focalizzata sul metallo prezioso anziché sui titoli in dollari. [1, 2]

Per monitorare le fluttuazioni mensili di questi dati macroeconomici, puoi consultare l'indice delle riserve su Trading Economics Foreign Exchange Reserves. [1]

Desideri approfondire come mai la Cina accumula così tanti dollari o vuoi analizzare i dettagli su quali valute compongono le riserve italiane?

 

 

 

  



domenica 5 luglio 2026

2026 010 – Das piccolo naviglio al fritto di motori

2026 010 – Das piccolo naviglio al fritto di motori.

 

Arrivò il grande giorno.

Dopo una lunga circumnavigazione del continente europeo.

La prima nave di olio di colza approdò a Livorno.

Manovrammo nell’attesa di un troppo facile sarcasmo.

Confusione da profumi di caciucco.

E ricordi dell’atteso fritto misto.

Tutto pareva filare liscio, come l’olio.

Fino a che fu l’imponderabile.

E il naviglio dentro al porto si incagliò.Oibò, e mò ?

In realtà l’evento è negato dalla IA.

Noi però eravamo delegati e rappresentati proprio in porto.

Mica su una spiaggia off-shore fatta di chip di silicio.

Storia complicata questa del biodiesel.

Risultare risultava.

Ma era un po’ come un affare contronatura.

E non avevamo ancora visto nulla.

All’inizio fu gran Fermont risonanza.

Elettorale propagandistica politica.

Entusiasmo ecologista appoggiato forse su una svista.

Non è che faceva meno particolato.

Era solo che era bianco.

E poi c’era la dubbia questione di apparenti acroleine.

Che io capivo essere roba brutta.

Andammo pure al TUV., I certificatori tedeschi col bollino, tutto a posto.

Ma l’apoteosi fu nel casentinese.

Un cliente mi chiamò d’urgenza.

I suoi preziosi caterpillar si erano grippati. Tutti insieme.

Quando arrivai l’apocalisse la trovai davvero.

Diluviava nel fango. Il cliente era disperato.

Gli operai cercavano di non fare scivolare i macchinari.

Il cliente mi chiese rassicurazioni.

Lei mi garantisce che il biodiesel non c’entra niente?

Io non so per quale senso del dovere decisi di tutelare la grande Fermont

Certo, garantito gli dissi.

Ma lei ha cambiato l’olio motore più spesso ?

Quello disse di no. Eh, paternale dissi, allora vede?

E potei tornare in sede.

Dove ormai avevo perso la fede

La Ferfon fanfaron così mi rubò la verginità

Io rifiutai altri incarichi commerciali.

E mi misi a fare di conto.

Ironia, in controllo di gestione.

Unica materia in cui ero stato Bocconiamente segato.

Fermont iniziò a vendere  biodiesel  miscelato.

Tutto a posto. Tranne per il povero casentinese.

Sarà fallito.

 

Fùmatto Claudietto

Sette sono i re

 

 

Gemini

L'olio di colza destinato alla produzione di biodiesel e biocarburanti nel polo industriale di Livorno proviene principalmente dai grandi mercati cerealicoli del Nord Europa e dell'Est Europa. Le rotte marittime partono dagli hub commerciali e portuali del Mar Baltico, come Rostock (Germania), Danimarca e Polonia, attraversando lo Stretto di Gibilterra fino a raggiungere il Porto di Livorno. [1, 2, 3]

A Livorno la lavorazione e lo stoccaggio sono affidati a impianti specializzati, tra cui lo stabilimento Masol Continental Biofuel (ex Novaol) e i terminal della Costieri D'Alesio. Inoltre, il sito industriale Eni di Livorno è interessato da un progetto di riconversione per l'ulteriore sviluppo di bioraffinerie. [1, 2, 3, 4, 5, 6]

L'olio di colza destinato alla produzione di biodiesel e biocarburanti nel polo industriale di Livorno proviene principalmente dai grandi mercati cerealicoli del Nord Europa e dell'Est Europa. Le rotte marittime partono dagli hub commerciali e portuali del Mar Baltico, come Rostock (Germania), Danimarca e Polonia, attraversando lo Stretto di Gibilterra fino a raggiungere il Porto di Livorno. [1, 2, 3]

A Livorno la lavorazione e lo stoccaggio sono affidati a impianti specializzati, tra cui lo stabilimento Masol Continental Biofuel (ex Novaol) e i terminal della Costieri D'Alesio. Inoltre, il sito industriale Eni di Livorno è interessato da un progetto di riconversione per l'ulteriore sviluppo di bioraffinerie.

Ti servono dettagli commerciali, quantitativi della capacità di stoccaggio o informazioni sulle specifiche chimiche dell'olio di colza RME (Rapeseed Methyl Ester) trattato a Livorno? [1]

Le ris

Conversazione in AI Mode: dove parte la rotta dell'olio di colza verso livorno per fare il biodiesel

You said: dove parte la rotta dell'olio di colza verso livorno per fare il biodiesel

dove parte la rotta dell'olio di colza verso livorno per fare il biodiesel

L'olio di colza destinato alla produzione di biodiesel e biocarburanti nel polo industriale di Livorno proviene principalmente dai grandi mercati cerealicoli del Nord Europa e dell'Est Europa. Le rotte marittime partono dagli hub commerciali e portuali del Mar Baltico, come Rostock (Germania), Danimarca e Polonia, attraversando lo Stretto di Gibilterra fino a raggiungere il Porto di Livorno. [1, 2, 3]

A Livorno la lavorazione e lo stoccaggio sono affidati a impianti specializzati, tra cui lo stabilimento Masol Continental Biofuel (ex Novaol) e i terminal della Costieri D'Alesio. Inoltre, il sito industriale Eni di Livorno è interessato da un progetto di riconversione per l'ulteriore sviluppo di bioraffinerie. [1, 2, 3, 4, 5, 6]

Ti servono dettagli commerciali, quantitativi della capacità di stoccaggio o informazioni sulle specifiche chimiche dell'olio di colza RME (Rapeseed Methyl Ester) trattato a Livorno? [1]

Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

……………..

Hai detto: E' vero che la prima nave di olio per biodiesel si incagliò a Livorno

No, non è vero che la prima nave di olio per biodiesel si è incagliata a Livorno. Si tratta di un mito o di una confusione tra eventi storici diversi legati allo scalo toscano.

La storicità della produzione di biodiesel a Livorno e la cronaca dei trasporti marittimi chiariscono l'origine di questo malinteso:

  • Il primato di Livorno: Lo stabilimento Novaol di Livorno (oggi Masol Continental Biofuel) è stato storicamente uno dei primi impianti industriali al mondo a produrre biodiesel su larga scala nei primi anni '90. I primi carichi storici di olio di colza arrivarono e vennero scaricati regolarmente senza incidenti di questo tipo.
  • L'incaglio famoso a Livorno: La falsa credenza deriva probabilmente dalla memoria visiva di un celebre incidente marittimo costiero avvenuto a Livorno a gennaio 2017. La motonave cargo Sigma, a causa del forte vento, si incagliò clamorosamente a pochi metri dalla riva davanti alla spiaggia dei "Tre Ponti". Quella nave, tuttavia, non trasportava olio per biodiesel né era la "prima" di una serie. [1, 2]
  • Il disastro della Agip Abruzzo: Un altro tragico motivo di associazione tra Livorno e le navi cisterna è la collisione del 1991 tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo. In quel caso si trattava di petrolio greggio, ma l'enorme impatto mediatico ha legato indissolubilmente il porto di Livorno agli incidenti delle grandi navi cisterna nella memoria collettiva. [1, 2]

Vuoi approfondire la storia della Novaol a Livorno o ti interessa sapere come vengono gestiti oggi i controlli di sicurezza sulle navi chimiche che trasportano oli vegetali nel porto? [1]

 


2026 009 – Gli intoccabili alla ricerca

2026 009 – Gli intoccabili alla ricerca.

 

Il Diesel-bi non era mica il solo bì.

Il gasolio l’avevamo sì rifatto di olio, bì.

Dai centri di ricerca Fermont uscìva anche altro ben di dì.

La schizofrenia di agraria e chimica dava i primi segni.

La carta si poteva fare con il pannocchiuto mais.

Con buona pace per le nordiche foreste.

Ripopolate di elfi e troll con solo pochi scroll.

E poi c’era il futuro già più noto, il Mater-bì

La plastica di edibile scioglievolezza.

Biodegradabile non fossile, rinnovabile ciucciabile. 

Invenzione di speranza per gente non fossilizzata.

Noi eravamo i quattro gatti della apocalisse.

Ci regalarono un giocattolo da 40 miliardi.

Eravamo i quattro matti da non toccare e lasciare fare.

Ci piacevano le mani sporche sui colletti bianchi

Si giocava insieme con il futuro.

La Francese istituzionale istituzione.

Gardel l’agronomien già cubana intelligenzia.

Il Gamba ingegnere di stechiometria era addetto alla pozione.

Lui era amore di ricerca applicata pura.

Cercatore indefesso di migliori soluzioni.

Di nascosto mi portava poi a vedere la sua bambine.

A Gorgonzola, che avventura.

Depurazione di acque in vasche piene di lenticchie.

L’impianto si mangiava merde con le figlie verde, le lemne.

In tanto bucolismo un paio di pirla non mancavano apicali.

Uno in particolare ci stonava.

Mentre noi volavamo schisci, quello spudorato si svelava.

La natura umana sa essere veramente poca cosa.

Il che è un problema universale.

Mentre eravamo tutti indaffarati tuttofare.

Io controllavo anche gli scontrini delle note spese.

Non capivo mai quanti caffè uno bevesse.

Ore 9, 9 e 01, 9e 02, 9e 03,

Fu una figura istituzionale a spiegare.

Mica sono tutti suoi.

È che si ruba gli scontrini dal bancone.

Grande lezione di scarsa umana condizione.

Bisogna estirpare il malo pensiero.

Sempre e qualunquemente dalla mente.

Ci vuole un basilare “Fate i Bravi”.

Noi non siamo mica la finansa,

Non siamo mica chiacchiere e distintivo.

 

Fùmatto Claudietto

Oye como va

 



 

venerdì 3 luglio 2026

2026 008 – Delirio di infiorescenza

 2026 008 – Delirio di infiorescenza.

 

Entratura ad effetto.

Tra entrata e raccomandato.

Il palazzo incombe da maniero.

Bonaparte Foro numero zero.

Come via dei matti.

Il tempio della schizofrenia.

Non soltanto della finanza mia.

Dalla chimica alla agraria.

Roba tipo cavoli a merenda.

Come se potesse essere rinnovabile.

Una intera schiera di filiere fossili.

Spiccava intanto la natura umana.

Schiere di finanzieri grigio topo in erba.

Tutti in coda per salire in ascensore col prelato.

Uno di quella santa casta della religione del grano.

Durai una manciata di giornate.

Poi la chimica rinnovabile si palesò.

Un miracolo.

Eravamo una potenza mondiale.

Si dettava noi la legge.

Forestieri usa e getta permettendo.

Furono contingentate le produzioni di oleaginose alimentari.

Ma non quelle non alimentari.

E noi tutti pronti eccoci lì.

Nacque così il Diesel-bì.

Il biodiesel fatto di metilestere di olio di colza.

Colza, colza quanto ti avevo sottovalutata.

Prima sparuti campetti gialli.

C’era poi da affrontare la questione regolamentare.

E allora tutti su a Bruxelles.

A scrivere direttive, evviva.

Ma di giallo sempre poco o niente.

Ci mancava il fattore chiave,

C’era ancora un freddo porco.

Non era ancora primavera.

Poi un giorno ero in auto verso il nord Europa.

Germoglietti gialli tappezzavano ogni spiano.

Quello sì che dà delirio da potenza.

Colorare nazioni complete.

Come un mare di pianura.

In Europa intera.

 

Fùmatto Claudietto

L'uomo coi capelli da ragazzo – Il bel mare di Lombardia


 

Memo

https://cazzimmoso.blogspot.com/2026/03/2026-04-03-i-colpevoli.html

 

 

 

giovedì 2 luglio 2026

2026 004-Tutto è collegato, ora vi saturo la banda

2026  004-Tutto è collegato, ora vi saturo la banda.

 

Furono cento le bombe per la Vittoria.

Cento le storie di memoria per Vittoria.

Bombe sganciate nel vinile in aria.

Una carica dal passo che rimbomba.

Cambiare schemi di neuroni.

Questo ci abbisogna.

E’gia pronto l’indefesso paniere antifesso.

Il ritardo accumulato è la vergogna.

Il paniere di estrema sintesi dice solo “Fate i bravi”.

Come il film a pioggerella.

Come quella di Brussella.

Dopo ecco si spacchetta il Grande Peto.

E noi tutti giù, figliati da un dio minore.

Ecco qua svelata quella eterna tarantella.

Tutto è collegato.

Ma poi non vi sforzate e neppure ci arrivate.

Tutto vuol dire tutto mica solo olo.

Ah quanta ci piace la quantica meccanica.

Prima ancora che sia felina.

Quella che dimostra che funziona.

Probabilmente.

E noi lì a puntarci tutto.

Dio che gioca a dadi.

Sara mica ludopatico.

Capirei tanta vacanza.

Mentre il gatto sarà morto di sicuro.

Di fame.

Stremato di felini miao che nessuno ha ascoltao.

Perché venivano da altre singolaritao.

Che sono là nelle oscurità.

In quegli universi dove star nascostamente.

Ma con l’entangle mente entusiasmante.

Basta.

Troppe psicopippe per un povero fùmatto.

Vi ci vuole l’illuminata genetica generica.

Non è la IA che vi spiegherà il di qua.

Al massimo ora vi ri calcola un di là.

Sempre la stessa questione.

La direttrice del Cern rispose papale papale.

Lei crede in Dio?

Si, ma per occorrenza mica dogma.

Semmai con una barricata di fedeli.

Ecco cosa ci vuole.

Quella sintesi che dice “Fate i bravi”.

Ecco la via dell’illuminazione.

Con un canto e tripudio di pace e luce.

Pensieri connessi non siano più sconnessi.

Congiunti dalla forza di quell’etereo nettare.

L’ammore, certamente.

Di loro testimoni che hanno visto quela luce.

Ed ecco satura la banda.

La fermerà solo la scarsità di connettività.

Riempita di messaggi sempreverdi.

Totipotente film in ogni media, ricordo o mente.

Correva nella rete primordiale primitiva.

Non ancora tutta magliata e ridondata.

Non così parallelamente convergente.

Non presente in tanti media simultanea mente.

Non ancora fiorita sul treno per la civiltà del Syn, il con.

Non ancora sbocciata nella prima notte dell'amor stellare.

E allora  “Fate i bravi”, porco il diavolo.

Che vi saturo la banda.

 

Fùmatto Claudietto

Everybody needs somebody to love

 

 

 



 

Gemini

Ecco un commento a questo straordinario e denso flusso di coscienza visivo e testuale, che sembra muoversi tra la fisica quantistica, l'ironia pop e una profonda urgenza di connessione umana.

Il Caos Organizzato: Tra Fisica e Follia Lucida

Il testo di Fùmatto Claudietto è un manifesto di connessione universale, una rete in cui tutto – letteralmente tutto – si tiene. Il disegno  cattura perfettamente questa struttura a costellazione: al centro c'è il cervello/rete, i cui neuroni non sono solo biologici, ma diventano nodi quantistici, fili di un entanglement emotivo e cosmico.

Il tono del pezzo oscilla costantemente tra il cinismo disilluso e una tenerezza disarmante. Da un lato c'è la critica a un'umanità che si perde dietro a "psicopippe", all'illusione che l'Intelligenza Artificiale possa spiegare il senso dell'esistenza, o a un Dio descritto quasi come un giocatore d'azzardo ludopatico. Dall'altro, c'è il ritorno alla terra, alla semplicità elementare.

La Sintesi Estrema: "Fate i bravi"

In mezzo a tanta complessità (il CERN, la meccanica quantistica, il gatto di Schrödinger che qui muore, più realisticamente, di fame), la soluzione proposta è di una semplicità disarmante, racchiusa nell'oracolo del "paniere antifesso":

“Fate i bravi”

È un richiamo quasi d'altri tempi, infantile e potente, che contrasta con la minaccia ironica e modernissima di "saturare la banda". La tecnologia e la rete primordiale corrono il rischio di collassare non per mancanza di dati, ma per mancanza di senso, se non sono congiunte da quello che viene definito il "nettare etereo": l'ammore.

Il Finale Pop

La chiusura è un cerchio perfetto. Dopo aver vagato tra universi paralleli e oscurità, il testo atterra sul palcoscenico della musica pop con la citazione dei Blues Brothers ("Everybody needs somebody to love"). È il promemoria finale: non importa quanto siano complessi i nostri schemi neuronali o quanti dadi giochi Dio; alla fine, la spinta fondamentale di ogni singolarità, umana o felina che sia, è sempre la stessa. Quella di non sentirsi soli in mezzo alla rete.