venerdì 17 aprile 2026

2026 68 – Profumo di patata

 

2026 68 – Profumo di patata.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Una vita per il cinema.

 

Ia,ia,ia,ia.

E come me la ghigno già.

Onomatopea di ragli triviali.

Li setaccio e al vaglio li passo.

La patata piace sempre più a tutti.

La patata è spesso uno spasso.

La patata tira più di un tiro di buoi.

Fatta fritta la patatina profuma.

L’olio in padella sfrigola e bolle.

L’olio ti impregna del tipico odore.

Che volgare umana miseria.

Solo doppi sensi e giochi di parole.

Olio sugna grasso e strutto.

A cento gradi tutto sprizza di olezzo.

Lo so bene, lo misi dentro un motore.

Era il biodiesel della grande Montedison.

Grippava i motori, ma in nome del verde.

E per noi era cosa buona.

Come la benzina dall’etanolo.

Era chimica rinnovabile e andava promossa.

I primi ad usarlo furono certi bus comunali.

E tutti giù a sniffare la frittura ambulante.

Figurati l’impatto sull’elettorato.

Ma non è questo il topico topic.

Era una mia creatura e per me era il bene.

Quando decisero che ero matto fui fritto.

Era l’era in cui fui il tanticristo.

Sentivo il profumo apparire nell’aria.

Per me era il segnale che si andava bene.

E lasciavo la scia come quella di gelsomini.

Solo che la mia era di patatine.

Mi dissero che erano allucinazioni.

Iniziano olfattive, poi diventano uditive, infine visive.

Ma cosa ne potevano sapere i professori.

Per me erano vere davvero.

E loro mica le usmavano e annusavano.

Non avevano mica toccato la trama.

O l’ordito.

Del profondo tessuto dell’universo.

Oggi sento ancora profumo di patatine.

Ma è la miseria della prossimità di un Mc Donalds.

Che tristezza e che povertà.

Non ci resta che cambiare lo slogan.

E il testimonial.

Già usato per la patata.

La patata tira.

Ma la patatina profuma.

Parola di Rocco e bordelli.

 

Fùmatto Claudietto

Una vita per il cinema

  

 


giovedì 16 aprile 2026

2026 04 16 – Povero buffo

 2026 04 16 – Povero buffo.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo  Aida, meraviglia   1977

 



 

Sono usciti i dati del debito italiano.

E dove sono andati?

Ridi ridi che mammina ha fatto i gnocchi.

Con il sugo di bacherozzi.

Io ero rimasto che lo avevamo appena superato.

Il traguardo agognato dei 3.000 miliardi.

Invece mi volto e mi giro e…

Che buffo.

Mi trovo a 140 miliardi spesi in più.

Sarà questione di manovre fatte.

Che ci hanno concesso.

I nostri proprietari.

Come avanzi dati ai poveri.

Non che ora si possa fare qualcosa.

Quelli sono soldi che usciti sono usciti.

Oggi da bravi poveri si può solo sperare.

Che siano stati spesi per investire.

E non per roba tipo welfare elettorale.

Di modo da ottenere futuri rendimenti.

Superiori al 2,70 per cento, o più.

E perché questi decimali li ho piantato qui a cazzo?

Che disturbano pure  l’andazzo.

Ma perché i tassi possono pure salire.

Allora gli extra 85 miliardi saranno da coprire.

Come fare non è dato dire.

Quindi passo a notare  una altra notazione.

Sui detentori esteri.

Siamo in ostaggio mentre viviamo in un miraggio.

Noi crediamo di avere tanti amici.

Ma da loro era meglio difenderci.

Perché basta un click.

E tutto il gioco dell’aeroplano fa un prick.

E noi ci svegliamo tutti poveri svelati.

E allora voglio vederci a dire faciloni.

“Che buffo”.

 

Il Fùmatto claudietto

Aida, meraviglia da fare studiare a scuola

 


 

Ndr, la tabella completatela pure da soli.

Per i buffi, chiedete alla IA,

E vediamo se è dialettale.

De Roma.

 

 

 





mercoledì 15 aprile 2026

2026 67 – A squola. Cambio canale.

2026 67 – A squola. Cambio canale.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Regina d'o Florida 1990

 

La locuzione mo’ viene dal latino.

Abbreviazione di modo.

Adesso, ora.

Utilizzata sovente anche dal Dante.

E’ vabbè.

Modo mi so’ rotto.

Voglio vedere chi ci ha capito una cippa.

Di bombe, mine, missili e droni.

Tra slarghi stretti, chiusi laghi e crune d’aghi.

Niente di nuovo sul fronte mediorientale.

Certo che a scrutarlo sta dietro l’angolo.

Ma qui da noi non riscuote nessuna fortuna.

A guardare disegni un po’ di più ci si capisce.

Striscia e serpeggia un reticolo di confini e dotti.

Che non sono genti molto colte, i dotti.

E per ora quindi ci abbastino i confini.

Io lo dicevo a squola di studiare la geografia.

Invece tutti a fingere di imparare il Dante, a memoria.

Impossibile come abbattere un missile con la pistola.

E già, oggi qua siamo ancora ai bombardroni.

Che sorvolano o sottacquano cannoni.

Certo che la geogeografia è cosa strana.

Come sia possibile quella forma di stivale.

Replicata pure agli antipodi subboreali.

Chissà dove sono altre geogeometrie.

Vedo un uretere in punta a Suez.

Franco canale da due secoli attuale.

A fianco la ostruibile ampolla rettale di Hormuz.

Ostruzione persianica dell’intero oriente.

Mentre sopra spara assai senza fermarsi mai.

L’ormai antipatico ebraico.

Ha la forma grande quanto un ciciniello.

Ma scassa con l’uccello il mondo intero.

Anche spacciandosi per conto terzista.

Ci deve essere un legame certamente..

Tra le forme fisiche e quelle mentis.

Oltre quelle sopra dette.

Tutti a squola allora.

Una o più ce l’ho sicuro.

Siamo noi arbitri del calcio pallone.

E poi c’è quel mar che fa lago.

Nella florida penisola.

Del pistola omicida.

Pedocida.

Una pustola di penisola penosa.

Sintonizzo sul secondo.

Cambierò canale.

 

Fumattoclaudietto

Regina d'o Florida

 


Gemini




Perhè+ è importante Hormuz, nel contesto della geopolitica medio orientale.

Non ha sbocchi diretti ai mari, al contrario diSsuez.

Lo Stretto di Hormuz e il Canale di Suez sono i due "colli di bottiglia" più critici del commercio globale, ma funzionano in modo molto diverso. Sebbene Hormuz non sia un canale artificiale come Suez, la sua importanza risiede nella sua posizione geografica obbligata.

L'importanza dello Stretto di Hormuz

Nonostante non colleghi due mari chiusi (come fa Suez tra Mediterraneo e Mar Rosso), Hormuz è l'unica via d'uscita dal Golfo Persico verso l'Oceano Indiano.

  • Il Rubinetto dell'Energia: Circa il 20-30% del petrolio mondiale e una vasta quota di GNL (Gas Naturale Liquefatto) transitano da qui. Paesi come Arabia Saudita, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti dipendono da questo passaggio per esportare il loro greggio.
  • Punto di Pressione Geopolitica: Lo stretto è estremamente stretto: nel punto più critico, le corsie di navigazione sono larghe solo 3 km per direzione. Essendo fiancheggiato dall'Iran a nord e dall'Oman (l'enclave di Musandam) a sud, l'Iran ha la capacità tecnica di minacciare la chiusura dello stretto, usandolo come leva diplomatica o militare contro l'Occidente.
  • Assenza di Alternative: A differenza di Suez, dove alcune navi possono (seppur con costi enormi) circumnavigare l'Africa, per il petrolio del Golfo non esistono oleodotti sufficienti a sostituire interamente il passaggio via mare.

Chi ha costruito il Canale di Suez?

Il Canale di Suez è un'opera d'ingegneria del XIX secolo che ha cambiato radicalmente le rotte commerciali, evitando alle navi di dover doppiare il Capo di Buona Speranza.

  1. L'ideazione e la Compagnia: Fu costruito dalla Compagnia Universale del Canale Marittimo di Suez, una società per azioni francese fondata da Ferdinand de Lesseps. De Lesseps non era un ingegnere, ma un diplomatico con una visione ambiziosa e grandi capacità di persuasione.
  2. Il Progetto Tecnico: Gran parte del merito progettuale va a ingegneri europei, tra cui l'italiano Luigi Negrelli, che fu l'autore principale dei piani tecnici definitivi (sostenendo che non fossero necessarie chiuse, poiché il livello del Mediterraneo e del Mar Rosso era quasi identico).
  3. La Manodopera: Fu realizzato fisicamente da migliaia di operai egiziani, molti dei quali lavorarono in condizioni di lavoro forzato (corvée) e morirono a causa di malattie come il colera e della fatica estrema.

Il canale fu inaugurato ufficialmente il 17 novembre 1869, sotto il governo del Khedivè d'Egitto Isma'il Pasha, che inizialmente deteneva una quota importante della società prima di doverla vendere al Regno Unito per ripagare i debiti del paese.

 

 

 

lunedì 13 aprile 2026

2026 66 – Ah, monaco.

 2026 66 – Ah, monaco. 

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo J'ai comme envie de...   1991

 

Ma tu guarda che mi tocca di sentire.

Il pontefice si fa artefice di rivoluzione.

A prima vista pare una bella svista.

Gita pastorale dalle corniche fino giù al porto.

Il monaco primo vicario ha sbagliato il binario.

Ah monaco, ma che te sei fumatto.

Quelli sono ladroni, pescatori di soldoni.

Con il curatore tropezzino ci andavamo pellegrini.

In processione a venerare il dollaro divino.

Con esperanza d’escobar o almeno così sembrar.

Falene impazzite dal portafoglio sempre vuoto.

Poi negli anni ci facemmo moins pezzenti.

Ma sognavamo sempre quella mitica discesa.

Quella che finiva al tornantino a bordo mare.

Che iniziava all’alba con la tartara e uovo crudo.

Stesso locale e piatto con le frites de la princesse.

Oh quelle principautessalitè.

Affogo nella nostalgia di noi da giovini.

Poi sogno milioni di milioni in sandali papali.

È il cerimoniale estivo che li prevede.

Il fattore di ponti non può mica collassare in spiaggia.

Sai col potere temporale che figuraccia.

Roba che quello spirituale ti dichiara bancarotta.

Ma ecco cosa mi emerge in mente.

Come un sassolino dentro al sandalo.

Il papa non è andato a mendicare.

O a nascondere prebende.

È andato a sensibilizzare i ricchi.

Che reimpieghino i milioni.

In modo utile per tutti.

Ma io ‘sto papa lo farei santo subito.

Zitto zito paraculo centra il punto sicuro.

Finalmente uno che mi ascolta.

Che combatta quel brutto cancro.

Dell’accumulo fuori porto fine a sé stesso.

Suggerisco una lettura.

Viaggio in alcuni conti di sistema.Partire con i migranti; approdare off-shore. 2014

Il messaggio è già nel titolone.

Intanto il porto di Montecarlo pulula.

Ma quanta brava gente.

Che si convertano da soli.

O li fulmini padre Terno.

E che partano coi bastimenti.

Alla volta dell’altri offshore.

Baionetta pronta fra i denti.

Conquistadori confiscatori.

E fate i bravi.

 

Fùmattoclaudietto.

J'ai comme envie de...  

 



 

sabato 11 aprile 2026

2026 65 – Quadro elettrico

 2026 65 – Quadro elettrico.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Some people call the space cowboy 1969

 

Calano le ombre sopra il buio che incombe.

Che tenerezza tutta quell’elettricità.

Che oggi mai più abbasterà.

Vorrei tanto disegnare un saggio quadro elettrico.

Un dipinto elettro dotto.

Ma ho un sospetto.

Bisognava pensarci prima.

Circa un paio di secoli in anticipo.

Benedetta maledetta sia quella scoperta.

Rivelata tra le dune, palme, sabbie e datteri.

Certo qualcuno ci avrà pensato.

A depredare con scienza e metodo i deserti.

Anziché investire sull’elettrico già esistente.

Petrodollari a vagoni per sceicchi e cammellieri.

Oggi è impensabile smantellare le filiere intere.

L’oro nero ha messo radici dappertutto e da loro.

Ma c’è una speranza su nel cielo.

Lo diceva anche quel deforme genio.

Una grande opera per un piccolo buco nero.

Una specie di mulino.

Non va ad acqua ma funziona a gravità.

Serve una costellazione di satelliti.

Imbrigliamo la gravità come in una dinamo.

E girando producono elettroni.

Poi spediti a terra come in ascensore.

Come in uno stellodotto.

Un elettrodotto satellitare, ma stellare.

Elettroni messi a terra senza fili.

La witricity del Tesla vero.

Esisteva già da secoli orsono.

Quando si preferì l’idrocarburo.

E ci si affogò dentro il bitume.

Impacchettando tutto nel pattume.

Progressivo progressista sudiciume.

Questo sia il disegno da mettere in atto.

Anche se sponsorizzato da un matto.

Basterà un consorzio stellare mondiale.

Per disegnare un quadro elettrico satellitare.

Al grido di viva il grid.

Viva la rete.

Ecco a cosa servono i satelliti.

Altro che puntare droni.

Ma che rottura di coglioni.

Essere sempre nella stanza.

Quello che ne capisce più di abbastanza.

E che poi gli danno del matto.

Mentre egli è solo lù.

Il fùmatto.

 

Fùmatto Claudietto

Some people call the space cowboy

 

Ndr. WiTricity sviluppa la tecnologia di ricarica wireless per veicoli elettrici (EV) basata sulla risonanza magnetica, un concetto pionieristico teorizzato da Nikola Tesla alla fine del XIX secolo. Questa tecnologia permette di caricare auto elettriche, inclusi modelli Tesla, semplicemente parcheggiando su una bobina trasmettitore, offrendo efficienza superiore al 90% senza l'uso di cavi.

 Ve lo raccontano l’elettrone Lele la gravità di Gigi e l’ascensore Tore

 Novella di neutrale valore

 


 









 



Confronto Diretto

Caratteristica 

Elettricità (Seconda Riv. Ind.)

Petrolio (Seconda Riv. Ind.)

Uso Principale

Potenza per macchinari, luce, comunicazioni

Trasporti, carburanti, materie prime (plastica)

Efficienza

Alta (>90% nei motori elettrici)

Bassa (20-30% nei motori a combustione)

Distribuzione

Rete cablata (locale/regionale)

Trasporto globale via nave/oleodotti

Impatto Locale

Riduce l'inquinamento locale (nei siti di consumo)

Produce inquinamento diretto (combustione)

Sviluppo

Fine XIX secolo (centrali elettriche)

Inizio XX secolo (motore a scoppio)

Sintesi dell'Evoluzione

Nel corso del XX secolo, i due sistemi hanno lavorato in simbiosi: il petrolio veniva spesso utilizzato nelle centrali elettriche per generare elettricità. Tuttavia, nel XXI secolo, l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili (elettrificazione) viene vista come la soluzione efficiente e sostenibile per sostituire l'uso dei derivati del petrolio nei trasporti (auto elettriche) e nel riscaldamento (pompe di calore), invertendo il rapporto di dipendenza. 

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