martedì 24 giugno 2025

2025 06 23 – Una guerra civile

 2025 06 23 – Una guerra civile

 

Non è una iperbolica provocazione.

È un appello contro le parabole.

Quelle di missili e bombe.

Io capisco l’aggressività infantile.

Chi non ha giocato ai soldatini.

Io li mandavo addirittura nei formicai.

Per bruciare gli eserciti di formiche.

Avevo anche il napalm artigianale.

Fatto di molecole di alcole banale.

Poi però sono cresciuto.

E mi sono anche vergognato.

Fino a un giorno alla televisione.

Quando vidi per la prima volta quelle immagini.

Hiroshima e Nagasaki.

Mi sono fatto mille volte la stessa domanda.

Assumiamo che proprio dovevano farlo.

Ma non si potevano lanciare in un posto isolato.

Magari anche col preavviso.

Uomo del Giappone resta pronto al megatone.

Misurate la detonazione e confermate.

Confermate che vi siete cagati addosso e arresi.

Ma con città, popolazioni e terreni ancora intatti.

E la partita è finita.

Pensa quanti disastri secolari ci saremmo risparmiati.

Eh, ma non ci sarebbe stata la deterrenza.

Ma quante stronzate.

Si organizzino i campionati mondiali di violenza.

Con tanto di rilevatori e strumenti di misurazione.

Ci mettano in palio anche del bel grano.

Poi puoi bluffare, vedere, dire, fare, baciare, lettera, testamento.

Tra potenti a questo gioco vi potete anche malmenare.

Anzi meglio, lo dovete fare.

Mentre noi lì ad allibrare.

Scendano nell’arena pure nuove robofiere.

I romani gladiatori in confronto sono giovani novizie.

Queste son virago camuffate portatrici di sevizie.

Ripensiamo al nucleare ed ai test di deterrenza umani.

Chiudo le porte del circo della arena.

Penso alle formiche da bastardi senza gloria.

Prende fuoco apicale il formicaio sociale.

Porterò democrazia a regine e operaie.

Mentre sogno il bersaglio fuori porta.

Non può essere che venga in mente solo al fù matto.

Quelli puzzano di sadismo e perversione.

Di crudele grigliata dalla tara ereditaria.

Ah, se l’atomica non scoppiava sulle case.

Allora oggi era tutta un’altra storia.

La storia non si fa con i se e i ma.

Io invece la faccio proprio così.

Se non creavano il mostruoso ordigno.

Se lo provavano lontano nel pacifico a bikini.

Se non bruciavano intere schiere di anime.

Se, se, se, allora oggi niente corsa e all’armi nucleare.

Niente proliferazione del tarocco della deterrenza.

Nel 1945 non è finita la seconda guerra mondiale.

È iniziato un secolo perenne della terza.

Il pensiero torna al genocidio di formiche.

E alla voglia di bloccare le porte dell’arena.

Ora basta, arrivano i buoni che saremmo noi.

Questa sì che è civiltà.

Una guerra piena di civiltà.

Una guerra più gentile.

Degna di essere civile.

Senza danni edili.

Senza morti coi fucili.

Con le bombe a mira storta.

A gittata sempre troppo corta.

 

K.i.d.

Allora vai con un po' di violenza.

 



domenica 22 giugno 2025

2025 06 22 – Specchio della mia brama

 2025 06 22 – Specchio della mia brama.

 

Il cane incede guardingo.

Si gira e si volta con fare furtivo.

A intermittenza rimira la palla.

Fino a che è certa di essere sola.

Allora allunga una zampa.

E con quella dà un buffo alla palla.

La fa rotolare e la segue.

Si mette a giocare da sola.

Già così piena di brama.

Un giorno passa davanti allo specchio.

Un riflesso le rimanda sé stessa.

Non si prende nessuna paura.

Eppure è di natura spaventa.

Si stira sinuosa per prepararsi.

Di fronte allo specchio riallunga la zampa.

E tira un buffo alla palla.

Dritto a quello dentro allo specchio.

Mordicchia pure la palla.

Che sta sempre dentro allo specchio.

La sensazione sarà meno tattile.

Ma lei se la conta e se la canta.

Io mi faccio etologista.

Osservo il comportamento animale.

Con riverenza bestiale.

Si dice che gli animali non si riconoscono allo specchio.

Ma la tanta santa neurosenza ha svelato la sua onnisenza.

Ha scoperto i neuroni spicchio.

Geometrica causa primaria di cognitive lacune.

Anzi no ma cosa dico.

Erano neuroni a specchi.

Sono quelli che ci fanno riconoscere.

Con il noi in ogni voi.

Poi hanno scoperto pure certe voci.

Nate in chiare sorgenti aliene.

Donde ci parlano, a noi come ai cani.

Dritte dentro alle menti.

Tutte cose da pazzi.

Mentre sibilano i razzi.

Il cane si rispecchia.

Gioca a palla col suo io.

Allora c’è ancora speranza.

Forse anche per l’uomo.

Forse col contagio del  genoma.

Occhi riflessi di animale.

Con un gran cuore di cane.

Starà dritto in faccia allo specchio.

Prima di lanciare la bomba.

Delle sue brame vedrà la lucida visione.

Dentro nello specchio magico.

Poi una brutta allucinazione.

Ha il sapore di funghi tossici.

Il cane non se ne cura.

Si prende sempre a bramose pallate.

Come schiaffi di bramosia.

Usciti da uno specchio cieco.

 

K.i.d.

Child of vision

 

Lo specchio di io

 



 

sabato 21 giugno 2025

2025 06 21 – Bollette a pecorelle

 2025 06 21 – Bollette a pecorelle

 

Nel bailamme generale sento voci di bollette.

C’è chi pensa ancora prioritario al loro costo.

Prima hanno incolpato il caro gas russo.

Poi il caro materie prime rarefatte.

Poi è tornato in ballo anche il petrolio.

Tutti sempre là allo stesso prezzo.

Buoni come scusa per chi si appropria.

La bestia dell'inflazione è però dovuta ad overdose di moneta.

Maree di soldi stampati dagli stati. 

Poi piazzati nel loro debito venduto a noi.

Ed infine spesi e reimmessi male nel girotondo.

È così che il mondo cresce.

A cambialette.

Solo che non lo fa in modo equo.

Non sarebbe neanche male.

Quello che chiamano elicottero monetario.

Lancio soldi a caso.

Purchè sotto non aspetti un ricottaro col panaro.

Quello il plusvalore scippato se lo accumula in capitale.

Che lo arricchisce ancora di più senza fatica.

E' il mestiere del ricottaro.

Er magnaccia della grana.

Devo andare a comprare il grana grattugiato.

Il mio lusso è darlo un poco al cane, per il calcio.

Con le vitamine nel passato di verdura, in tetrabrik, di stik.

Grana misto, mica puro, è sempre un cane.

E lo so, è un insulto alla miseria.

Mi perdonerà l’anima di cane.

Echeccazzo però.

Mi è già capitato di incappare nel salto inflattivo.

I prezzi mica salgono fluidi lineari.

Ti svegli un giorno di baldanza e vai dal tuo sacchetto di formaggi.

Con la sua pratica petroplastica confezione richiudibile.

Un mai più senza dal valore multiplo di quello del formaggio.

Il pacchetto da 100 grammi non sta più a 1 euro e mezzo.

Si è svegliato a 2.

Si ricorra all’aritmetica per scoprire che fa più 30%.

La faccio breve.

L’inflazione serve a gonfiare il pil, dentro cui affogare il debito.

Quello resta sempre uguale e non cresce di valore.

E così se il mondo cresce lui si svaluta e lo perde sì, il valore.

Che peccato, il loro debito era il nostro risparmio.

Oggi dicono che l’inflazione sta al 2% annuo.

In 10 anni fa un bel 20 %, che equivale a 500 miliardi di minor potere di acquisto.

E di minore valore reale della cambialetta.

Ecco dove è finita la nostra sottiletta.

I butecai della politica fingono già scordato l’euro a parità tedesca.

Vari butecai raddoppiarono all’istante i loro prezzi e utili.

Ora siamo solo più surrettizi.

In più la Grande Delinquenza Organizzata non era mica così organizzata.

Oggi sta in sofisticati cartelli spacciatori della droga dei consumi.

Sono campioni dello spartito incoolamento.

Ecco l’origine di quel dolore di specie.

Povere noi pecorine smarrite.

Avevo una amica rumena mestierante puttana.

Nel suo italorumeno diceva che a lei piaceva “alla pecorella”.

In cool però no.

Il cool non aveva prezzo.

Mentre adesso.

Ci fanno un mazzo tanto.

 

K.i.d.

Svalutation, pensa anche un po’ per me.

  

Svalutazione



 



Ndr. Scelte e ordine di grandezze al 20 giugno 2025.

Già che faccio un post ecco una nota sul piano Mattei da 5,5 miliardi.

Il Pil mondiale è pari a 100.000 miliardi.

Il riarmo UE vale 800 miliardi, ad altro debito da stampare.

A far così con l’Africa non finiamo più.

E ci troveremo pieni di incazzati scuri cazzi e mazzi.

Bombaroli, per strada

 

venerdì 20 giugno 2025

2025 06 20 - La cura della maturità

2025 06 20 - La cura della maturità

 

Nel mezzo della totale confusione si è acceso un bagliore.

Non ci sono più i giovani di una volta.

Come del resto nemmeno le stagioni.

Chissà che fine faranno.

E dove andremo a finire.

Che mondo di merda erediteranno.

Ma siamo più responsabili e onesti.

Diciamo che noi lasceremo a loro.

Noi e loro come opposti è l’inganno.

Figli e padri e madri sono un corpo solo.

Le generazioni sono ponti tra i tempi.

Allora ora mi ha colpito una buona notizia.

È una speranza per questo mondo.

Per il migliore che sia mai esistito.

Fino a che non lo si esplode.

La notizia è una canzonetta.

La cura è prova della maturità.

E’ stata ispirata scritta e composta.

Sembra un manifesto.

Tutti ne siamo stati inondati di lacrime.

Fino a che è stata scelta come docente.

Per una generazione pronta.

Che la sentisse veramente.

I giovani sono capaci di sentire la meraviglia.

Allora c’è ancora speranza.

Forse dovranno ricostruire macerie.

Ma ogni gradino riparte un poco più in alto.

Così è la strada dell’uomo.

E della sua evoluzione e ispirazione.

Naturalmente l’ho segnalata a mia figlia Vittoria.

Che possa avere una storia senza vana gloria.

E con lei tutti gli altri.

Mentre noi vigiliamo.

E ricordiamo.

Il passato ormai è stato.

Il futuro è questione di cura.

Fino a che c’è quella cura,

c’è la speranza Futura.

 

K.i.d.s

La cura

 

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te

Vagavo per i campi del Tennessee
Come vi ero arrivato, chissà
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare

Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te

Il nostro futuro è già alle loro spalle


giovedì 19 giugno 2025

2025 06 19 –Il mistero del padre

2025 06 19 –Il mistero del padre.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it.

 

Roll up, roll up to my magical mystery tour.

Titolo esoterico per una storia di segreti e misteri.

Non è questione celestiale ma piuttosto una faccenda familiare.

Il padre era mio padre.

Non ho mai capito chi fosse e che facesse dietro le etichette.

Un riserbo maniacale lo avvolgeva di mistero.

Sul letto di morte rifiutò pure il prete, per altro suo nipote.

Mi confessò che il cancro era la sua punizione.

Per misteriose nefandezze perpetrate.

Morì con tanto di benedizione papale.

E io restai come un pirla senza sapere.

L’illuminista sapere aude mi era stato ben inculcato.

E io audere audevo ma niente trovavo.

E sublimavo padre assurgendolo a divinità di misterica categoria.

Un giorno chiesi se fosse un mafioso.

Mi risposero che era un democristiano di fazione.

Come per sottolineare una differenza.

E che era un esponente dei servizi segreti vaticani.

Ebbene svelo il segreto nel mistero.

Ce li hanno pure loro, come tutti in un mondo malato.

E si chiamo l’Entità.

Lessi libri a profusione senza mai trovare un nome.

Tornai nel mio mistero con il solo barlume di un cerimoniere.

Anni dopo il mistero mi fece incontrare una nipote del Verdi.

Le vie del mistero vero sono davvero infinite.

Avevo un sito di produzione musicale a catena corta.

E la nipote Verdi voleva farci produrre un inedito.

Per caso mi disse anche che era una vaticanista.

E conosceva un esponente del cerimoniale papale.

Vengo anche io, dissi subito io.

E mi presentò il mio secondo cerimoniere.

Conosceva bene il primo e sancì i paterni alti meriti.

Sempre senza mai svelare il mistero di tutti quei segreti.

Un bel dì poi mi ferma in strada una signora.

Si rivela come sua conoscente e affiliata di un noto clan.

Mi parlò di padre come fosse un demone di intrecci.

Alla fine chi fosse e cosa facesse non lo ho mai saputo.

Ma dove girano tanti soldi si sbaglia poco a pensare male.

L'Entità poi cela certamente inquietanti segreti del mistero.

La morale è che io con segreti e misteri ci ho vissuto per decenni.

I segreti mi hanno tritato, logorato e intossicato.

Fino a che mi sono detto meglio non audere troppo.

Rivalutando la meraviglia del mistero.

Oggi sappiamo tutto quello che c’è da sapere.

Il mistero lo abbiamo quasi ammazzato e tramortito.

Nonostante il noto monito bennato.

Strappate pure tutti i segreti alla natura.

E più niente ci sarà che vi farà paura.

Ma non siamo mica diventati padreterni.

Abbiamo invece perso il riverente rispetto per il mistero della meraviglia.

Mentre io, io sono rimasto là come quello là.

Come il palo della banda che non ci vedeva.

Ma pensare ai misteri ci audeva un accident.

 

K.i.d.

Dedicatomi the fool on the hill,

From the full magical mystery tour elleppi.

 



 





Ndr.

Segreti e misteri per la IA.

La differenza principale tra segreto e mistero risiede nel fatto che il segreto è qualcosa di conosciuto da pochi, intenzionalmente nascosto a molti, mentre il mistero è qualcosa di ignoto, non ancora compreso, o che potrebbe non essere interamente comprensibile

mercoledì 18 giugno 2025

2025 06 18 – Uberdose di meno male

2025 06 18 – Uberdose di meno male.

 

Sbocciano le guerre.

Ardono le terre.

Ci scappa il riso isterico.

Facciamoci di Hyperico.

Come ogni hyper sarà roba uber.

Allora uberdose alla nazione.

Contro il logorio delle guerre moderne.

Tra alleate depressioni disturbate.

Ansia, tristezza, stanchezza, stitichezza.

E inedia, mentre mezzo mondo ce la invidia.

O poveretti loro e noi.

Volano le bombe.

Si riempiono le tombe.

E noi nascosti in grembo all’atlante.

Piccolo bengodi di cuccagna.

In attesa certa della prossima lasagna.

La strategia è chiara.

Usa Cina Francia Spagna Gran Bretagna, finchè se magna.

E ci si usa se serviamo a comperare qualcosa.

E’ il nostro pane, è il nostro gioco da campioni.

Un piede in una scarpa usata, l’altro sguisciato dalla carpa.

Ma meno male.

Meno male che giochiamo agli opossi finti morti.

Come struzzi a testa sotto e con il culo fuori.

Che simpatica tenerezza che sappiamo ispirare.

Ma meno male.

Anche se mi aspetto il conto in ogni momento.

Prima o poi reclamano uno schieramento.

Porti, armi, basi, aerei, fanti.

O cyber servigi da vassallo.

Ripagati con una fresella e un tarallo.

Ma per ora meno male, almeno quello.

Peccato solo quella sfiga di posizione.

Più che opòssino ci rende procione.

Tenero orsetto lavatore pronto per sevizie anali.

Tanto è abituato da predato e dai secoli asservito.

Qua si inventano nazioni e si sventrano a porzioni.

Il persiano idea quartine in cinese.

L’ottomano guarda alla ventana.

Il saraceno semina e coglie grano.

In terra santa preparano funghi.

Il papato fa ai mezzi con i funghi.

Il romano è reincarnato anglicano.

Europa il toro bianco se la ingroppa.

Manca solo una lunga marcia tibetana.

Un pizzico di sale da compagnia di spezie indiane.

E il famigerato alfiere dell’uomo del Giappone.

E noi lì in mezzo con la forma da pallone.

Geografia e premonizione.

Pronti da essere presi a calci.

Pronti a darli da interposti.

Per i comodi di qualche padrone.

Ma meno male.

Scusa ma meno male cosa, è una tragedia.

Meno male che non contiamo un cazzo.

Che sappiamo far gli opossi struzzi.

Che siamo solo intermediari.

Mercanti nei disastri planetari.

Senza velleità regali.

Solo poche armi e guerre.

Tra svanite memorie imperiali.

Ma meno male.

Solo un paese di balocchi.

E di allocchi senza baiocchi.

Ma sempre meglio stare all’occhio.

Alle nostalgie imperiali.

Siamo terra da cantalupi.

Di saluti all’amatriciana.

Col sapore di cacio e pepe.

Pronti alla romana.

Ma meno male.

Apparenze di neutrale.

Dentro il bilico globale.

Mentre gli altri sono peggio.

Noi restiamo pronti. 

Al peggio.

  

K.i.d.

Sole, quando sorgerai

 

 

Confusion and daze



 

 

 



Bonus : Dazed and confused

 

 


lunedì 16 giugno 2025

2025 06 17 – Anelli di balena

 2025 06 17 – Anelli di balena.

 

Attenzione a non ingenerare confusione.

Non sono anelli di calamari da fare fritti.

Non sia mai che noi sapienti sapiens ci mangiamo questo dono.

Abbiamo una lunga storia di predatoria voracità di specie.

Ed in effetti alle balene abbiamo già donato soprattutto nausea.

Colpa dell’esigenza di traslocare per rintanarsi più profonde.

Adesso però scopriamo nuove sensazionali frontiere.

Le megattere dalle lunghe pinne ci danno anelli con le bolle d'aria.

Pare vogliano comunicare.

In una lingua circolare per me universale.

Gli studiosi si affannano a cercare spiegazioni e soluzioni.

Poi qualcuno si ricorda di un bel film dal titolo di Arrival.

L’umanità crede di trovarsi sotto attacco dei cattivi alieni.

E ti pareva che non si arrogava il privilegio di giudizio.

Ci fosse una volta che vengono e sono buoni.

Sempre a depredarci delle nostre piccole conquiste.

Che ne so, lavatrici e pezzi di lamiera a quattro ruote.

Poi la protagonista estende il concetto di comunicazione.

Entra in contatto con l’entità.

E decifra come dono non l’alieno e la sua tecnologia.

Ma la lingua circolare ad anelli che ci ha portato.

Uno strumento di condivisione e di connessione.

Contro il congenito continuo conflitto della specie umana.

Insomma, sapevano che il problema era il non comunicare.

In effetti si era capito già dai tempi della torre di Babele.

Senza capirsi, e pieni di paure, non si può pensare di cooperare.

Il fatto è che gli anelli di quella lingua tonda ora ci ritornano in bolle dagli abissi.

E giù la scienza a scervellarsi sugli extraterrestri.

Che poi sarebbero extramarinaresti.

Le megattere usano anelli di bolle per comunicare con noi.

Tra l’altro senza rinfacciarci nemmeno la nausea loro arrecata.

Allora voglio anche io elargire un dono all’umano scienziato.

Basta psicopippe e vai, al cine vacci pure tu.

Io sto qui aspettando gli anelli d'aria.

Scalpitando fermo sui miei sandali.

Intanto ammiro le bolle di megattera.

L’uomo costruisca i suoi muri di castelli.

Fino a che il dono in cielo lo risputi lontano.

Nella costellazione del calamaro.

Quella della megattera non è alla nostra portata.

 

K.i.d.

La torre di balene

 

Bolle di aria a spirale di aurea balena






Corriere : la balena artista disegna bolle di Fibonacci


Mille bolle d'aria blu come parole di balena aliena.



 




La coda del commento di Daniela

domenica 15 giugno 2025

2025 06 15 – Il golpe di Poldo

 2025 06 15 – Il golpe di Poldo.

 

Volevo parlare solo di fiori e di amore.

Come i  marziani noi che cantava il Gaetano.

Ma poi si sono messi a scassare i maroni.

Da Tel Aviv arriva una annunciazione di redazione.

Questa si che è una rivelazione.

Riassumiamo sequenziali.

Poldo è quel famelico vorace ingollatore seriale di panini.

Trump ha bollato l’affaire iraniano come guerra regionale.

E' troppo occupato ad avvalare genocidi da perpetrare.

Ma dice che con Israele, nell’attacco al persiano, non ha niente a che fare.

Il suo fido muskettiere intanto si era prima sfogato.

Forse uno schizzo da fattone e poi si era eclissato.

Adesso il messìa aveva progettato altro da fare.

Si è messo in testa e ha preparato la guerra santa.

Un conflitto di religione.

Una cyber crociata al feroce saladino.

Lui paladino di cultura del west.

Pensa a una guerra a culture, usi e costumi, e religioni.

Lanciando panini con le polpette a dorso di razzi.

“Attivato il servizio internet satellitare Starlink in Iran.”

“Questa mossa cambierà la realtà dei cittadini iraniani”.

Dura censura della repubblica islamica.

Ma eccolo il golpe.

" Rappresenterà il colpo finale per il regime".

Non è più solo questione di missili e droni.

Li ammazziamo di democrazia e di libertà.

Trigliceridi sociali, porno web e televisioni.

Li mandiamo in overdose di onirico benessere.

Mentre quelli penderanno dall’onanismo in rete.

Simbolo condiviso è dunque il panino con la polpetta.

Devastante potenza di un modello da sogno.

Fa crollare imperi, staterelli e repubblichette.

Ora è il turno della religione.

Sotto gli occhi neutrali di osservatori papali.

Così l’America è arrivata dovunque.

Col suo sogno e con l’hamburger.

Ma poi non se ne va mica più.

Però ci ha portato tante cose.

Oltre il panino di polpetta pure il chewing gum.

Sto citando una certa eradicata difensiva controcultura.

Come la recitava già il nostrano signor G

 

K.i.d.

Frank Zappa 1973 : I am the slime....

 

Poldo ingordo



sabato 14 giugno 2025

2025 06 14 - Brama da neurosenza

 2025 06 14 - Brama da neurosenza.

 

Quanto amo la neurosenza.

È la moderna scienza.

Senza cui non puoi far senza.

Io sono privilegiato.

Dallo stato sono seguito, curato, sezionato.

Non ho mica un solo dottore.

Ho un esercito privato.

Mette in guardia da certi schemi.

Annidati a fondo tra i neuroni.

Il pericolo è la brama.

Una smania che ti possiede.

Ti pervade e ti controlla.

Come fosse colla.

La prima volta che l’ho sentita ero pischello.

Stava in un verso di canzone.

Era un testo di pazzia.

Era roba di psichiatria.

Ascoltavo e riascoltavo come fosse mio destino.

“Ho gettato tutto al vento.

Avrei potuto fare una fortuna.

Ma ho perso il craving per il successo”.

Quella brama di successo e di vittoria.

Quella che ho respinto fino alla noia.

Concentrando tutto su una sola bramosìa

Sempre in cerca tra suicidio e vero io.

Oggi guardo in giro.

Vedo ovunque schemi appropriatori.

Opposti e contrari allargano il Divario.

Potrei lanciarmi in un cosmico viaggio di veleni.

Invece delego tutto a una strofa di canzone.

They will run for cover, when they will discover.

Everyone has a nervous wreck now.

Contro il craving della bramosia della vita moderna.

Rivolgete una prece alla divina neurosenza.

Disciplina che prescinde da guroni.

Ossia da quei messia un po' guru un po’ salmoni

Confidiamo nel germoglìo dalla melassa di neuroni.

Almeno per le prossime generazioni.

 

K.i.d.

Everyone has a nervous wreck

 

Il neurogermoglio