2025 06 22 – Specchio della mia brama.
Il
cane incede guardingo.
Si
gira e si volta con fare furtivo.
A
intermittenza rimira la palla.
Fino
a che è certa di essere sola.
Allora
allunga una zampa.
E
con quella dà un buffo alla palla.
La
fa rotolare e la segue.
Si
mette a giocare da sola.
Già
così piena di brama.
Un
giorno passa davanti allo specchio.
Un
riflesso le rimanda sé stessa.
Non
si prende nessuna paura.
Eppure
è di natura spaventa.
Si
stira sinuosa per prepararsi.
Di
fronte allo specchio riallunga la zampa.
E
tira un buffo alla palla.
Dritto
a quello dentro allo specchio.
Mordicchia
pure la palla.
Che
sta sempre dentro allo specchio.
La
sensazione sarà meno tattile.
Ma
lei se la conta e se la canta.
Io
mi faccio etologista.
Osservo
il comportamento animale.
Con
riverenza bestiale.
Si
dice che gli animali non si riconoscono allo specchio.
Ma
la tanta santa neurosenza ha svelato la sua onnisenza.
Ha
scoperto i neuroni spicchio.
Geometrica
causa primaria di cognitive lacune.
Anzi
no ma cosa dico.
Erano
neuroni a specchi.
Sono
quelli che ci fanno riconoscere.
Con
il noi in ogni voi.
Poi
hanno scoperto pure certe
voci.
Nate
in chiare sorgenti aliene.
Donde
ci parlano, a noi come ai cani.
Dritte
dentro alle menti.
Tutte
cose da pazzi.
Mentre
sibilano i razzi.
Il
cane si rispecchia.
Gioca
a palla col suo io.
Allora
c’è ancora speranza.
Forse
anche per l’uomo.
Forse
col contagio del genoma.
Occhi
riflessi di animale.
Con
un gran cuore di cane.
Starà
dritto in faccia allo specchio.
Prima
di lanciare la bomba.
Delle
sue brame vedrà la lucida visione.
Dentro nello specchio magico.
Poi una
brutta allucinazione.
Ha il sapore di funghi tossici.
Il
cane non se ne cura.
Si
prende sempre a bramose pallate.
Come schiaffi di bramosia.
Usciti da uno specchio cieco.
K.i.d.
Lo specchio
di io

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