2026 070 –
Rimmigratemi la prole.
Fate i
bravi.
Allora
faccio anche io campagna elettorale.
Ricordatevi
che abbiamo già fondato un partito.
Il Partito Cinetico.
Nel senso certamente
di dinamico.
Decisamente
morale, etico.
Ispirato al
centralismo giallo del ci.
In pratica
tutto è riassunto nell’ acronimo. PiCì
Voglio
vedere se non è meglio.
Di tutti
questi innovatori.
Salvatori della
patria a colpacci di mortacci.
Cioè questi
sono i nostri santi in paradiso.
Che qua in
terra non ci beccano una cippa.
C’è una
cartina tornasole.
Per scovare
le grandi sòle.
Il piano
salvastato, pnrr.
Con
l’importo creduto regalato.
Non abbiamo
i mezzi culturali.
Non
sappiamo fare di conto.
Siamo
cicale e non più formiche.
Ci invogliano
con il carotone da miliardi 194.
Investimenti
in opere sistemiche per miliardi124.
Un importo
che si perde nei fabbisogni totali.
Ulteriori
70 piccioli miliardi sono “maquillage parcellizzato”.
Una
politica di investimenti piovve.
Una pioggia
da elicottero su tutti gli 8.000 Comuni.
E così adesso
una metà va restituita.
Ma si
dovranno asportare le piste ciclabili.
Come era
soddisfatto quell’assessore.
Sul
rigagnolo di scolo del Seveso.
Mica per
delle opere antiesondazione.
Di idraulica
ingegneria.
Di antica
patria e paterna italica maestria.
Ma per due
lampioni e un corridoio ciclopedonale.
Nessuna
strategia di investimento.
Solo appalti
tra mance elettorali.
Alla fine
si vedono 672.000 progetti seminati al vento.
Una media
di 300.000 euro a progetto.
Manco il
costo di una mezza palazzina, per altro inutile.
Nessuna
visione dirimente.
Allora ve
lo dice il Partito Cinetico il da fare.
Un progetto
solo da miliardi 200.
Fare
rientrare le nostre menti eccellenti.
Erogando
fondi sia in ricerca che in start-up up.
Una bomba
di know e how.
Che il vostro
made in Itali lo fancoolwow
Investimento
in capitale umano.
Dalla
storia per il futuro.
Ma adesso
il Pnrr ce lo abbiamo giocato.
E scommetto
che gli investimenti grossi serviranno a terzi.
Che ci
releghino nel ruolo di colonia.
Al nostro
posto dove già siamo.
Si vabbè,
ma che problema c’è.
Ci ho lo
stato che mi costa miliardi 600.
Asporto un pezzetto.
E scommetto
che funziona tutto lo stesso.
Io preparo
il gran ritorno.
Dalla
Francia e zone anglofrancofone.
Qui tra i
cachi.
Fùmatto
Claudietto
Gemini commento al testo
Un testo
graffiante, satirico e intriso di quella classica disillusione politica tutta
italiana, guidato da una verve polemica che ricorda molto il ritmo serrato del
teatro-canzone o dei monologhi di Gaber e Crozza, con una strizzata d'occhio
palese agli Elio e le Storie Tese (richiamati esplicitamente dalla "terra
dei cachi" e dal finale).
Il testo
mette a nudo alcuni dei nodi cruciali del dibattito socio-politico italiano:
- La critica al PNRR e alla
micro-spesa: È il cuore dell'invettiva. L'autore
attacca la frammentazione dei fondi europei, trasformati — secondo la sua
visione — in "spesa a pioggia" o mance elettorali destinate a
micro-interventi cosmetici (le piste ciclabili, i lampioni) anziché a grandi
opere infrastrutturali e strutturali (come l'ingegneria idraulica contro
le esondazioni del Seveso). La cifra dei 672.000 progetti polverizzati
rende bene l'idea della mancanza di una visione d'insieme.
- Il capitale umano vs. "Made in
Italy": C'è una forte contrapposizione tra
il retorico "Made in Italy" di facciata e la reale fuga dei
cervelli. L'idea provocatoria del Partito Cinetico è quella di
concentrare l'intera potenza di fuoco economica (200 miliardi) su un unico
obiettivo vero: far rientrare le menti eccellenti, finanziare la ricerca e
le startup, scommettendo sull'intelligenza invece che sul cemento o sul
"maquillage".
- L'ironia sul sistema politico e
burocratico: Dalla boutade del "Partito
Cinetico" (giochi di parole tra dinamismi, etica e riferimenti
storici al PCI) alla provocazione finale di "sfrondare" la spesa
pubblica di uno Stato da 600 miliardi scommettendo che "funziona
tutto lo stesso", emerge il ritratto di una classe dirigente incapace
di programmare, ridotta a "santi in paradiso che in terra non ci
beccano una cippa".
Lo stile e
il tono Il linguaggio è volutamente ambiguo e
misto: fonde termini tecnici dell'economia e della politica europea (PNRR,
helicopter money, know-how, opere sistemiche) con il gergo popolare,
laziale e colloquiale (fancoolwow, la prole, le sòle, i piccioli, i cachi).
Questa frammentazione metrica, fatta di versi brevi e staccati, dà al testo una
forte carica ritmica, quasi recitata a braccio da un comizio di piazza
surreale.
Un ritratto
amaro ma lucidissimo della tendenza tutta nostrana a sprecare le grandi
occasioni storiche in mille rivoli assistenziali, dimenticando le vere risorse
del Paese: le persone e il loro talento.
Pnrr per Gemini
1. Dati ufficiali per
Tipo di Spesa (Le 7 Missioni)
A seguito dell'ultima
rimodulazione ufficiale (che ha incluso il capitolo REPowerEU), i 194,4
miliardi di dotazione complessiva sono così allocati per tipologia
d'intervento: [1,
2, 3]
Tabella Riassuntiva:
Budget, Progetti e Importo Medio
|
Missione PNRR |
Budget Allocato |
Numero di Progetti |
Importo
Medio |
|
M1:
Digitalizzazione, Innovazione e Competitività |
49,0 |
~235.000 |
~208.500
€ |
|
M2 (+M7):
Rivoluzione Verde, Transizione ed Energia |
59,0 |
~220.000 |
~268.000
€ |
|
M3:
Infrastrutture e Mobilità Sostenibile |
31,0 |
~11.500 |
~2.695.000
€ |
|
M4:
Istruzione e Ricerca |
31,0 |
~92.000 |
~337.000
€ |
|
M5:
Inclusione e Coesione Sociale |
22,0 |
~73.000 |
~301.000
€ |
|
M6:
Salute e Sanità Territoriale |
18,0 |
~41.000 |
~439.000
€ |
|
DATO COMPLESSIVO PNRR |
194,4 |
672.549 |
289.050
|
Ripartizione per Natura Economica (Come spende lo Stato)
Se analizziamo le uscite
sotto il profilo economico, la spesa si divide tra uscite correnti e uscite in
conto capitale:
|
Categoria |
Descrizione |
Importo Indicativo |
|
Prestazioni Sociali |
Pensioni, assegni,
sussidi erogati alle famiglie |
~400 Mld € |
|
Redditi da Lavoro
Dipendente |
Stipendi dei circa 3,2
milioni di dipendenti pubblici (insegnanti, medici, forze dell'ordine,
burocrazia) |
~190 Mld € |
|
Consumi Intermedi |
Acquisti di beni e
servizi per far funzionare la PA (energia, cancelleria, consulenze, sanità) |
~115 Mld € |
|
Interessi Passivi |
Il costo per ripagare i
titoli di Stato emessi per coprire il debito cumulato |
~85–95 Mld € |
|
Spesa in Conto Capitale
/ Investimenti |
Grandi opere,
infrastrutture, contributi agli investimenti delle imprese |
~90–110 Mld € |
Il costo dello Stato
italiano — inteso come spesa pubblica complessiva del settore pubblico
(Amministrazioni Pubbliche: Stato centrale, Enti Locali, INPS e Servizio
Sanitario) — ammonta a circa 1.150–1.180 miliardi di euro all'anno, pari a
circa il 50–51% del Prodotto Interno Lordo (PIL).
Pnrr Gemini sintesi
Per comprendere l'impatto
strutturale del PNRR sul futuro dell'Italia, gli economisti applicano una netta
linea di demarcazione tra le Grandi Opere (investimenti strategici
concentrati ad alto moltiplicatore di PIL) e il cosiddetto "Maquillage
Sistemico Parcellizzato" (micro-progetti diffusi sul territorio, utili
per la coesione sociale locale ma a basso impatto sulla produttività
nazionale).
La torta finanziaria
complessiva di 194,4 miliardi di euro si divide indicativamente secondo
questo bilancio:
🚅 1. Le Grandi Opere e gli Investimenti
Sistemici
- Valore stimato:
Circa 124,4 miliardi di euro (~64% del Piano)
- Taglia media per progetto:
Da 5 milioni a oltre 1 miliardo di euro.
- Obiettivo economico:
Aumentare stabilmente la produttività del Paese, connettere l'Italia
all'Europa e abbattere i costi logistici ed energetici industriali nei
prossimi 30 anni.
Questi interventi sono
concentrati in pochi ma enormi capitoli di spesa, gestiti da grandi stazioni
appaltanti nazionali (come Rete Ferroviaria Italiana, Terna, Enel o i Ministeri
centrali):
- Le Infrastrutture di Trasporto (31
miliardi €): Interventi mastodontici come l'Alta
Velocità/Alta Capacità ferroviaria sulla direttrice Salerno-Reggio
Calabria, la Palermo-Catania-Messina, la Milano-Venezia, il Terzo Valico
dei Giovi e il potenziamento dei nodi portuali di Genova e Trieste.
- La Transizione Energetica e le Reti
Strategiche (circa 26 miliardi €): L'ammodernamento e
la digitalizzazione della rete elettrica nazionale per accogliere le fonti
rinnovabili, la creazione della dorsale dell'idrogeno e il potenziamento
degli acquedotti principali contro le perdite idriche.
- Transizione Industriale Competitiva
(19,6 miliardi €): I crediti d'imposta automatici
dei piani Transizione 4.0 e 5.0 per spingere l'acquisto di
macchinari industriali interconnessi, robotica e software di
efficientamento nei siti produttivi.
- I Grandi Hub della Ricerca (circa 11
miliardi €): Centri Nazionali e dell'Ecosistema
dell'Innovazione legati alle università per brevetti nei settori chiave
(Agritech, Mobilità sostenibile, Quantum Computing, Farmaci a RNA).
⛲ 2. Il "Maquillage Sistemico
Parcellizzato"
- Valore stimato:
Circa 70 miliardi di euro (~36% del Piano)
- Taglia media per progetto:
Sotto i 350.000 euro (spesso poche decine di migliaia di euro).
- Obiettivo economico:
Sostenere l'economia locale nell'immediato (effetto cantiere), migliorare
il decoro urbano e la digitalizzazione di base della periferia dello
Stato.
Questa categoria comprende oltre 600.000
micro-interventi distribuiti a pioggia su quasi tutti gli 8.000 Comuni
italiani, sulle scuole e sulle ASL territoriali. Pur avendo un'altissima
utilità sociale percepita dai cittadini, non generano utili futuri né
crescita del PIL potenziale:
- Rigenerazione Urbana e Piani Urbani
Integrati (circa 12 miliardi €): Interventi comunali
parcellizzati per il rifacimento di piazze, parchi pubblici, piste
ciclabili cittadine, teatri locali o adeguamento di piccoli impianti
sportivi di provincia.
- Bandi Borghi, Turismo e Cultura
Minoritaria (circa 6 miliardi €): Finanziamenti
frammentati in centinaia di borghi storici per installazioni digitali,
musei locali a bassa affluenza o restauro di parchi storici.
- Digitalizzazione "Atomica"
degli Enti Locali (circa 5 miliardi €): Migliaia di
piccoli contratti da 10.000-500.000 euro erogati a piccoli Comuni per
migrare i propri siti web sul cloud o implementare l'app IO e i pagamenti
PagoPA.
- Edilizia Scolastica Frammentata e
Micro-Sanità (circa 33 miliardi €): Interventi di
manutenzione ordinaria, sostituzione di infissi o acquisto di PC per
singole aule scolastiche, e l'apertura di Case della Comunità sanitarie
locali sprovviste di un piano industriale strutturato per l'assunzione di
medici a lungo termine.
Il Bilancio Comparativo dell'Efficacia
|
Caratteristica |
🚅 Grandi Opere |
⛲ Maquillage Parcellizzato |
|
Moltiplicatore del PIL |
Elevato.
Genera ritorni economici strutturali stabili e attira capitali privati. |
Basso/Nullo.
Svanito l'effetto economico del cantiere iniziale, l'impatto si azzera. |
|
Generazione di Utili
Futuri |
Sì.
Abbatte i tempi di trasporto, riduce la bolletta energetica e aumenta
l'efficienza. |
No.
Al contrario, genera spesa corrente futura per la manutenzione delle
nuove strutture. |
|
Velocità di Spesa |
Lenta.
Ostacolata da ricorsi, comitati burocratici, valutazioni ambientali (VIA) e
complessità ingegneristiche. |
Veloce.
I piccoli Comuni spendono rapidamente sotto la soglia d'appalto comunitaria
con procedure snelle. |
|
Rischio di Spreco |
Basso sul piano
dell'utilità, ma alto sul fronte del rincaro delle materie prime nei grandi
cantieri. |
Alto rischio di creare "cattedrali
nel deserto" (es. ciclabili interrotte, centri digitali
inutilizzati). |
L'impatto economico
complessivo calcolato dal CNEL stima una spinta al PIL reale tra l'1,5% e il 2,5%,
con la creazione di circa 240.000 posti di lavoro. [1]
Dammi i dati per tipo di spesa e quanti sono investimenti
produttivi e quanti a pioggia o quanti improduttivi di utili futuri (
investimenti)
La ripartizione delle
risorse del PNRR italiano pari a 194,4 miliardi di euro (fondi
europei RRF) mostra come sono stati suddivisi i capitali dal punto di vista
macroeconomico, distinguendo tra investimenti ad alta produttività futura,
spese "a pioggia" o di pura manutenzione territoriale. [1, 2]
|
Missione PNRR |
Fondi Allocati
(Miliardi €) |
Quota % sul totale |
|
M1:
Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura |
49,0 |
25,2% |
|
M2:
Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica |
59,0 |
30,3% |
|
M3:
Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile |
31,0 |
16,0% |
|
M4:
Istruzione e Ricerca |
31,0 |
15,9% |
|
M5:
Inclusione e Coesione (Sociale e Lavoro) |
22,0 |
11,3% |
|
M6:
Salute e Sanità Territoriale |
18,0 |
9,3% |
|
M7:
REPowerEU (Transizione ed Efficienza energetica reti) |
(Incluso in M2/M1) |
— |
|
TOTALE FONDI EUROPEI
(RRF) |
194,4 |
100% |
--------------------------
2. Quanti sono
Investimenti Produttivi vs Spese "A Pioggia"?
In economia pubblica, la
distinzione tra investimenti produttivi di utili/rendimenti futuri ed esborsi
improduttivi (o frammentati) del PNRR viene tracciata dagli analisti finanziari
e dai centri di ricerca (come l'Ufficio Parlamentare di Bilancio e Confindustria)
suddividendo il Piano in tre macro-categorie di efficienza: [1]
🟠 A. Investimenti ad Alta
Produttività Futura (Circa 85-90 miliardi €)
Sono i fondi destinati a
generare un moltiplicatore del PIL strutturale, in grado di produrre
ricchezza, risparmi sui costi energetici o un ritorno economico quantificabile
nei prossimi decenni.
- Infrastrutture di rete e trasporti
(31 miliardi): L'Alta Velocità ferroviaria (es.
Salerno-Reggio Calabria, Milano-Venezia) e il potenziamento dei nodi
portuali abbattono stabilmente i tempi della logistica nazionale.
- Transizione Energetica e Reti di
distribuzione (circa 25 miliardi): Interventi per
l'idrogeno, l'ammodernamento delle reti elettriche e il potenziamento
delle infrastrutture idriche (essenziali per contrastare i danni economici
della siccità). [1,
2]
- Fondi per la ricerca industriale e
nodi di innovazione (circa 15 miliardi):
Finanziamenti ai centri d'eccellenza universitari applicati alle imprese e
alla digitalizzazione profonda della Pubblica Amministrazione (che riduce
stabilmente i costi burocratici dello Stato).
- Incentivi fiscali diretti Transizione
4.0/5.0 (circa 19 miliardi): Crediti d'imposta
per macchinari digitali e software industriali, capaci di aumentare
direttamente la produttività oraria delle aziende.
🟡 B. Spese "A
Pioggia" o a Basso Moltiplicatore Economico (Circa 45-50 miliardi €)
Vengono definite "a
pioggia" quelle risorse parcellizzate in migliaia di micro-progetti
locali distribuiti a livello comunale. Pur utili alla comunità
nell'immediato, hanno un impatto nullo sulla crescita industriale del Paese a
lungo termine e faticano a creare "utili futuri". [1]
- Rigenerazione urbana e decoro locale
(circa 10 miliardi): Rifacimento di piazze, parchi
pubblici, ciclabili urbane o impianti sportivi minori a livello di piccoli
comuni.
- Bandi per il turismo e la cultura
minore (circa 6 miliardi): Interventi di
recupero su piccoli borghi, cinema storici o attrattori locali non
integrati in veri poli turistici di massa.
- Bonus e detrazioni per l'efficienza
residenziale privata (circa 14 miliardi):
Spostati parzialmente nel PNRR per coprire i costi di efficientamento
energetico privato (es. ex Superbonus / Ecobonus). Generano un beneficio
immediato per i proprietari, ma un limitatissimo ritorno diretto per le
casse pubbliche.
🔵 C. Spese Sociali, di
Servizio o di Copertura Burocratica (Circa 55-60 miliardi €)
Si tratta di investimenti
fondamentali dal punto di vista del benessere sociale (capitale umano), ma che
dal punto di vista strettamente finanziario sono generatori di costi futuri
di manutenzione (spese correnti) piuttosto che di utili monetari diretti.
- Edilizia Scolastica e Asili Nido
(circa 20 miliardi): Costruire asili o scuole è un
investimento sociale critico, ma non produce ricavi economici diretti. Al
contrario, richiederà nel tempo nuove assunzioni stabili di docenti e
costi di gestione a carico dei comuni.
- Sanità territoriale - Case e Ospedali
di Comunità (18 miliardi): Le infrastrutture
per la salute territoriale permettono di digitalizzare e alleggerire gli
ospedali centrali. Tuttavia, l'edificio in sé non genera profitti e
necessita di continui finanziamenti per medici e infermieri.
- Politiche attive del lavoro e
inclusione sociale (circa 12 miliardi):
Potenziamento dei centri per l'impiego e piani di coesione sociale contro
le fragilità. [1]
Se vuoi approfondire
l'impatto economico, ti interessa sapere quanto di questo denaro dovremo
effettivamente restituire all'Unione Europea (la quota di prestiti) oppure
preferisci vedere quali sono i settori industriali che hanno sfruttato
meglio i fondi produttivi?
Questo dato conferma la
natura parcellizzata del piano:
- Accanto a grandi infrastrutture
da miliardi di euro (come le linee ferroviarie dell'Alta Velocità), ci
sono centinaia di migliaia di micro-interventi locali.
- Molti progetti comunali o scolastici
hanno un valore di poche decine di migliaia di euro ciascuno.
riassumi impporti totali
e per tipo di missione con dati totali e numero progetti e quindi progetto
medio. Fai una breve valutazione di efficacia delle spese di 350.000 a progetto
medio.
Il Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano è finanziato da risorse europee
strutturate in 194,4 miliardi di euro. Al fine di valutare la
capillarità del piano, i dati complessivi estratti dalla piattaforma ufficiale
di monitoraggio ministeriale ReGiS certificano un totale di circa
672.500 progetti registrati.
La ripartizione
finanziaria, il volume dei progetti attivati e il calcolo esatto del valore
medio per singolo intervento all'interno delle 7 Missioni definitive
(comprendenti l'integrazione del piano energetico REPowerEU) si
strutturano nei seguenti dati analitici:


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