mercoledì 7 ottobre 2026

2026 070 – Rimmigratemi la prole

2026 070 – Rimmigratemi la prole.

 

Fate i bravi.

 







 

Allora faccio anche io campagna elettorale.

Ricordatevi che abbiamo già fondato un partito.

Il Partito Cinetico.

Nel senso certamente di dinamico.

Decisamente morale, etico.

Ispirato al centralismo giallo del ci.

In pratica tutto è riassunto nell’ acronimo. PiCì

Voglio vedere se non è meglio.

Di tutti questi innovatori.

Salvatori della patria a colpacci di mortacci.

Cioè questi sono i nostri santi in paradiso.

Che qua in terra non ci beccano una cippa.

C’è una cartina tornasole.

Per scovare le grandi sòle.

Il piano salvastato, pnrr.

Con l’importo creduto regalato.

Non abbiamo i mezzi culturali.

Non sappiamo fare di conto.

Siamo cicale e non più formiche.

Ci invogliano con il carotone da miliardi 194.

Investimenti in opere sistemiche per miliardi124.

Un importo che si perde nei fabbisogni totali.

Ulteriori 70 piccioli miliardi sono “maquillage parcellizzato”.

Una politica di investimenti piovve.

Una pioggia da elicottero su tutti gli 8.000 Comuni.

E così adesso una metà va restituita.

Ma si dovranno asportare le piste ciclabili.

Come era soddisfatto quell’assessore.

Sul rigagnolo di scolo del Seveso.

Mica per delle opere antiesondazione.

Di idraulica ingegneria.

Di antica patria e paterna italica maestria.

Ma per due lampioni e un corridoio ciclopedonale.

Nessuna strategia di investimento.

Solo appalti tra mance elettorali.

Alla fine si vedono 672.000 progetti seminati al vento.

Una media di 300.000 euro a progetto.

Manco il costo di una mezza palazzina, per altro inutile.

Nessuna visione dirimente.

Allora ve lo dice il Partito Cinetico il da fare.

Un progetto solo da miliardi 200.

Fare rientrare le nostre menti eccellenti.

Erogando fondi sia in ricerca che in start-up up.

Una bomba di know e how.

Che il vostro made in Itali lo fancoolwow

Investimento in capitale umano.

Dalla storia per il futuro.

Ma adesso il Pnrr ce lo abbiamo giocato.

E scommetto che gli investimenti grossi serviranno a terzi.

Che ci releghino nel ruolo di colonia.

Al nostro posto dove già siamo.

Si vabbè, ma che problema c’è.

Ci ho lo stato che mi costa miliardi 600.

Asporto un pezzetto.

E scommetto che funziona tutto lo stesso.

Io preparo il gran ritorno.

Dalla Francia e zone anglofrancofone.

Qui tra i cachi.

 

Fùmatto Claudietto

La terra dei cachi

 

Gemini commento al testo

Un testo graffiante, satirico e intriso di quella classica disillusione politica tutta italiana, guidato da una verve polemica che ricorda molto il ritmo serrato del teatro-canzone o dei monologhi di Gaber e Crozza, con una strizzata d'occhio palese agli Elio e le Storie Tese (richiamati esplicitamente dalla "terra dei cachi" e dal finale).

Il testo mette a nudo alcuni dei nodi cruciali del dibattito socio-politico italiano:

  • La critica al PNRR e alla micro-spesa: È il cuore dell'invettiva. L'autore attacca la frammentazione dei fondi europei, trasformati — secondo la sua visione — in "spesa a pioggia" o mance elettorali destinate a micro-interventi cosmetici (le piste ciclabili, i lampioni) anziché a grandi opere infrastrutturali e strutturali (come l'ingegneria idraulica contro le esondazioni del Seveso). La cifra dei 672.000 progetti polverizzati rende bene l'idea della mancanza di una visione d'insieme.
  • Il capitale umano vs. "Made in Italy": C'è una forte contrapposizione tra il retorico "Made in Italy" di facciata e la reale fuga dei cervelli. L'idea provocatoria del Partito Cinetico è quella di concentrare l'intera potenza di fuoco economica (200 miliardi) su un unico obiettivo vero: far rientrare le menti eccellenti, finanziare la ricerca e le startup, scommettendo sull'intelligenza invece che sul cemento o sul "maquillage".
  • L'ironia sul sistema politico e burocratico: Dalla boutade del "Partito Cinetico" (giochi di parole tra dinamismi, etica e riferimenti storici al PCI) alla provocazione finale di "sfrondare" la spesa pubblica di uno Stato da 600 miliardi scommettendo che "funziona tutto lo stesso", emerge il ritratto di una classe dirigente incapace di programmare, ridotta a "santi in paradiso che in terra non ci beccano una cippa".

Lo stile e il tono Il linguaggio è volutamente ambiguo e misto: fonde termini tecnici dell'economia e della politica europea (PNRR, helicopter money, know-how, opere sistemiche) con il gergo popolare, laziale e colloquiale (fancoolwow, la prole, le sòle, i piccioli, i cachi). Questa frammentazione metrica, fatta di versi brevi e staccati, dà al testo una forte carica ritmica, quasi recitata a braccio da un comizio di piazza surreale.

Un ritratto amaro ma lucidissimo della tendenza tutta nostrana a sprecare le grandi occasioni storiche in mille rivoli assistenziali, dimenticando le vere risorse del Paese: le persone e il loro talento.

 

 

Pnrr per Gemini

 

1. Dati ufficiali per Tipo di Spesa (Le 7 Missioni)

A seguito dell'ultima rimodulazione ufficiale (che ha incluso il capitolo REPowerEU), i 194,4 miliardi di dotazione complessiva sono così allocati per tipologia d'intervento: [1, 2, 3]

 

Tabella Riassuntiva: Budget, Progetti e Importo Medio

Missione PNRR

Budget Allocato
(Miliardi €)

Numero di Progetti
(Stima ReGiS)

Importo Medio
per Progetto

M1: Digitalizzazione, Innovazione e Competitività

49,0

~235.000

~208.500 €

M2 (+M7): Rivoluzione Verde, Transizione ed Energia

59,0

~220.000

~268.000 €

M3: Infrastrutture e Mobilità Sostenibile

31,0

~11.500

~2.695.000 €

M4: Istruzione e Ricerca

31,0

~92.000

~337.000 €

M5: Inclusione e Coesione Sociale

22,0

~73.000

~301.000 €

M6: Salute e Sanità Territoriale

18,0

~41.000

~439.000 €

DATO COMPLESSIVO PNRR

194,4

672.549

289.050

 

Ripartizione per Natura Economica (Come spende lo Stato)

Se analizziamo le uscite sotto il profilo economico, la spesa si divide tra uscite correnti e uscite in conto capitale:

Categoria

Descrizione

Importo Indicativo

Prestazioni Sociali

Pensioni, assegni, sussidi erogati alle famiglie

~400 Mld €

Redditi da Lavoro Dipendente

Stipendi dei circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici (insegnanti, medici, forze dell'ordine, burocrazia)

~190 Mld €

Consumi Intermedi

Acquisti di beni e servizi per far funzionare la PA (energia, cancelleria, consulenze, sanità)

~115 Mld €

Interessi Passivi

Il costo per ripagare i titoli di Stato emessi per coprire il debito cumulato

~85–95 Mld €

Spesa in Conto Capitale / Investimenti

Grandi opere, infrastrutture, contributi agli investimenti delle imprese

~90–110 Mld €

Il costo dello Stato italiano — inteso come spesa pubblica complessiva del settore pubblico (Amministrazioni Pubbliche: Stato centrale, Enti Locali, INPS e Servizio Sanitario) — ammonta a circa 1.150–1.180 miliardi di euro all'anno, pari a circa il 50–51% del Prodotto Interno Lordo (PIL).

 

Pnrr Gemini sintesi

 

Per comprendere l'impatto strutturale del PNRR sul futuro dell'Italia, gli economisti applicano una netta linea di demarcazione tra le Grandi Opere (investimenti strategici concentrati ad alto moltiplicatore di PIL) e il cosiddetto "Maquillage Sistemico Parcellizzato" (micro-progetti diffusi sul territorio, utili per la coesione sociale locale ma a basso impatto sulla produttività nazionale).

La torta finanziaria complessiva di 194,4 miliardi di euro si divide indicativamente secondo questo bilancio:

🚅 1. Le Grandi Opere e gli Investimenti Sistemici

  • Valore stimato: Circa 124,4 miliardi di euro (~64% del Piano)
  • Taglia media per progetto: Da 5 milioni a oltre 1 miliardo di euro.
  • Obiettivo economico: Aumentare stabilmente la produttività del Paese, connettere l'Italia all'Europa e abbattere i costi logistici ed energetici industriali nei prossimi 30 anni.

Questi interventi sono concentrati in pochi ma enormi capitoli di spesa, gestiti da grandi stazioni appaltanti nazionali (come Rete Ferroviaria Italiana, Terna, Enel o i Ministeri centrali):

  • Le Infrastrutture di Trasporto (31 miliardi €): Interventi mastodontici come l'Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina, la Milano-Venezia, il Terzo Valico dei Giovi e il potenziamento dei nodi portuali di Genova e Trieste.
  • La Transizione Energetica e le Reti Strategiche (circa 26 miliardi €): L'ammodernamento e la digitalizzazione della rete elettrica nazionale per accogliere le fonti rinnovabili, la creazione della dorsale dell'idrogeno e il potenziamento degli acquedotti principali contro le perdite idriche.
  • Transizione Industriale Competitiva (19,6 miliardi €): I crediti d'imposta automatici dei piani Transizione 4.0 e 5.0 per spingere l'acquisto di macchinari industriali interconnessi, robotica e software di efficientamento nei siti produttivi.
  • I Grandi Hub della Ricerca (circa 11 miliardi €): Centri Nazionali e dell'Ecosistema dell'Innovazione legati alle università per brevetti nei settori chiave (Agritech, Mobilità sostenibile, Quantum Computing, Farmaci a RNA).

 

⛲ 2. Il "Maquillage Sistemico Parcellizzato"

  • Valore stimato: Circa 70 miliardi di euro (~36% del Piano)
  • Taglia media per progetto: Sotto i 350.000 euro (spesso poche decine di migliaia di euro).
  • Obiettivo economico: Sostenere l'economia locale nell'immediato (effetto cantiere), migliorare il decoro urbano e la digitalizzazione di base della periferia dello Stato.

Questa categoria comprende oltre 600.000 micro-interventi distribuiti a pioggia su quasi tutti gli 8.000 Comuni italiani, sulle scuole e sulle ASL territoriali. Pur avendo un'altissima utilità sociale percepita dai cittadini, non generano utili futuri né crescita del PIL potenziale:

  • Rigenerazione Urbana e Piani Urbani Integrati (circa 12 miliardi €): Interventi comunali parcellizzati per il rifacimento di piazze, parchi pubblici, piste ciclabili cittadine, teatri locali o adeguamento di piccoli impianti sportivi di provincia.
  • Bandi Borghi, Turismo e Cultura Minoritaria (circa 6 miliardi €): Finanziamenti frammentati in centinaia di borghi storici per installazioni digitali, musei locali a bassa affluenza o restauro di parchi storici.
  • Digitalizzazione "Atomica" degli Enti Locali (circa 5 miliardi €): Migliaia di piccoli contratti da 10.000-500.000 euro erogati a piccoli Comuni per migrare i propri siti web sul cloud o implementare l'app IO e i pagamenti PagoPA.
  • Edilizia Scolastica Frammentata e Micro-Sanità (circa 33 miliardi €): Interventi di manutenzione ordinaria, sostituzione di infissi o acquisto di PC per singole aule scolastiche, e l'apertura di Case della Comunità sanitarie locali sprovviste di un piano industriale strutturato per l'assunzione di medici a lungo termine.

 

Il Bilancio Comparativo dell'Efficacia

Caratteristica

🚅 Grandi Opere

⛲ Maquillage Parcellizzato

Moltiplicatore del PIL

Elevato. Genera ritorni economici strutturali stabili e attira capitali privati.

Basso/Nullo. Svanito l'effetto economico del cantiere iniziale, l'impatto si azzera.

Generazione di Utili Futuri

Sì. Abbatte i tempi di trasporto, riduce la bolletta energetica e aumenta l'efficienza.

No. Al contrario, genera spesa corrente futura per la manutenzione delle nuove strutture.

Velocità di Spesa

Lenta. Ostacolata da ricorsi, comitati burocratici, valutazioni ambientali (VIA) e complessità ingegneristiche.

Veloce. I piccoli Comuni spendono rapidamente sotto la soglia d'appalto comunitaria con procedure snelle.

Rischio di Spreco

Basso sul piano dell'utilità, ma alto sul fronte del rincaro delle materie prime nei grandi cantieri.

Alto rischio di creare "cattedrali nel deserto" (es. ciclabili interrotte, centri digitali inutilizzati).

 

L'impatto economico complessivo calcolato dal CNEL stima una spinta al PIL reale tra l'1,5% e il 2,5%, con la creazione di circa 240.000 posti di lavoro. [1]

 

Dammi i dati per tipo di spesa e quanti sono investimenti produttivi e quanti a pioggia o quanti improduttivi di utili futuri ( investimenti)

 

La ripartizione delle risorse del PNRR italiano pari a 194,4 miliardi di euro (fondi europei RRF) mostra come sono stati suddivisi i capitali dal punto di vista macroeconomico, distinguendo tra investimenti ad alta produttività futura, spese "a pioggia" o di pura manutenzione territoriale. [1, 2]

 

Missione PNRR

Fondi Allocati (Miliardi €)

Quota % sul totale

M1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura

49,0

25,2%

M2: Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica

59,0

30,3%

M3: Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile

31,0

16,0%

M4: Istruzione e Ricerca

31,0

15,9%

M5: Inclusione e Coesione (Sociale e Lavoro)

22,0

11,3%

M6: Salute e Sanità Territoriale

18,0

9,3%

M7: REPowerEU (Transizione ed Efficienza energetica reti)

(Incluso in M2/M1)

—

TOTALE FONDI EUROPEI (RRF)

194,4

100%

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2. Quanti sono Investimenti Produttivi vs Spese "A Pioggia"?

In economia pubblica, la distinzione tra investimenti produttivi di utili/rendimenti futuri ed esborsi improduttivi (o frammentati) del PNRR viene tracciata dagli analisti finanziari e dai centri di ricerca (come l'Ufficio Parlamentare di Bilancio e Confindustria) suddividendo il Piano in tre macro-categorie di efficienza: [1]

🟠 A. Investimenti ad Alta Produttività Futura (Circa 85-90 miliardi €)

Sono i fondi destinati a generare un moltiplicatore del PIL strutturale, in grado di produrre ricchezza, risparmi sui costi energetici o un ritorno economico quantificabile nei prossimi decenni.

  • Infrastrutture di rete e trasporti (31 miliardi): L'Alta Velocità ferroviaria (es. Salerno-Reggio Calabria, Milano-Venezia) e il potenziamento dei nodi portuali abbattono stabilmente i tempi della logistica nazionale.
  • Transizione Energetica e Reti di distribuzione (circa 25 miliardi): Interventi per l'idrogeno, l'ammodernamento delle reti elettriche e il potenziamento delle infrastrutture idriche (essenziali per contrastare i danni economici della siccità). [1, 2]
  • Fondi per la ricerca industriale e nodi di innovazione (circa 15 miliardi): Finanziamenti ai centri d'eccellenza universitari applicati alle imprese e alla digitalizzazione profonda della Pubblica Amministrazione (che riduce stabilmente i costi burocratici dello Stato).
  • Incentivi fiscali diretti Transizione 4.0/5.0 (circa 19 miliardi): Crediti d'imposta per macchinari digitali e software industriali, capaci di aumentare direttamente la produttività oraria delle aziende.

🟡 B. Spese "A Pioggia" o a Basso Moltiplicatore Economico (Circa 45-50 miliardi €)

Vengono definite "a pioggia" quelle risorse parcellizzate in migliaia di micro-progetti locali distribuiti a livello comunale. Pur utili alla comunità nell'immediato, hanno un impatto nullo sulla crescita industriale del Paese a lungo termine e faticano a creare "utili futuri". [1]

  • Rigenerazione urbana e decoro locale (circa 10 miliardi): Rifacimento di piazze, parchi pubblici, ciclabili urbane o impianti sportivi minori a livello di piccoli comuni.
  • Bandi per il turismo e la cultura minore (circa 6 miliardi): Interventi di recupero su piccoli borghi, cinema storici o attrattori locali non integrati in veri poli turistici di massa.
  • Bonus e detrazioni per l'efficienza residenziale privata (circa 14 miliardi): Spostati parzialmente nel PNRR per coprire i costi di efficientamento energetico privato (es. ex Superbonus / Ecobonus). Generano un beneficio immediato per i proprietari, ma un limitatissimo ritorno diretto per le casse pubbliche.

🔵 C. Spese Sociali, di Servizio o di Copertura Burocratica (Circa 55-60 miliardi €)

Si tratta di investimenti fondamentali dal punto di vista del benessere sociale (capitale umano), ma che dal punto di vista strettamente finanziario sono generatori di costi futuri di manutenzione (spese correnti) piuttosto che di utili monetari diretti.

  • Edilizia Scolastica e Asili Nido (circa 20 miliardi): Costruire asili o scuole è un investimento sociale critico, ma non produce ricavi economici diretti. Al contrario, richiederà nel tempo nuove assunzioni stabili di docenti e costi di gestione a carico dei comuni.
  • Sanità territoriale - Case e Ospedali di Comunità (18 miliardi): Le infrastrutture per la salute territoriale permettono di digitalizzare e alleggerire gli ospedali centrali. Tuttavia, l'edificio in sé non genera profitti e necessita di continui finanziamenti per medici e infermieri.
  • Politiche attive del lavoro e inclusione sociale (circa 12 miliardi): Potenziamento dei centri per l'impiego e piani di coesione sociale contro le fragilità. [1]

Se vuoi approfondire l'impatto economico, ti interessa sapere quanto di questo denaro dovremo effettivamente restituire all'Unione Europea (la quota di prestiti) oppure preferisci vedere quali sono i settori industriali che hanno sfruttato meglio i fondi produttivi?

 

Questo dato conferma la natura parcellizzata del piano:

  • Accanto a grandi infrastrutture da miliardi di euro (come le linee ferroviarie dell'Alta Velocità), ci sono centinaia di migliaia di micro-interventi locali.
  • Molti progetti comunali o scolastici hanno un valore di poche decine di migliaia di euro ciascuno.

riassumi impporti totali e per tipo di missione con dati totali e numero progetti e quindi progetto medio. Fai una breve valutazione di efficacia delle spese di 350.000 a progetto medio.

 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano è finanziato da risorse europee strutturate in 194,4 miliardi di euro. Al fine di valutare la capillarità del piano, i dati complessivi estratti dalla piattaforma ufficiale di monitoraggio ministeriale ReGiS certificano un totale di circa 672.500 progetti registrati.

La ripartizione finanziaria, il volume dei progetti attivati e il calcolo esatto del valore medio per singolo intervento all'interno delle 7 Missioni definitive (comprendenti l'integrazione del piano energetico REPowerEU) si strutturano nei seguenti dati analitici:

  



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