2026 68 – Profumo di patata.
Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo
Una
vita per il cinema.
Ia,ia,ia,ia.
E come me la ghigno già.
Onomatopea di ragli triviali.
Li setaccio e al vaglio li passo.
La patata piace sempre più a tutti.
La patata è spesso uno spasso.
La patata tira più di un tiro di buoi.
Fatta fritta la patatina profuma.
L’olio in padella sfrigola e bolle.
L’olio ti impregna del tipico odore.
Che volgare umana miseria.
Solo doppi sensi e giochi di parole.
Olio sugna grasso e strutto.
A cento gradi tutto sprizza di olezzo.
Lo so bene, lo misi dentro un motore.
Era il biodiesel della grande Montedison.
Grippava i motori, ma in nome del verde.
E per noi era cosa buona.
Come la benzina dall’etanolo.
Era chimica rinnovabile e andava promossa.
I primi ad usarlo furono certi bus comunali.
E tutti giù a sniffare la frittura ambulante.
Figurati l’impatto sull’elettorato.
Ma non è questo il topico topic.
Era una mia creatura e per me era il bene.
Quando decisero che ero matto fui fritto.
Era l’era in cui fui il tanticristo.
Sentivo il profumo apparire nell’aria.
Per me era il segnale che si andava bene.
E lasciavo la scia come quella di gelsomini.
Solo che la mia era di patatine.
Mi dissero che erano allucinazioni.
Iniziano olfattive, poi diventano uditive, infine visive.
Ma cosa ne potevano sapere i professori.
Per me erano vere davvero.
E loro mica le usmavano e annusavano.
Non avevano mica toccato la trama.
O l’ordito.
Del profondo tessuto dell’universo.
Oggi sento ancora profumo di patatine.
Ma è la miseria della prossimità di un Mc Donalds.
Che tristezza e che povertà.
Non ci resta che cambiare lo slogan.
E il testimonial.
Già usato per la patata.
La patata tira.
Ma la patatina profuma.
Parola di Rocco e bordelli.
Fùmatto Claudietto

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