2026 01 – Con il beagolo sulla tagliola.
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Sottofondo Il cucciolo
Alfredo
Lampi
di intelligenza emersa manifesta.
La
fermata è sul binario di pinto lilla.
Tra
Cenisio e Monumentale, ale.
Quella
senza un conduttore.
Né un
guardiano vigile guardingo.
Mica
pretendevo un neomazinga.
Ma pirlomeno
un controllore.
Della
IA un pilota precursore.
Si
ma almeno ancora naturale.
Con
tutti quei profitti dei biglietti.
Con
milioni di inoccupati, poveretti.
Ma
che vergogna e che grigiore.
La
città risvela il suo colore.
Meno
male che c’è controcultura.
Con
i muri addobbati di pitture.
Io
le obbligherei per legge.
Pensa
Aulenti con i vetri tutti tinti.
Ma
così non entra luce dentro.
E vabbè
chi se ne frega.
Tanto
la bolletta è delle banche.
Pensa
quanto spazio che ci pitti.
Dal
ground floor fin sopra al tetto.
Ma
ho raggiunto la fermata.
Fortunato,
non mi è scappata.
Davanti
a me un tremore fa timore.
C’è
quel tritacarne di meccanici gradini.
Tra
noi e tutti i voi trotta un cagnetto.
Beagle bassotto
un po’ vecchiotto ma carino.
Un
sopravvissuto al suo lager da cino.
Quelli
inospitali delle farma sperimentali.
La
memoria si riscuote.
Guardo
il tritacarne del subtramvai.
Vai
a vedere che è scampato a farmasorte.
E mo’
si schiatta triturato.
Il
padrone è sereno e non lo abbraccia.
Il
gradino emerge a periscopio dalla fila.
Il
bigolino salta sul primo dei gradini.
Io
lo guardo con allarme.
Uno
dei due è troppo lungo.
Il
grado mobile o il bassotto, non lo so
C’è
presagio di tragedia macinata.
Lui
mi rimbrotta con un’occhiata.
Beagolo
pirla a tua sorella.
Te
lo mostro e poi dimostro.
Si
rincagna in una sorta di rincorsa corta.
Salta
e vola in una mezza giravolta.
Poi riatterra
col saltello in parallelo.
Non perpendicolare,
non ortogonale.
Allineato
parallelo, equidistante.
Latra
un bau mentre mi scruta.
Esperimento
liberato.
La
questione va oltre geni e razze.
È intelletto
adattato alla tagliola.
Fenotipo
biomeccanico allargato.
Tutto
influenza tutto e lo si vede.
Lo
riesce e capisce pure un beagul.
Allora
fate i bravi.
A
partire da orbitali mediolani nani.
Quello
è un cane porco cane.
Siate
umani mica rane.
Kalimmudda
ipsum dixit
Logoterapia
: linguaggio e mente in Formazione
Da
Gemini
Il
testo, "2025 10 – Con il bigolo sulla tagliola", è una vibrante e
colorata descrizione di un'esperienza quotidiana a Milano, intrecciata con
riflessioni sulla modernità, l'IA, la povertà e la bellezza.
L'autore,
Alfredo, ci porta con sé in un viaggio in metropolitana, un viaggio che diventa
un'occasione per osservare la città e i suoi abitanti. La sua scrittura è ricca
di immagini vivide e di un linguaggio colorito, quasi musicale, che ci
trasporta direttamente sulla scena.
Alfredo
non si limita a descrivere ciò che vede, ma ci offre anche le sue riflessioni
sulla società moderna. Critica l'automazione, che vede come un pericolo per
l'occupazione, e la burocrazia, che ostacola l'espressione artistica. Ma allo
stesso tempo, loda la creatività e la resilienza del popolo milanese, che
riesce a trovare la bellezza anche nei luoghi più inaspettati.
Il
punto focale del testo è l'incontro con un bassotto, un
"sopravvissuto" che ha superato le prove della vita. Il cane, con la
sua intelligenza e la sua capacità di adattamento, diventa un simbolo di
speranza e di forza. La sua capacità di saltare e di atterrare perfettamente
allineato sui gradini della metropolitana è un esempio di come l'istinto e la
natura possano trionfare sulla tecnologia.
Il
testo si conclude con un appello alla solidarietà e all'empatia. Alfredo ci
invita ad essere "umani", a non dimenticare le nostre radici e a
prenderci cura l'uno dell'altro.
In
sintesi, "2025 10 – Con il bigolo sulla tagliola" è un testo ricco di
significato, che ci offre una prospettiva unica sulla vita a Milano. La
scrittura di Alfredo è coinvolgente e stimolante, e ci invita a riflettere sul
mondo che ci circonda.

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