venerdì 3 aprile 2026

2026 61 – Mi farò una religione

 2026 61 – Mi farò una religione.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo The cheap guru

Una setta l’ho già fatta.

Camarilla amarilla brilla e scintilla

Vuole dire che è una cricca.

Un manipolo di favoriti di un signore.

Poi servono un credo e un gurone.

Mezzo guru un po’ santone.

In effetti un tanticristo era già sceso in terra

Tutto unto venne esposto in bella vista.

Il suo verbo era potente.

Ci si adunarono le masse.

Tanto dense come melassa.

E il gurone iniziò la predicazione.

Prese una tessera grigia topa antracite.

Era una nanolita, 

Manolita piena di dati.

Tutti quelli esistenti.

Ma a sua insaputa.

Gigi la levò su verso il cielo.

La spezzò a mezzi in due mezzi.

Uno lo gettò giù nel fiume.

Con tanto di gesto a lenza lunga.

L’altro dentro alla cenere del fuoco del bracere.

Pronunziò la sacra magica liturgica formula.

Salagadula, magicabula, bibbidibobbidibidù.

Esoterica quanto uno scioglilingua.

Concepita per trasformare i desideri in realtà.

Tutti stettero ad aspettare.

Era mane, resistettero fino a dimane.

Ma non succcesse niente di notabile.

Men che meno di visibile.

Gigione, già con affetto detto gigetto, si sfastidiò.

Era schernito per tanta figuremmerda e vatecòcca.

Raccolse le residue ceneri di metà Manolita.

E le spagliò al centro di un gesto ad ampio spettro.

Mentre rifletteva ripercorse la profezia.

Che la verità scorra nell’ acqua e che l’acqua arda come fuoco.

Poi si indormì sognando una sua zia.

E nel sogno si fece una psicopippa estemporanea.

Passò lì sotto la zia salmona Mona.

Ingollò i dati contenuti nella nanolitina.

Li digerì grazie alla sua potente gastrite.

E li cagò sulla restante cenere, santa colite.

L’acqua era elettrolitica per esigenze di scena.

Sciolse le nanolite in quel primordio di brodo.

La profezia si era avverata, in mona se annacquata.

Ma il gurone non seguì l’informazione dentro il salmone.

Così invece di scienza si trovarono il credo di fede.

Nella nanolita di tutto il sapere.

La religione dentro Manolita andò in mona.

Devo farmene una nuova.

Con un solo comandamento.

Non rompete.

Fate i bravi.


Il fùmatto claudietto

The cheap guru

 

Con linguaggio in formazione


 

 

mercoledì 1 aprile 2026

2026 04 01 – Tracciatori di tracce

 2026 04 01 – Tracciatori di tracce. 

Per www.parolebuone.org. via www.shareradio.it.Traccia

 

Traccio le tracce.

Solco il vinile.

Volo nei cieli.

Di suoni in parole.

È un affanno costante.

Non si vuole sparire.

Combattiamo la morte.

Fatti forte è la sorte.

E’ una guerra di parole e pensieri.

Fattisi opere da oggi o da ieri.

Con omesse omissioni per paura del vuoto.

Ebbene invece ecco no.

Tutti si lascia una traccia.

Un solco nel vinile totale.

Che piaccia o non piaccia.

È una sorta di cosa che abbraccia.

Lo dice la scienza, la fisicaccia.

Se non si sconcentra dimentica.

Di transumare in trascendenza.

Comunque.

La nostra traccia è un fatto di peso e di massa.

Si sovrappongono i giri dentro nei solchi.

Si ripercorrono parole e pensieri.

Qualcuno lo chiama collettivo intelletto.

Per me poveretto è neurosfera.

La somma di tutte le tracce.

Da sempre annotate e calcolate.

Questo fa l’algoritmo della mente totale.

Prova e riprova computando costante.

Tutto è calcolo, ricordate la regola.

Quella esemplare della strada da attraversare.

Quella della setta della meraviglia dello sguardo dei bambini rapaci.

Computando si aggiusta il percorso.

E si incide un’ altra indelebile traccia nel cielo.

È da assai prima della nostra rete internèt.

Direi proprio da “in principio fu il principio”.

Che suona male ma rende bene il circolare.

Gli algoritmi informatici devono tracciarne di strada.

E lasciarne di scie di solchi di tracce.

Mentre volano le rondini.

Mentre piovono i pensieri.

Tutto sta tracciato nella mente.

E fermarsi non è dato.

Siamo in giroballo sul vinile.

E dobbiamo abballare.

 

Fù matto Claudietto

Maracaibo, barracuda nuda

 

 Fùmatto Claudietto

Maracaibo, barracuda nuda


 

 

 

martedì 31 marzo 2026

2026 57 – Bandiera rossa alla riscossa.

2026 57 – Bandiera rossa alla riscossa.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Qualcuno era comunista

 

Il signore è bianco canuto cauto.

Lo segue il suo cane di pari candore.

Circospetto controlla l’androne.

Poi entra sicuro, lui con il cane.

Il portone accede allo spaccio cinese.

Uno di quei negozi dove trovi anche tuo zio.

Da lontano si sente la bizzarra richiesta.

Vorrei una bella bandiera, bella rossa.

Di quelle evocative della riscossa.

Il cinese ritorna dal retro.

Nessuno ploblema tiene in mano una tela.

Da sotto un angolo spunta un disegno.

Quattro stelle rappresentanti di classi.

Un fondo rosso comunista rivoluzione.

E uno stellone maggiore.

Il partito che guida.

La si srotola e ammira con moto sincero.

Il cino negoziante si ri sente in dovere.

Mi laccomando che stia ben in vista al balcone.

L’uomo guardingo controlla la pezza.

Scusa, in che senso.

Così quando alliviamo tu per noi sei amico.

E poi, soprattutto.

Italiano ti amiamo ma meglio una sosta.

Una vacanza, al limite pure pagata.

Una opportuna breve detenzione.

In centri albanesi e affini infine riempiti.

Per una profonda rieducazione neurale.

Per estirpare il credo alle strisce e stelle.

Allora ci offrirete il paese in affitto.

Due secoli sani di turismo estremo.

Lo metteremo tutto a nuovo.

E sentirete come si sente il deprivato colono.

Hongkong.

Il negoziante compiacente lo guarda gaudente.

Chiesi quanta costava l’iconico rosso.

Ploplio pelchè sei tu italiano sono 7 eulo.

E se non ero io ?

Allola era 1eulo soltanto.

 

Fù matto Claudietto

Qualcuno era comunista

 

 


 

 






Bandiela rossa

La bandiera della Repubblica Popolare Cinese, nota anche come la "bandiera rossa a cinque stelle" (五星红旗 in pinyin: wu xing hongqi), venne disegnata da Zeng Liansong (曾联松 zēng lián sòng), un economista di professione e talentuoso artista che risiedeva a Rui'an (瑞安 rùi ān), che si trova a Zhejiang: disegnò la bandiera in risposta ad una circolare distribuita dalla conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPCPC) nel luglio del 1949, poco dopo che essa prese il potere.

Dopo che più di 3.000 proposte vennero ricevute il disegno di Zeng venne scelto, dopo essere stato nominato come uno dei trentotto finalisti. Mao Zedong in persona issò la prima di queste bandiere su un'asta che sovrastava piazza Tienanmen, il giorno in cui venne mostrata per la prima volta.

Simbologia

Il disegno incorpora alcuni dei ben noti simboli del comunismo: lo sfondo rosso e il giallo brillante per le stelle. La stella più grande simboleggia la guida del Partito Comunista Cinese. L'interpretazione popolare vuole che le quattro stelle più piccole rappresentino le quattro classi sociali: gli operai, i contadini, gli studenti e i soldati, ma questa resta comunque un'interpretazione. Per l'autore della bandiera, Zeng, le quattro stelle simboleggiano i lavoratori, i contadini, i piccoli borghesi e la borghesia.[1]

 

 


lunedì 30 marzo 2026

2026 56 – Succuppazione, pedagogo o gigolò.

2026 56 – Succuppazione, pedagogo o gigolò.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Servi della gleba

 

Belli i disegni che io non li so fare.

Me li fa il capocchione, l’artificiale.

Mi potenzia il fato d’esser nato umano.

Poi però mi lascia affogare dentro il paltone.

Un lento addio tra futuri barboni.

Servi dell’artificiale succupazione.

Succupazione, occupazione del suca.

Il moderno lavoro in sottocupazione.

Sbocciano però fiorenti alternative.

Sono quelle della IA generattiva.

Quella da messia di dittongo raglio.

Partorisce modernità e progresso.

Sempre più nuovo sempre più spesso.

Codici binari sono uova piene di dati.

Le galline rivelano la loro vera natura.

Sono solo veicoli, avicoli strumenti.

Un uovo serve solo a fare un altro uovo.

Ave volatile gallina, centridati te salutant.

La questione è cosa resta a noi scrivani umani.

Il pedagogo d’algoritmo era stato cristallino.

Meno limpide furono le sue declinazioni.

O quanti bei lavori in futuro con te, madamadorè

Posso fare il data enter, che infarcisce di data i center.

L’annotàtor farà il contraire di terminàtor.

Rintronàtor etichetta enormi quantità di dati.

Perché l’algoritmo riconosca modelli e schemi.

L’eticista del piantonare è feticista.

Fa il censore vigilando pure sui memi.

Per frenare pregiudizi e altri danni vari.

Poi si sale di livelli verso alti domìni e castelli.

Fino al mio diletto prediletto, l’addestràtor.

Il cecchino di lignaggio dei modelli di linguaggio.

Lui ti cura da lontano.

Per vedere se fai riflessioni sane.

Tutti insieme si insegna e impara.

Sempre col costante fidbechk umano.

Civiltà dell’intelletto.

Psicoquanti io vi connetto.

Con gli schemi io vi istruisco.

Ora andate e moltiplicatevi.

Ordinati in reciprocità siete controllati.

Così si accresce e gonfia la neurosfera.

Così orbita retta la terra intera.

Poi un giorno vi sveglierete.

Capirete che la gallina è fatta di dati.

Mentre i lavori nuovi saranno sì pagati.

Ma con altri dati da ladroni centesimati

Tutti schiavi di una libertà inventata.

Resterà una sola via di uscita.

Analogica.

Anziché il pedagogò si farà il gigolò.

Vale anche per le femmine.

Non le scorte, ma l’escòrt.

Ti riecheggerà una voce.

Papi papi non ho tempo.

Non mi rompere ‘sto cazzo.

Sto allenando la boccuccia.

Devo affinare il mio risucchio.

Devo migliorare a spompinare.

Più veloce a fare spruzzare.

A centesimi per volta mi si sloga tutta la bocca.

Quella vera naturale.

Mica quella artificiale.

 

Fùmatto Claudietto

Mi vuoi mettere una scopa ......










Gemini

L'evoluzione dell'intelligenza artificiale sta ridisegnando il panorama educativo, introducendo figure professionali che non si limitano a insegnare all'IA, ma che utilizzano l'IA per trasformare l'apprendimento umano. 

Figure Emergenti nel Settore Educativo e Tecnologico

Le nuove professioni si dividono principalmente in due rami: chi istruisce i modelli tecnologici e chi guida gli studenti nell'uso consapevole di questi strumenti.

  • AI Trainer (Addestratore di IA): Si occupa di "insegnare" ai modelli di linguaggio (LLM) come rispondere correttamente, affinando la precisione e la pertinenza delle risposte attraverso il feedback umano.
  • Data Annotator: Una figura fondamentale che etichetta e classifica enormi quantità di dati (testi, immagini, audio) per permettere all'algoritmo di apprendere e riconoscere pattern specifici.
  • AI Ethicist (Eticista dell'IA): In ambito educativo, vigila affinché gli strumenti di apprendimento siano privi di pregiudizi (bias), rispettino la privacy e promuovano un'inclusione equa.
  • Docente Mentor/Regista: Il ruolo dell'insegnante tradizionale evolve in quello di un "allenatore" o mentore che personalizza i percorsi didattici supportato da assistenti virtuali, focalizzandosi sullo sviluppo emotivo e sociale degli alunni.
  • AI Business Specialist: Professionista che integra soluzioni di intelligenza artificiale all'interno di istituzioni educative o aziende per ottimizzare i processi di formazione interna. 

Competenze Chiave Richieste

Per queste nuove professioni, non bastano le conoscenze tecniche; è necessario un mix di abilità trasversali: 

  • Prompt Engineering: Saper dialogare con l'IA per ottenere risultati precisi e utili alla didattica.
  • Pensiero Critico: Fondamentale per valutare l'accuratezza delle informazioni generate dalle macchine.
  • Soft Skills: Empatia, comunicazione e intelligenza emotiva restano competenze insostituibili che l'IA non può replicare.
  • Data Literacy: Consapevolezza nella gestione e nell'interpretazione dei dati digitali. 

 

Si chiama generativa per un motivo molto semplice: a differenza delle IA tradizionali che servono a "classificare" o "predire" qualcosa (ad esempio decidere se un' email è spam o riconoscere una faccia in una foto), questa tipologia di intelligenza crea contenuti nuovi che prima non esistevano.

In pratica, non si limita a scegliere tra opzioni predefinite, ma mette insieme pezzi di informazione per "generare" un output originale.

Cosa genera esattamente?

Le categorie principali di contenuti creati sono quattro:

  1. Testi: Scrive saggi, poesie, codice di programmazione, email o riassunti (pensa a ChatGPT o Claude).
  2. Immagini: Crea illustrazioni, loghi o foto realistiche partendo da una descrizione testuale (come Midjourney o DALL-E).
  3. Audio e Musica: Genera voci umane sintetiche, traduce discorsi mantenendo il timbro originale o compone brani musicali interi.
  4. Video: Produce brevi clip animate o filmati partendo da un testo (come i modelli Sora di OpenAI o Runway).

 


sabato 28 marzo 2026

2026 03 28 –Rondini dal truculo trombòculo.

2026 59 –Rondini dal truculo trombòculo.

Per Onda su Onda, su www.shareradio.it. Fondo Sai quale è il problema, e te lo scrivo. Preservativo.

 

Abracadabra, simsalabim, bibbidibobbidibibu.

Ah no ecce qua, era hocus pocus.

Noo, è pocus ocus.

E’ di certo una magia, un incantesimo, un sortilegio.

Una fattura non priva di un certo suo pregio.

Usmo sentore di trucula presa p’òculo.

Occhio che cresce, occhio che avanza.

Occhio di scorta. occhio che danza.

Il trombòculo è così trùculo.

Truculento trombo nel bulbo d’òculo.

Scruto la linea dell’orizzonte.

Cerco l’artefice del mio incantesimo.

O almeno un segno del suo disegno.

Da dentro al cielo calano gli stormi.

Si gonfiano le rondini sbucate puntiformi.

Quasi le inquadro nelle mire del mirino.

Ma pocus ocus, simsalabim e tutte còse.

Sùbite svaniscono chiare, e spariscono in mari scuri.

Tra bagliori senza clamori bordati d’ori e allori.

Perdo i pezzi, signor gigi.

È l’eta che avanza in tromba.

Dritti dritti verso la tomba.

Due ginocchia sono andate, che peccato.

Almeno una la credevo risparmiata.

La caviglia è claudicante come il nome.

Nonostante sia alla moda.

Quella dell’artificiale Claude.

Mi è marcita anche la biliare colecisti.

Non si può mangiare più manco un salame.

Solo poco pane che ti resta sempre fame.

E risveglia il fecaloma,

Uno stronzo e tanto aroma fino a Roma.

Pure il pistola mi è finito male.

Attaccato al pube fa il malato terminale.

E poi il mio senno, che me lo hanno rubato disperso.

Nascosto sopra la luna o forse presso l’astolfo.

Forse dietro il lato oscuro, forse dentro un buco nero.

Dove non lo segue e trova più nessuno.

Dove un membro si riposa, da una vita senza posa.

Noi si resta in terra a fare finta di essere sani.

Tra le verità distorte.

Tra catarrate cristallini e nervi d’òculi.

Quando ecce qua che torna in auge la prevenzione.

In persona della totipotente invenzione, il goldone.

Ah, se se lo mettevano prima, i miei antenati.

Oggi niente procreazione sfatta in pezzi.

Un rondone plana sulla verace questione.

Se esisteva già da allora il secolare barrierone.

Documento la questione che mi pare ancestrale.

È il capocchione artificiale che rifà tutta la storia.

Parte dal lino in pezzoline, fino al lattice felice.

Forse del Falloppio, spesso erano cose poco utili.

Ma poi ci ha raggiunto il lattice del moderno progresso.

E oggi invece è certamente certo che no.

Allora fondo questo movimento.

Per la prevenzione dalla fecondazione.

Prima della mia prossima reincarnazione.

Mementate che non siete stati autorizzati.

Ricordate sua signoria il preservativo.

Ricordate il mio goldone.

Sempre vostro fùmattone.

 

Il fùmatto Claudietto

Sai quale è il problema, come è difficile dire preservativo


Gemini