2025 12 04 – Desilienza: aripigliateve.
Per www.parolebuone.org via www.shareradio.it. Parola
: Resilienza
Eh
già è proprio vero.
Una
parola così desueta di botto divenne consueta.
E
tutti giù a comprare vocabolari.
Di
nascosto per non sembrare somari.
Io
mi sono fatto belle psicoppippe per capire.
Poi
le ho trasposte in “capacità di riprendersi”.
Come
d’altronde si capisce dal romanesco.
“A
regazzi’aripigliateve” diventò un archetipo memetico.
Zonzorellai
in qualche riflesso dei miei pensieri.
Mi
resi conto che tutto resilia.
Perché
tutto contiene la forza della ripartenza.
L’archetipo
mi rivelò la sua prole.
Cioè
le versioni derivate dalla matrice originale.
Così
mi vedo costretto a tornare alle origini.
Ai
tempi della scoperta del desueto vocabolo.
Per
me la resilienza è quella dal mefitico bacillo.
Ricordate
come ci prendemmo paura.
Tra
castigo divino e lastricati di buone intenzioni.
Per
questo chiamai il bacillo ultimo profeta.
Poi
credemmo di averlo stroncato.
Immunizzati
come un gregge di pecore vaccinate.
Lasciando
quella scia di poco più di un raffreddore.
E no,
‘stocazzo, arjpigliatevi di resilienza cognitiva.
Conosco
bene una apprendista giovane marmotta.
Io
l’ho sfangata in una settimana, lei è in ballo da tre o quattro.
Ma
mica con qualche linea di febbre e basta.
Dolori
di testa da non dormire e capogiri da svenire.
Tosse
grassa, tosse secca, febbre alta a 40, ossa rotte.
Nausea
a sprazzi, frizzi e lazzi, e altri cazzi.
Dulcis
in fondo noduli ingrossati e capriole al cuore.
Che
uno già si vede con l’infarto al creatore.
Questo
è il quadro clinico mefitico e venefico.
Si
si io direi che chi si è aripigliato è il bacillo.
Sivax,
novax, provax, stovax.
L’unico
bacillo buono è il bacillo morto.
Vaccinato
definitivo una tantum in secula seculorum.
Per
non essere noi gregge da tosare e macellare.
Credo
che la resilienza sia un principio dominante.
Altrimenti
non ci sarebbe nessun creato nelle notti rabbuiate.
In
pratica direi che è roba tipo la vita contro la morte.
Di
certo però con i sintomi descritti oggi la resilienza è del bacillo.
Ello
si che si è ripreso, ello ha vinto e pure di peso.
Aripigliato
e abile arruolato mentre resta ancora muto.
Affinché
voi siate portatori farmaceutici.
Chissà
quale è la parola opposta a resilienza.
Forse
sarà roba tipo rammollenza.
Ma il
più bello è desilienza.
Kalimmudda ipsum dixit
In the air tonight – Follow the lyrics
Le covicroniche 20 e 21

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