mercoledì 19 novembre 2025

2025 11 20 –Agropuntori, dottori, operatori, imperatori

 2025 11 20 –Agropuntori, dottori, operatori, imperatori.

 

Insomma, mi sento di dare una spiegazione.

Mandarini e agropuntura parlava di… mandarini e agropuntura.

Cioè di cinesi intesi come mandarini umani.

Quindi non agrumi come il menzionato chinotto.

E tra i quali agrumi c’è l’arancia.

Poi il riferimento alla gazza ladra era per l’opera.

Dietro cui si cela il film ultracult titolato arancia meccanica.

Ho promesso di essere lineare senza doppi sensi e indovinelli.

Fatico un poco in una noia di stornelli senza manco ritornelli.

Nel film tentano di ricondizionare il protagonista ultraviolento.

Di metterlo a nuovo come un telefono per farlo diventare buono.

Per farlo desintossicare e desuefare dalla istintuale ultraviolenza.

Dalla quale lui di certo manifesta dipendenza.

Lui è quel colui che il pensiero è per gli stupidi.

Mentre i cervelluti si affidano ad istinto e ispirazione.

Celeberrima inquadratura è quella dell’occhio spalancato.

Tenuto aperto con un congegno meccanico.

Mentre è costretto ad assorbire stimoli neurali e visuali vari.

In un bagno di certa farmacologia.

Obiettivo della pratica è sovrascrivere la natura istintuale.

E il ricondizionamento sembra anche funzionare.

Ma la natura poi riappare.

Sento una certa affine familiarità.

Percepisco l’ultradipendenza non violenta a volontà.

Io di dipendenze ne ho avute tante.

La più a buon mercato ma pur letale sta nelle sigarette.

È attivata da un meccanismo biochimiconeurologico.

Una accensione di schemi nel cervello.

Tipo di natale un alberello.

Io la chiamerei brama o bramosia.

Ma al servizio sanitario nazionale ci piace l’anglico gerundio.

Così questo demone divino lo chiamano craving.

Uno passa in un luogo dove si è fatto una cannetta.

La bramosia canaglia si scatena e le budella ti attanaglia.

Accendendo un fuoco che brucia tutta la paglia.

Il fuoco si spande da dove la brama si è nidiata.

E tu fai qualche minchiata.

Orbene.

Nella vita capita qualche alchimia di occorrenze e circostanze.

Io mi trovo una schiera di dottori e operatori che mi si prodigano intorno.

Sopportano con pazienza senza mai demordere.

E adesso il sistema sanitario nazionale pure me vuole ricondizionare.

Dopo avere trattato la manìa, che nostalgia, ora volgono alla bramosia.

E arriviamo così alla nuova terapia.

Accennano a provare un restyling cognitivo.

In realtà un ricondizionamento contenitivo.

Un po’ più a fondo di un restyling.

Giusto per una piccola rima con il craving.

Quindi accetto di buon grado.

E siamo al punzecchìo di orecchio con i nanodardi.

Io non so dire quanto sia suggestione o quanto sia convogliare mia energia.

Oppure ancora quanto sia quella esterna veicolata dal metallo.

Magari poi la chiave è solo nella comoda poltrona.

Oppure la chiave è l’accudimento che mi profondono tutto attorno.

Forse lo chiamano acudetox, o non so che, solo perché hanno dimenticato una doppia “c”.

Per il bambino oggetto, soletto e negletto, gioca anche quello.

Ma ora che sono più vecchio non mi interessa appropriami di altra conoscenza.

Anzi preferisco una bambina sorpresa nel vedere l’effetto che fa.

So però che ad ogni seduta mi coglie una sensazione di calma.

Cioè, sorelli e fratelle, di quelle che ti calmano tutta l’alma.

Agropuntura, qualcuno mi riparla di medicina mandarina.

Sapranno bene quanta opposizione c’è nelle scienze occidentali.

Magari alla fine saremo contenti davvero che la Cina sia vicina.

Nell’attesa vorrei ricordare di non scherzare troppo con i cinesi.

Mio padre rammentava che se un imperatore si ammalava il medico non poteva curarlo ma era bandito.

Suo compito era non farlo ammalare, l’imperatore.

E quindi aveva fallito.

A me hanno instillato grandi tradite aspettative imperiali già dal nome.

Agropuntori, operatori e dottori, abbiate mia cura come già fate.

Grazie e chi ha orecchio per intendere intenda.

Io resto coi dardi nani appizzati in my ear.

Così all'arancia mandarina.

 

Kalimmudda ipsum dixit

La cura, dedicata.

 

Accudeto.



 

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