mercoledì 3 settembre 2025

2025 09 03 – Per un piatto di verze bastarde

 2025 09 03 – Per un piatto di verze bastarde.

 

Il pessimismo è fastidio.

Se poi è cosmico diventa magnifico.

Strategie da struzzi e opossi ci hanno fatti fessi.

Cechi e sordi ai segnali della marea vigliacca.

Dove gorghi e vortici montano in ordine sparso.

Fino al punto che ricoprono tutto.

Click è il suono del pc con cui il generale Putov dà inizio alle danze.

Ferma le turbine che pompano il gas.

Niente cassoeula.

Invece il gas per bollire i noodles continua il suo fluire.

Viaggia in un altro tubo messo giù omertosi decenni fa.

Senza gas per la cassoeula crolla il prezzo della verza.

E naturalmente anche quello del divino porcello.

Gaudio giubilo e tripudio per i poveri della Sforza.

I ricottari non poterono manco imparare a farla vera.

La ricotta, che viene su da sola, certo, ma almeno va scaldata.

E senza gaz si puede minga.

La mano libera di quello Smith voleva che salissero altre domande e prezzi.

Per traslazione di richiesta, solo di quelli senza cottura.

Una iattura nazionale per chi credeva al benessere del ristorare.

Quella enorme filiera decadente sofisticatrice del cibarsi.

Fu tragedia anche per il pronto da cuocere.

Che si trascinò tutte le catene della Grande Delinquenza Organizzata.

E meno male che era ancora stagione calda, seppur dalle gambe corte.

Il generale Cluster assistette impotente allo sgonfiamento del profitto delle verze.

E poi di tutto il resto, come se tutta la catena di quel tale Antonio si fosse inceppata.

Verze bastarde, pensò Cluster ignaramente ignorante delle cause primarie.

Il profitto brutto era la sua divinità, venerata nel reiterato scippo dei plusvalori.

Quei plusvalori iniziali che qualcuno lo doveva fare e poi consumarselo a catena.

In un religioso mistico consumanesimo.

Mentre provava a riflettere, l’immobilismo delle verze le fece marcire.

Chiuse come erano nei frigo e nei silos, dopo che in serra e figurarsi se in terra.

Fu svalutazione terminale, dentro un gran puzzo di marciume.

In quel mentre arrivarono anche certi indiani del generale 'Ndu.

Vicini alla Cina attaccarono quell’impero dell’Usa e getta, verze.

Tutti credevano che ci fossero grandi reti di acchers della grande madre di Putov.

E invece quelli avevano subappaltato tutto, decenni prima, in grandi reti transnazionali.

Le stesse dove detenevano le loro riserve miliardarie.

Che nessuno sapeva però 'ndu erano.

Presentandosi al mondo come poco più che straccioni.

Da lì partì l’attacco simultaneo a Cluster e alleati con i dati virali.

Attacco capitanato dal fuggente capitano mio capitano generale Cincin.

Iniziò una parcellizzata grande vendita di titoli di debito dei paesi ricottari.

Non si capiva da dove arrivasse l’attacco vendarolo.

Era disseminato in tutta la rete transnazionale.

I prezzi di titoli e azioni fecero come quelli delle verze.

A botte di manco 1 euro al chilo, o alla volta, crollarono.

E il debito senza adeguate riserve si smosciò e si svalutò.

Nel senso che si capì che il soldo di Cluster non valeva nemmeno una verza.

Cluster aveva anche figliato un gemello di soldo.

Soldino di speranza tradita chiamato neuro.

Ma era della stessa pasta del bufalo dollaro bufala.

L’attacco terminale iniziò dal neuro, e secondo tradizione, dalla lira.

Imbottita ad arte come riserva di buffi, con scienza, nei decenni precedenti.

Come sia sia tutti quei debiti senza riserva aprirono la porta al generale Dragonis.

Cugino di quel drago paperonis Cincin che di grana di riserva ce ne aveva un botto.

Mica solo ufficiale, ma anche quella spantegata nella sua nanoreti transnazionali.

Si  rinforzò la paupera svalutazione di Cluster e Neuro. 

Il partito Centrale di Cincin indisse un grande sciopero plurimensile comunistico.

Ricordò a tutti di quando decisero che arricchirsi era glorioso.

Smisero di produrre, da fabbrica del mondo quale erano.

E come li aveva deputati, decenni addietro, il solito Cluster certo di controllarli.

Questi dopo un secolo a farsi un mazzo tanto furono ben felici di una vacanzina.

Ma la chiamarono sciopero per fare paura a Cluster.

Con reminiscenze mangia bambini.

Ma soprattutto mangia proprietà private.

A furia di vendere titoli di debito svaccarono i prezzi ben oltre quelli delle verze.

E dopo si presentarono in milioni di cugini a comperare ogni cosa in saldo.

Era una nuova proprietà privata.

Nel senso che ne fu privato l’occidente.

Che senza più grana non giocò più al centro del mondo.

E d’altronde a chi era lucido apparve anche giusto.

La guerra mondiale non era stata una vittoria solo per il Cluster.

Ma se la brindò anche Cincin.

Mentre Cluster, dopo, certamente non aveva fatto il migliore dei lavori.

Pur avendo il suo mondo tutto in mano.

Allora che vi aspettavate.

Eterna gratitudine per le big mac ?

Scordatevi tutta quella carne rossa.

Inizia l’era dei noodles.

Anche alla siberiana.

Con tante verze.

Bastarde.

 

Kalimmudda ipsum dixit

They shot the sherif, e pure the deputy, ma si 

 

La neurosfera, che la forza sia con voi



 





Ndr.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/03/xi-il-mondo-deve-scegliere-tra-la-pace-e-la-guerra_b0e65c8d-b701-484f-8d3e-acfc17ab35a6.html

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