2025 09 23 –Al festival degli amici di Sofia.
Questa
si che è una notizia.
Non
sapevo manco che esistesse.
E’
la festa degli amici di Sofia.
Era il festival della filosofia..
Voglio
però invertire l’ordine mentale temporale.
L’edizione
in corso era sulla Paideia.
Educazione
in senso lato è già volata via.
La
seguente sarà sul caos.
Confidiamo
nell’ordine che emerge.
Nel
pensiero che si erge.
Ma
non siamo i finti sforzati eruditi.
Siamo
sfigati a impiattare frasi fatte.
Nanoprofeti
del vorrei ma non posso.
Autodidatti
per richiamo paternale.
Quando
ero giovane volevo studiarla.
La
filosofia mi affascinava.
Poi
mio padre esercitò l’egemonia.
La
tirannia della pecunia.
Con
la sua arte da eminenza grigia.
A
ripensarci oggi fu ben strano.
La
teoria delle eminenze è roba da gruppi.
Io
e lui eravamo invece solo un duo.
Forse
era solo manipolazione.
Arte
occulta di cui lui era un campione.
Sta
di fatto che era già piuttosto ricco.
E
se ne uscì con la sua idea di paideia.
Ossia
di maiuscola educazione.
Certamente
lo puoi fare, di studiarla.
Se
vorrai fare la fame.
Mi
accese i neuroni fottoni.
Quelli
del fottone di paura.
E
accantonai quella passione.
Per
finire nella branca dell’economia.
La
credevo paupera filosofia dei poveri.
A
posteriori non fu neanche male.
L’economia
reale tratta di buona gestione.
Di
risorse impiegate, circoscritte e condivise.
Oikos
indica la casa in senso lato.
Nomos
sta per norma.
Nell’insieme
è il buon senso della casalinga.
Ma
appena cominciai un dubbio mi pervase.
La
pseudo scienza prese subito uno scivolone.
Provare
a definire ciò che era buono e per chi.
Ecco
che rientrò in casa la negletta sofia.
Che
ci dice cosa è buono per milioni di milioni.
E
come funziona questo crogiuolo di sociologia.
Evidentemente
avevo doti di veggenza.
Già
sentivo il puzzo di una malata gaia scienza.
Gaia
solo per qualcuno.
Accumulatore
seriale di profitto plusvalore.
In
ogni sua sfaccettatura e sfumatura.
Elaborai
altre visioni.
Di
un equo profitto fattesi motore.
Ma
equo e largo erano sempre altro.
Ben
distante dal presente del furbo scaltro.
Mi
diedero del pazzo con frequenza.
Oggi
so che non ero io il fù matto.
L’economia
degenerò in rubare grana.
Accumulare
per predare in ogni modo.
Per
istinto ancestrale da animale.
Addestrato
ma di certo non educato.
Piuttosto
direi ammaestrato.
Come
un orsetto o da criceto.
Ma
adesso albeggia una speranza.
Tra
il festival e l’empirica coscienza
Finalmente
ora avranno visto e capito.
Ci
voleva più sofia per tutti.
Ci
vogliono più filosofi.
Non
è questione di rallentare la scienza.
E’
pur sempre portatrice di progressi.
Va
piuttosto accelerata.
Per
arrivare a quel punto singolare.
Dove
sta il sapere tutto per tutti.
E’
questione di pensare ad educare.
All’economia
ma con ogni sofia.
Questo
era l’anno della paideia.
Educazione
come formazione completa.
Un
fucile di sapere nei valori.
Con
cui armare ogni fanciullo.
A
cominciare da quando è pais.
Per
affrontare l’impero del caos.
Kalimmudda
ipsum dixit
Chiù
sofia per tutti.

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