lunedì 10 agosto 2026

2026 032 – Fondo il Partito Cinètico

2026 032 – Fondo il Partito Cinètico

 

Il Cino espropria ogni Ticino.

 

Il mondo si dibatte tra stretti e rotte.

La neurosfera macina pensieri a frotte.

Gli elvetici gongolano pelvici ai tropici

Gaudiosi dei loro veraci e assimilabili stretti.

 

Lugano Panama e la grande bahanama

C’è qualcuno che a dura prova però li mette.

Poveretti, se li fotte un fùmatto Claudietto.

Bell’ affare queste sino strette al foresto.

 

Corrispondono al suo primigenio pensiero.

Incornato torero di giustizia foriero.

La Cina primeggia contro le dispari disparità.

Meraviglie da dittatura nel modernariato.

 

Lo spettro del comunismo ha lasciato le campagne.

Ora combatte nei centri della finanza creativa.

E lo dicevo io che solo la Cina ci può mettere in riga.

A noi gente gaudente che si rima con Giava.

 

Ci faranno tutto bramare, che ci resta solo la bava.

Come già ci allertavano i segaioli sordociechi cattolici.

Ma io pronteggio per rispondere all’esigenza globale.

In effetti io Fùmatto Claudietto ho già fondato una setta.

 

La setta della meraviglia dello sguardo di bambino rapace

Meglio uno sguardo dal ponderare deciso ma scarno.

A dirla tutta da fùmatto ho fondato pure un credo.

Una religione di culto poco occulto non troppo colto.

Più facile da usare in ogni occasione.

 

Una religione con i controcoglioni.

Un solo dogma per sfuggire allo stigma.

Casomai miscredenti restiate.

Ricordatevelo e  “fate i bravi”.

 

Derìvo nei domini di psiche e sociali.

Lo sconsumanesimo è il detossico antidoto.

Dannati, e acci ai denti, ai consumi gaudenti.

Lo si congiunga col credo che a voi si rivolge.

 

Contro il logorio dei ricottari moderni.

Appropriatori seriali dei plusvalori.

Sembrano parole da semina al vento.

Invece roboanti con gran peti risuonano vinti.

 

L’ aria piena di sincronia ha frequenza divina.

Tosto il fùmatto invicta infatti l’offshore.

Lesto il Cino partito si è espropriato ogni Ticino.

Una armata di fù fiduciari fù fulminata lungo la strada.

 

Io lo dicevo che la prossima speme era cinese.

Col loro partito che ti mette e toglie pretese.

E concorde e sereno ti confisca previsto palese.

Adesso mi è più lucido il dafarsi nostrano.

 

Già dispongo di apparati ideologici a iosa.

Anzi direi proprio di una cultura confusa.

Decadente accidenti al vecchio occidente.

Questa è l’ora di fondare un partito.

 

Sarà partito e poi marciando pronto arrivato.

Per l’olografico sciopero globale di proletari feroci.

Quelli che prima erano docili, poi dopo un po’ mica è facile.

Adesso la neurosfera con gravità grida rivolta.

 

Nessuno si era accorto che non eravamo accuorti.

Distolti con metodo e scienza dalla scultura della rivolta.

Ora sta tutta in meno di un libercolo rosso.

Basta una frase sola, indispensabile rosso meme essenziale.

 

Fate i bravi.

Questo tutto il credo, motto e concetto.

Sottotitolo, meno disparità più gettito.

Manca il nome del partito.

Anglofono no che suona di party.

E la festa democratica è già abbastante.

Sarà dunque un partito poco o niente democratico.

Questa democrazia è nata Usa e getta.

Così snello esso farà però un certo moto.

Ora che dalla Cina spacciano pure etica.

Allora ecce ecco ecce qua.

Il nascituro non si chiama cielo duro.

Il suo acronimo è PC.

Il suo nome è Partito Cinetico.

 

Fùmatto Claudietto

Ricambio generazionale riuscito

 

Postilla musicale indovinella

Non è da VArese che scoppierà un generale acci dente.

Cerca piuttosto un JA in terreno di allemanni mortacci.

Troverai che al partito ci vengo anche io.

Ma tu no.

Perché non voglio lo zoo.

No a VArese, meglio Jannacci

 

 

Linguaggio artificiale in formazione

 



 

 




G 

venerdì 7 agosto 2026

2026 031 – Invicta giornata a penna armata

 2026 031 – Invicta giornata a penna armata.

 

Ieri è stata una giornata articolata.

Di quelle che capitano solo qualche volta.

L’aria era piena di folti messaggi.

Era tutto un fatto di atterraggi.

La neurosfera si è posata e rivelata densa.

I semantici rotori hanno scortato tutti i cuori.

Dalla gravità delle menti dentro e fuori.

Certi cieli sono caduti in terra.

Certi altri si sono alzati in volo leggeri.

Si parlava con Vittoria e con Daniela.

Arrivò pure Guccini.

Vittoria mi ha aperto il cuore senza rancore.

A chirurgia svelata ci siamo detti cose dolorose.

Quando le scopri poi però svapòrano.

E ti accorgi che da solo ti consoli.

Il cuore è resiliente, che parola velenosa.

Se mi sentisse come sente il gran maestro.

Vomiterebbe di certo per questo verso.

Ma poi sono sicuro ne converrebbe.

I dolori lasciano sempre spazio agli amori.

Mentre parlo con Vittoria Daniela gioca alla riserva.

Pronta ad aiutarmi come una figlia con il padre.

Poi si parlano al telefono, e io le guardo.

Lascio fare perché quello è tanto amore.

Il discorso cambia tono.

Daniela si acquatta e Vittoria riprende vigore.

Parliamo di futuro e mondo duro.

Io ascolto, è faticoso.

A venti anni hai il turbo.

A sessanta sei stanco maturo, e sturbo.

Mi sforzo con amore e tenerezza.

Mi commuovo quando si racconta sola.

Mi avete buttato là e muovi il culo.

Io le dico che non è così, mentre invece so che è vero.

Tutti reclamiamo la mancata guida.

Per parole colpe opere e omissioni.

E’ andata così come doveva, lo fa sempre.

Ma adesso è passata l’ora.

E nessuno se ne penta.

Ognuno si fà il suo cielo.

Chiude fuori con un muro ansie e dolori.

Sto per darle le mie visioni.

Iniziano a piovere mattoni.

Affido a tutte loro questa buona educazione.

Nel cielo suona la potenza di certe canzoni.

E’ morto Guccini, lo piangono e lo citano, io sorrido.

La neurosfera non muore mai.

Io non lo conoscevo bene.

Troppo colto il suo gracidare.

Ma un precetto lo ho scelto e da sempre eletto.

Venite pure avanti furfanti e sciagurati.

Perché con questa penna armata.

Io non perdono e tocco.

 

Fùmatto Claudietto

Cyrano o Cirano

 

 








 

giovedì 6 agosto 2026

2026 030 – Forestieri miliardèri

 2026 030 – Forestieri miliardèri.

 

Cioè.

No perché.

Uno potrebbe pure dirlo.

Magari gli scappa.

Magari a uno fascista.

Magari della destra.

Magari del governo.

Di ora o del prossimo venturo.

Magari ariano alla noartri.

Alla nostrana.

Magari gli scappa.

Ciccinammafè.

Di tutti ‘sti foresti.

Ci costano bei sghei.

Ma tu però poi che ne sai.

E usala questa AI.

Manco sai quanto è costata.

Per tamponarti quando sei deficitario.

“Ciccinammafè” io però me lo ricordo.

Era l’era della foca monaca avvistata.

La credevano estinta.

La trovarono in terra di orecchiette.

Pregiudizio da pugliese.

Mica ci sono solo quelle.

Ci sono pure dei bei ruderi di trulli.

E abbondenti cimederepe.

Allora un dì arrivò questa foca monaca.

Da tutti venne venerata.

Con la sua monastica livrea.

Oh ciò se l’è bea.

Da Barletta fino su in Adriatico.

Intervistarono uno locale.

Quello era un pescatore.

Gli avevano chiuso spiagge, porti, approdi e snodi.

Per la santa monaca  senza manco recchiettelle.

Gli chiesero un parere, non l’avevano erudito.

Quello rispose alla fascista.

Qua non c’è lavoro e occupazione.

Ma ciccinammafè di questa fòca mònaca.

Così a uno potrebbe scappargli una analogia.

Ma ccicinamma fè di tutti sti forestieri.

Che ci costano pure miliarderi.

Ecco qua la provola che cime non siete (intelligenti in napoletano).

Vi rimando a chi per intelligere vi è stato fatto.

AI.

Miliardere è il saldo netto.

Tra entrate e uscite sono 4,6 miliardi.

E son palanche, ciò.

Ma mi dovete una scrollatina al testo.

Voi sempre a piangere miseria.

Contro quelli creduti sbagliati.

 

Fùmatto Claudietto

L'avveleneta - Tributo Guccini 2026

L'avvelenata. Guccini Con Jannacci

 



 





 

mercoledì 5 agosto 2026

2026 29 – Elvetici felici ai tropici

2026 29 – Elvetici felici ai tropici.

 

Ricchi enormi soldi in stormi.

Erano tempi molto più facili.

Pochi posti esotici.

Tanti elvetici in fondo ai tropici.

Zone di influenza di britannici.

I veraci imperi sono mordaci.

Non lo mollano quell’osso.

Sono di natura ricottara.

Vogliono accumulare il capitale.

Come fosse oro loro.

Non mollano e non muoiono.

Si convertono in servigi finanziari.

Casseforti e blindati nel mondo intero.

Più da presso pure in lussemborgo.

Ma la massa monetaria ovunque ora labora.

Quegli eretici di elvetici stanno fino ai tropici.

Nel ticino c’è lo svizzero nostrano, il fiduciario.

Falso e cortese finge poche pretese.

Ma ringhioso sventola bandiera panamense.

Spaccia dollari come se fossero talleri.

Il mondo monetario è cresciuto e rispartito.

Ma il mantra è sempre evasione nel verdone.

Procedure labili di malèfici eretici elvetici.

Manovrate scatole cinesi fiduciosi.

I vostri soldi non ce li hanno mica.

Come per il resto, non esiste la riserva.

Siete i beneficiari ultimi della vuota scatola finale.

Nascosti dalla cornetta provate pure a prelevare.

Buenosdias soy platàno.

Nome in codice dritto dai tropici.

Chiamo dalla ditta trasporti esotici.

Son Caronte degli inferi.

Vorrei una cassetta dei miei 1000 platanos.

Le banane tropicali ora sono mature.

Non sono più acerbe né troppo dure.

Si, per consegna al posto d’abitudine.

Provenienza bananamense, garantisca.

Mi dica il codice per confermare.

E così per scavallare ogni oceano mare.

Caronte, si è corretto confermato perfetto.

Il messaggio viene instradato.

In rete è tracciato e seguito.

Agganciato per tutto il mondo noto.

Giunge nella plaza repubblicana.

Repubblica delle banane.

Dentro un sacchetto della spesa nera.

Ma sul fondo non hay platanos verdad.

Nada verdes dollarones.

Solo banane verdadere.

Lo zio sam dal ticinese t’ha fregato.

Il fiduciario tropicale è sparito.

Ha pigliato l’elicottero.

Ha piovuto soldi a pioggia.

Nei paesi d’altro mare.

Da cui piovono i migranti.

Sfiduciati già pezzenti.

Ora òra pro poveri nuovi.

L’ofsciore ha traslocato.

Indirizzato desecretato.

La banana repubblicana t’ha inculato.

 

Fùmatto Claudietto

Banana republic

 

 



 




  

lunedì 3 agosto 2026

2026 028 – I migranti sono tornati

2026 028 – I migranti sono tornati.

 

C’è sempre un’altra via.

Partire con i migranti, approdare off-shore.

Così mi intitolavo.

Ora è arrivata una ondata.

Forse è un avvertimento.

Ma i morti non sono risorti.

La rabbia non ci tocca più di tanto.

Siamo terre abituate.

Tutti lì a rimbalzarli fuori.

Pretestuosi di paura.

Si dovrebbe ingegnarsi a tirarli dentro.

Invece di ammazzarli e affogarli.

Si cercasse un modo vero.

Si costruissero filiere.

Si capisse che sono valore.

Anche per creare una nazione.

O un mercato interno intero.

Da umani a milioni a centinaia.

Sono ridicoli di vergogna i muri.

Quelli sono miliardi.

Come pensate voi quattro gatti.

Di respingerne a frotte.

Poi va bene tenerli a casa loro.

Ma non cambiano i fattori.

Sempre devo assemblarci capitale e lavoro.

Mancano i soldi, ripetete a pappagallo.

Ma i soldi sono solo carta.

Voi spacciatori di creativa inventiva.

E trovatelo il modo di stamparli.

Guardate che vi allarmate per quattro gatti.

Se ne arriva un miliardo dopo è tardi.

Le richiamerete invasioni barbariche.

Vi porteranno via mezzo o tutto l’impero.

Occidente, Usa e getta.

Io ho capito che mi chiamo Claudio.

Ma impéro quanto un fumetto.

Muovete il culo ricottari.

Voi che siete tutti miliardari.

Con montagne di dollari a palate.

Pronti da confiscare ofsciore.

Voi siete quelli che prendono a calci il mondo.

Come un pallone.

Noi con due soldi araprimmo scuole e ospedali.

Per la popolazione.

 

Fùmetto fùmatto Claudietto.

Cana

 



 






 Rimozione di masse








2026 027 – O la orsa o la vita

 2026 027 – O la orsa o la vita.

 

Ripenso a certe vicende di finanze.

Alla vita vissuta reale innaturale.

La Ferruzzi, la Montedison e poi pure pezzi di Eni.

Ma in fondo che cosa ci azzeccavano.

Visioni di sinergie e potere e non di un uomo solo.

L’aria che si respirava era da mangiare tutti le palle al toro.

Era tutta una conquista oltre il bullo Zeus.

Già ci si vedeva che ci si ingroppava tutta Europa.

E invece quell’Ambaradan di patatrac.

Potevano starsene sereni senza speculare in salotto.

Pensando ad investire il grano da terreni.

E il nostro mondo non finiva sui giornali.

Fatto a pezzi da un figurato orso epocale.

Invece intervenne quell’animale.

Non una persona sola ma la categoria del predatore apicale.

Avvallato dall’esistenza di un diabolico strumento.

Non dissimile da lotto e gratta e vinci.

Che sollecita il risparmio popolano.

Cui promettono guadagni in un attimo poi sfumati.

La orsa, la orsa b, la borsa.

Io le borse le chiuderei tutte vietate.

Si la so la funzione sociale per il risparmio.

Ma troppo spesso scaricano tutto a valle.

E nascondono ciò che è vero.

Giocano con il risparmio del mondo intero.

Ricettacoli di nefandezze dove piazzano monnezze.

Nel mondo nuovo ci sono invece strumenti efficienti veri.

Come non menzionare i soldi Cybratto.

E l’incrocio dei suoi prezzi perfetti.

Io pago – Ipay.

Io compro –Ibuy.

Io presto – Ilend.

Io investo – Isave.

Una sola piattaforma, un globale market place price.

Poi arrivano le solite occorrenze.

Quelle che non sono coincidenze.

Un opuscolo del Trentino appare sul tavolino.


Parla dello scrigno della biodiversità.

Roba tipo un regno, ma di convivenza e civiltà.

Senza distinzione di genere, bella novità.

Si staglia duro il maschio orso.

Ma non si parla spesso della orsa B.

Il pamfletto è esilarante per quanto sia calzante.

Sempre se non sei nel parco branco dei solinghi orsi buoi.

Sono della specie che carica categorica a priori.

A me basta il pensiero del primo e mi dò alla fuga.

Ma la guida opuscolare è anche essa categorica.

Allontanati lentamente e aspetta che vada via.

Soprattutto cammina piano.

E se si alza sulle zampe posteriori categorico è non scappare.

Ma che, mica sono scemo, quello parte di sicuro.

Questa guida sarà pure buona, ma per i circei orsi da circo.

Allora parte una sincrona onirica analogia.

Penso a un placcato oro orsetto col braccetto dell’ombrello.

Cineseria placcata dorata che fa su e giù e mitt’ancù.

Una borsetta si sgonfia alle prime vendite.

Pilotate per ricomprare ribassato.

Ma questa non è mica economia.

Questo è popolare scippamento alla zia.

Chiamate in sua difesa la nostra orsa borsaiola.

Con la borsa che vi sbrandella di cornate.

Come fosse un orso toro.

Dà la caccia ai ricottari.

Col ruggito sulle zampe a dorso eretto.

Basta mercatucci borse e borsette.

Tutte chiuse a zampate e unghionate.

We are the 99% and we occupy.

C’è chi dice non cambia niente,

Se a cambiare non è la gente.

E allora fate i bravi.

 

Fùmatto Claudietto

Miracoli

 



 

Ndr :  Occupy Wallstreet

https://www.treccani.it/enciclopedia/occupy-wall-street/

https://en.wikipedia.org/wiki/Occupy_Wall_Street

 

sabato 1 agosto 2026

2026 026 –Preghiera ai bombaroli

2026 026 –Preghiera ai bombaroli.

 

Chi va dicendo in giro che non sono bombarolo.

Non sa con quanto amore mi dedico al tritolo.

Non è che io non voglia parlare di bombe e guerre.

È che non ci metterei nessun valore dirimente.

Non vorrei neppure essere del tutto ipocrita.

Ma non sarà che in fondo non ci frega niente?

Finché un missile o un bomba non ci scoppia in casa.

Con le immagini in televisione allora meglio la rimozione.

Però per grazia ricevuta una cosa l’ho imparata.

È colpa del sistema, sperequazione, educazione.

Armi, soldi, potere e deliri onnipotenti, sempre di altri.

Ma poi si trascura la fondante psichiatrica questione.

L’uomo lupo ringhia figo o guaisce da sfigato solitario?

Mi pareva una cazzata prima di sentirmi profferire verbo.

Invece certuni sono incarogniti già da appena nati.

Mentre la natura pura è nata buona e incontaminata.

Rivolgete sguardi e menti verso dove e altrimenti.

Lasciate tutti in pace e vedrete il bocciòlo sociale.

Fervidi intelletti a trovare soluzioni per milioni.

Il problema è dunque un figliolo di bocciòlo.

Succhia linfa per farsi grande e alto.

Fino oltre a superare il seme padre.

Risultato selettivo naturale varietale: è apicale.

Ma non è quello il progetto della iniziale meraviglia.

Con o senza tronco o stelo ci si dimentica quel “quelo”.

Allora mi arrovello e mi scervello.

Ci credevo tutti nati uguali.

Ma qualcuno è altrimenti predisposto.

Per sentire il fascino del grano o equipollente.

Portatore insano di domìnio.

Fino a concepire qualche abominio.

Hanno bisogno di salire senza sapere elevarsi.

Anche solo per il gusto di potenza.

Alla deriva nel delirio di onnipotenza.

Ad alcuni mancano proprio le basi, troppo io e nessun noi.

Non a tutti sia allora dato di maneggiare l’importante.

Il gregge non è feroce rapace capace o veloce abbastanza.

Resta fiducioso sereno e pacioso nel suo brucare gioioso.

E che altro dovrebbe fare.

È già un miracolo alchemico che faccia lana e formaggio.

Spesso poi è storia di psicologia, senza scomodare ancora la genìa.

Ci sono i traumi di bambino, che se lo sfrulla ma è piccino.

O la mamma un po’ baldracca, spesso intenta a far la vacca.

Un padre padrone di spessore.

Eminenza da oppressore di grigiore senza colore.

I piccini cresceranno in astinenza di diritto alla rivalsa.

Sogghigneranno feroci quando giungeranno all’importanza.

Poi ci sono certo i cromosomi con l’indole da allodole.

Forse dovrò rivedere le mie credenze.

Credevo che tutto profumasse.

Poi ho trovato il male.

Sento ancora l’eco di quel mantra di mio padre.

Comandare è meglio di fottere.

Il denaro è lo sterco del diavolo.

Io ne ho fatte di porcherie.

Il tumore è la mia punizione, disse.

Plateale e teatrale, sul letto di morte cacciò il frate nipote Fabio.

Dita a croce verso il confessore.

E certo, a lui che gli fregava.

La sua nemesi era già prevista.

E l’avrei pagata io.

Senza manco un succo di cicuta.

Per una bevuta a mano avvelenata.

Tutto ciò a partire a parlar di bombaroli.

E a noi cosa rimane per la loro conversione?

Abboffarli di verbo pensieri e utili opere buone.

Senza scoraggiarsi a ripetere parole e neurosfere.

Che poi chiamiamo anche preghiere.

E se vi sembra poco, allora sulfumigi.

Vaporizzate tutti.

Con il succo di cicuta.

E farete infine i buoni.

 

Fùmatto Claudietto

Santana all stars Montreux 2004 - Hymns for Peace - Imagine

 

 








G