venerdì 24 aprile 2026

2026 73 –Portatori insani di bisogno di acquisti

 2026 73 –Portatori insani di bisogno di acquisti.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Superstition  1972

 

E che ci volete fare.

Utile sarà utile pure lù, ma a me il ricco mi fa cagare.

Grande o piccolo ha sempre quella tara ereditaria.

È rapace e vuole essere più ricco, benestante non basta.

Ho cercato altre espressioni.

Ma è che proprio fanno girare i coglioni.

Per ultima la storia degli orologi al Leone XIII.

Prima i grandi accordi raccontati sulla Telecom.

Sono sempre tutti uguali.

La questione è di scale.

Quella dei valori diverge da quella dei bisogni.

È argomento di corsi di studi universitari.

Poi esci da scuola e ti perdi i binari.

Parte la carica a cercare soddisfazione.

Perché è uno scherzo di scala gerarchica.

Se non soddisfi il primo bisogno non passi oltre.

Inizia così la scalata sociale.

Fisiologia, sicurezza, appartenenza, stima e autorealizzazione.

Con lo slalom tra gli ostacoli da evitare.

Ma poi ecco che arriva lo sterco del diavolo.

Come faccio a misurare stima e realizzazione.

E che problema c’è.

Ti propiniamo il consumanesimo della quantità.

Andate, moltiplicatevi e consumate, tanto.

Ci vogliono sempre più soldi.

Aumentano i ricavi e aumentano le spese.

Così cresce il mondo basato sulla moneta.

In fondo non è neanche male.

Il problema non è la moneta ma la perequazione.

Essenza intrinseca della buona gestione della casa, oikonomia

Così questo è diventato il miglior mondo mai esistito.

Diventando portatori insani di bisogno di acquisti.

Il ricco è quello che ce la fa.

Ma mai davvero fino alla cima.

Spesso rimane incastrato nel buco nell’anima.

Un vuoto cosmico che lo rode da dentro.

E allora in culo il transumanare.

Hello verso quel vuoto.

Così pensai la Microeconomia Adattiva Complessa.

Evoluzionaria e Metagricola.

Era un piccolo sistema economico replicabile.

Destinato a quei ricchi che dei soldi poi non sanno cosa fare.

E vanno nel loop del consumo a spirale.

Io proponevo investimento in sostenibile economia.

Era un format per una trascendenza evolutiva.

Basato su una scala dei valori di sana costituzione.

E una soddisfazione di bisogni responsabile.

Sostituendo l’uso del capitale iniziale.

In culo alle borse che sono distrazione di risparmio.

Allocato a formare altro capitale.

Invece di destinarlo ad utilità comuni.

Mi piace immaginarla come un kibbutz originario.

La partenza era acquistare terre e cascine da recuperare.

Mi sarei potuto anche impegnare.

Ad immaginare una proprietà collettiva, cooperativa.

In fondo la proprietà privata è solo una convenzione.

Tutto cadde per una coppia di scale.

Pochi valori, troppi bisogni.

Un giorno qualcuno ci penserà.

Mia adorata Vittoria: non tuo papà.

 

Fùmatto Claudietto

Superstition

 

Portatori insani



 

 

Ndr.




La piramide di Maslow

La piramide dei bisogni di Abraham Maslow è una teoria motivazionale che organizza i bisogni umani in 5 livelli gerarchici, dai più basilari (fisiologici) ai più complessi (autorealizzazione). Secondo Maslow, un bisogno superiore emerge solo dopo la soddisfazione di quelli inferiori: fisiologia, sicurezza, appartenenza, stima e autorealizzazione.

 

I 5 Livelli della Piramide di Maslow (dal basso verso l'alto):

  1. Bisogni Fisiologici: Sono i bisogni primari legati alla sopravvivenza, come respirare, mangiare, bere, dormire e la termoregolazione.
  2. Bisogni di Sicurezza

 Protezione, stabilità, ordine e prevedibilità, che includono sicurezza fisica, economica e di salute.

  1. Bisogni di Appartenenza e Amore: Bisogno di relazioni sociali, amicizia, affetto, amore e senso di comunità.
  2. Bisogni di Stima: Desiderio di sentirsi competenti, riconosciuti e valorizzati dagli altri, oltre all'autostima.
  3. Bisogni di Autorealizzazione: Il vertice della piramide, rappresenta la realizzazione del proprio potenziale, la creatività e la crescita personale. 

www.psicologiadellavoro.org +3

Concetti chiave:

  • Gerarchia: I bisogni fondamentali devono essere generalmente soddisfatti prima di poter passare a quelli di livello superiore.
  • Motivazione: Un bisogno soddisfatto cessa di essere motivante.
  • Critiche: Nonostante la sua diffusione, la teoria è stata criticata per la sua rigidità, poiché l'ordine dei bisogni può variare a seconda dell'individuo e della cultura. 

La teoria trova largo impiego non solo in psicologia, ma anche nel marketing e nella gestione delle risorse

 

2026 72 –Telecom e the big covenant

 2026 72 –Telecom e the big covenant.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo  Big time 1986

 

Resterò internazionale.

The covenant pare il titolo di un film.

Tra orrore e tantascienza.

Predatori di castori o robe similari.

Secondo una tradizione centenaria.

Di feroce secolare sciacallare.

Mentre invece è roba di finanza.

Io lo seppi a scandagliare Telecom.

Sotto il pelo d’acqua come un nautilus.

Aree dove per operare serve tanto pelo.

E chissà cusa l’è ‘sta roba qui.

Io ne sapevo meno di un casso.

Mentre tutti facevano un gran fracasso.

Si cercavano documenti senza spasso.

Nel senso che non ne trovavano nessuno.

Ma l’esperto di settore era sicuro.

Da qualche parte stanno su bianco e nero.

Eravamo di sicuro sorvegliati.

Da chi non fu mai del tutto chiaro.

Quella è terra di reti, satelliti, dati e vassalli.

Un mare di informazioni in tutti contro tutti.

Fu in una sala di controllo di Interforze.

Quelle tutte luci, schermi e operatori militari.

Me lo confermò anche quel generalissimo.

Mapperò io continuavo a scartabellare.

Sempre più indignato e di adrenalina infoiato.

Non è senza strizza che si gioca a fare le spie.

Torniamo in noi dentro Telecom.

I covenant sono accordi vincolanti.

Tra chi presta e chi prende.

Impongono l’ottenimento di certi risultati.

A favore del predatore del plusvalore.

Che ha prestato i soldi, ma è ovvio sempre a strozzo. 

E che altrimenti può arrabbiarsi.

E pretendere il rimborso di soldi a palate.

Tanto da costringerti a più oscure pratiche.

Ma questi covenants non si trovavano.

Fino a che mi arrivò un lampone.

Misi il costumino da supereroe fùmatto.

Controllai sulla internèt alla borsa di NiùiYork.

Ed eccoli là i fumanti accordi vincolanti.

La mattina dopo sbucarono aumma aumma.

Pure sul sito Telecom italiano di Milano.

Non mi regalarono nemmeno un miliardino.

Nemmeno qualche azioncina, un panino, un tramezzino.

Invece mi trovai in manico mio.

Too big the thing for a small boy.

Essi sono sempre big.

 

Big time

Fùmatto Claudietto.

 








Ndr.

"Covenant" è un termine inglese che indica un patto, un'alleanza solenne o un accordo vincolante. In finanza, si tratta di clausole contrattuali nei prestiti che impegnano l'impresa a mantenere specifici parametri

 

Il testo di "Big Time" di Peter Gabriel (1986) è una satira sul successo, l'ambizione sfrenata e il materialismo degli anni '80. Il brano descrive, con ironia, la corsa verso la fama ("la grande occasione") che porta a voler sempre di più (casa più grande, conto in banca più alto), diventandone quasi vittima. 

 

 

2026 71 – Al Leone orologio e privilegio

2026 71 – Al Leone orologio e privilegio.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo School 1977

 

Anvedi come gira e bolle la neurosfera.

Una pentolaccia che ribolle tuttetracce.

Penso a terremoti romani e altri eccecetra.

E una bolla porta a galla una memoria milanese.

Stava acquattata nel subconscio del gravitone.

Quella particella elementare terminale.

Che non può non esistere anche se non la vedi.

Non è che ora non la vedo allora lei non c’è.

Quando ero a Roma io la preferivo.

La Milano mia ha un fondo di malsano.

Troppa arroganza e prepotenza di sé.

Anche se fai del bene spesso non è gratis.

È per tua soddisfazione.

Troppa ignoranza di neurosfera e gravitoni.

Troppi soldi per generazioni.

Mi spiego non senza intrigo che non indago.

Arriva il giorno di fine liceo.

Chiedo a padre un regalo a sorpresa.

Venivo da bullismi di scuola romana.

E ero ignorato da sfigato trapiantato qui a Milano.

Forse per colpa di certi pantaloni a disegno piè di pollo.

Che chissà cosa gli aveva detto la capa ai miei.

Erano proprio sfigatini nel midollo, fino al collo.

Come sia, padre si presenta con quattro orologi.

Di quelli che uno vale un monolocale.

Mi dice di sceglierne pure uno.

Ma sappi che costano un botto, e poi lo usi.

Non capivo quella specie di allerta.

Sempre alla maniera di una pulce nell’orecchio.

Comunque tre erano d’oro sfavillante e uno di bronzo intrigante.

Forse gli accennai che bastava anche meno,

O forse quel germe del sé non me lo fece dire.

Scelsi quello di bronzo e il giorno dopo ci andai a scuola.

Il prestigioso istituto Leone XIII, la crème. Brulé.

Ci volle qualche minuto, poi un longobardo lo notò.

Ci fu un codazzo per vedere l’ora da imperatore.

Con stupore mio, ma non di padre, non mi bullirono più.

Tornai a casa e padre constatò soddisfatto.

Non mi avevano nemmeno scippato un braccio.

Disse solo che avevo avuto un privilegio.

Ora potevo scegliere e scremare chi mi era amico vero.

Avevamo dominato una masnada di arricchiti in potenza.

Con il bronzo dei baiocchi di sciocchi allocchi.

Mi rimase un amaro in bocca.

Smisi tardi di cercare amici da comprare.

Ma di cafoni ne comperai a fottoni.

Così era mio padre, e poi mi sa anche io.

Geni di monetaria pedagogia. 





giovedì 23 aprile 2026

2026 04 25 – La realtà è nell’0v0

 2026 04 25 – La realtà è nell’0v0.

Per www.parolebuone.org via www.shareradio.it. Parola : realtà

 

Ma come vi viene in mente di chiedere a me.

Volete altre primizie di notizie sulla realtà.

C’entro come la flanella a ferragosto.

Come la vigogna in un caldo arrosto.

Prima me lo avete fatto credere, vergogna.

Che ci avevo qualche schizofrenata, rallentata, interrotta, deviata.

E ora lo chiedete a me quale stà, la realtà.

Il fatto è che io sono capace di fare l’0v0.

Volo come un capace verace reale rapace.

In questa plurale realtà fatta di cromo a doppiette.

Apparso tra galline fibonacci e piccionacci.

L’0v0 galleggiava sulla terra scura.

Era una realtà senza dubbio, certa e sicura.

Stava ritto in centro nella sua radura,

Stava confinato dove spiccato si vedeva.

Nel coccio stava posto in bella vista.

Evidente a qualsivoglia miscredente.

Anche a quei che di comprendonio scarsa mente.

L’0v0 del colombo.

Il coro di vestali venerava tanta realtà.

La posava, la interrava, la puliva, la accudiva.

Forse c’era pure chi accovacciato la covava.

Tutti in attesa della indubbiavola schiusa.

Sempre senza dubbi sulla sua natura.

Insomma, tutto era in ordine di percezioni e azioni.

Un giorno apparve in apparente ologramma Gust0v0.

Il piccione spoiler cantastorie, un reale guastafeste.

E che lo sforzo sia con te,

Sogno o son desco, tutti si dissero esco.

Ei spacciava con verbo esperto una nuova verità.

Espressione riflessa di realtà.

Non si tratta di un cucciolatore di volatile.

Ma di un oblungo nocciolone tropicale.

Avocado troppo spesso usado per un facile ludibrio.

Senza giusta misura ed equilibrio.

Un piccione o una gallina sempre 0vicoli uccelli sono.

Ma entrambi sono solo il mezzo che un uovo ha di fare un altro uovo.

Questa si acclarò essere ormai la verace realtà, o verità, chissà.

Un singolare piccione gallinaccio contava per un due di cippa.

Ciò che contava davvero era il codice nel nocciòlo.

Primordiale, primordiolo, primordi0v0.

Tanta nuova prospettiva sovvertiva però ogni credenza.

Eppoi questo 0v0 avrebbe fatto figli come il legno.

Poi magari un albero alare per volare.

Dove starà la verità e quale fosse la realtà chilosà.

Inizio' il previsto rito di tribale babelità, al piano torre.

Gust0v0 faticava e confondeva quella storia virale dal vero reale.

Erano argomenti dolorosi già sommantisi ai propri santi.

Mentre alcuni zitti discettavano, Gust0v0 fu soccorso dalla realtà.

Tutto freme e tutto danza dentro e fuori dalla stanza.

Calate il velo e praticate il vostro culto. 

La realtà apparirà di dati in danza.

Essendo un po’ attempato manco fece attempo.

Vide un seme di cespuglio che era solo il mezzo che un fiore ha di fare un altro fiore.

La realtà è come un avocado alato nato in tutto il procreato.

Controllò eventuali tiesseò e pensò.

Poco importa come faccia.

Un uovo di quercia.

Un seme di gallina.

E’ sempre 0v0.

Un fremito colse, corse od occorse per tutta la piccionaia,

La neurosfera era atterrata a ground zer0.

Alcuni non riuscirono a terminare.

Dovettero procrastinare e silenziare un singulto.

Rischiarono di cadere dalla surreale grondaia,

Quel fremito di dolore ricordato o patito vibrava per tutta la stanza.

Gustavo si arrese e decise che era tutto vero.

Era il dolore reale.

Quello del male.

Salì sulla bici dimenticando i pedali.

Se ne andò a vagabondare senza radici.

Tanto aveva le ali.

E giuro che è tutto reale.

Io c’ero, ero, vero.

 

Fùmatto Claudietto

The logical song

 

Bonus track

From now on

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La realtà è nell’0v0

 



 

 






Gemini

Il testo che hai condiviso è un viaggio psichedelico e profondamente umano tra realtà e percezione, un flusso di coscienza che mescola il linguaggio aulico a quello colloquiale, il non-sense alla filosofia esistenziale.

Ecco un commento strutturato per punti su questa "visione":

1. La maschera del "Matto" come Veggente

Il narratore esordisce con una finta modestia, quasi un'autodifesa: parla di "schizofrenate" e di sentirsi fuori posto come la "flanella a ferragosto". Eppure, proprio questa sua condizione di marginalità lo rende l'unico capace di vedere l'0v0 (lo zero-uovo), l'unità primordiale. È il classico tema del "folle" che, libero dalle sovrastrutture della logica comune, coglie la verità sottostante.

2. L'Uovo di Colombo e la Gallina di Fibonacci

C’è un gioco continuo tra biologia e matematica:

  • Le "galline Fibonacci" suggeriscono che la realtà segua un ordine geometrico preciso, una spirale aurea che governa il caos.
  • L'0v0 non è solo un oggetto fisico, ma un simbolo di potenziale infinito. L'idea che "il mezzo che un uovo ha di fare un altro uovo" sia la gallina inverte la gerarchia classica: non è l'uovo al servizio della vita, ma la vita al servizio della trasmissione di un codice (il "nocciòlo").

3. Gust0v0 e il "Dolore Reale"

L'apparizione di Gust0v0, il piccione ologramma/avocado, rompe l'incantesimo della venerazione passiva (le vestali). È l'elemento di disturbo che porta la consapevolezza: la realtà non è fatta solo di simboli puliti e accuditi, ma di "dati in danza" e, soprattutto, di dolore. Il momento in cui la "neurosfera" atterra a Ground Zero è il punto di rottura: il dolore è ciò che rende tutto vero. Non è più un gioco di parole o un'astrazione numerica, è qualcosa che vibra nella stanza e che non si può "silenziare".

4. La fuga finale: Ali senza Pedali

La conclusione è di una bellezza malinconica: Gustavo se ne va in bicicletta, ma senza pedali, perché ormai ha le ali.

"Se ne andò a vagabondare senza radici. Tanto aveva le ali."

Rappresenta la liberazione finale. Una volta accettato che la realtà è un paradosso (un uovo di quercia, un seme di gallina), non servono più i mezzi di trasporto convenzionali o i legami col terreno. La verità è l'esperienza stessa ("Io c'ero, ero, vero"), un'autenticità che si trova solo nel movimento e nel coraggio di essere "alati" nel proprio caos.


In sintesi: È un testo potente che trasforma il disagio psichico in una cosmologia poetica. Ci dice che la realtà non è quello che vediamo, ma il fremito che sentiamo sotto la pelle quando smettiamo di cercare di capire e iniziamo, semplicemente, a "volare".

 

 

Testo di From now on.

Monday has come around again

I'm in the same old place

With the same old faces always watching me

Who knows how long I'll have to stay

Could be a hundred years

Of sweat and tears

At the rate that I get paid

Sometimes I slowly drift away

From all the dull routine

That's with me every day

A fantasy will come to me

Diamonds are what I really need

Think I'll rob a store, escape the law

And live in Italy

Lately my luck has been so bad

You know the roulette wheel's

A crooked deal

I'm losing all I had

Soon be like a man that's on the run

And live from day to day

Never needing anyone

Play hide and seek

Throughout the week

My life is full of romance

Guess I'll always have to be

Living in a fantasy

That's the way it's got to be

From now on

Guess I'll always have to be

Living in a fantasy

Though it won't be really me

From now on

You think I'm crazy I can see

It's you for you, and me for me

Living in a fantasy

From now on

Guess I'll always have to be

Living in a fantasy

That's the way it's got to be

From now on

 

Guess I'll always have to be

Living in a fantasy

It's you for you, and me for me

From now on