giovedì 19 giugno 2025

2025 06 19 –Il mistero del padre

2025 06 19 –Il mistero del padre.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it.

 

Roll up, roll up to my magical mystery tour.

Titolo esoterico per una storia di segreti e misteri.

Non è questione celestiale ma piuttosto una faccenda familiare.

Il padre era mio padre.

Non ho mai capito chi fosse e che facesse dietro le etichette.

Un riserbo maniacale lo avvolgeva di mistero.

Sul letto di morte rifiutò pure il prete, per altro suo nipote.

Mi confessò che il cancro era la sua punizione.

Per misteriose nefandezze perpetrate.

Morì con tanto di benedizione papale.

E io restai come un pirla senza sapere.

L’illuminista sapere aude mi era stato ben inculcato.

E io audere audevo ma niente trovavo.

E sublimavo padre assurgendolo a divinità di misterica categoria.

Un giorno chiesi se fosse un mafioso.

Mi risposero che era un democristiano di fazione.

Come per sottolineare una differenza.

E che era un esponente dei servizi segreti vaticani.

Ebbene svelo il segreto nel mistero.

Ce li hanno pure loro, come tutti in un mondo malato.

E si chiamo l’Entità.

Lessi libri a profusione senza mai trovare un nome.

Tornai nel mio mistero con il solo barlume di un cerimoniere.

Anni dopo il mistero mi fece incontrare una nipote del Verdi.

Le vie del mistero vero sono davvero infinite.

Avevo un sito di produzione musicale a catena corta.

E la nipote Verdi voleva farci produrre un inedito.

Per caso mi disse anche che era una vaticanista.

E conosceva un esponente del cerimoniale papale.

Vengo anche io, dissi subito io.

E mi presentò il mio secondo cerimoniere.

Conosceva bene il primo e sancì i paterni alti meriti.

Sempre senza mai svelare il mistero di tutti quei segreti.

Un bel dì poi mi ferma in strada una signora.

Si rivela come sua conoscente e affiliata di un noto clan.

Mi parlò di padre come fosse un demone di intrecci.

Alla fine chi fosse e cosa facesse non lo ho mai saputo.

Ma dove girano tanti soldi si sbaglia poco a pensare male.

L'Entità poi cela certamente inquietanti segreti del mistero.

La morale è che io con segreti e misteri ci ho vissuto per decenni.

I segreti mi hanno tritato, logorato e intossicato.

Fino a che mi sono detto meglio non audere troppo.

Rivalutando la meraviglia del mistero.

Oggi sappiamo tutto quello che c’è da sapere.

Il mistero lo abbiamo quasi ammazzato e tramortito.

Nonostante il noto monito bennato.

Strappate pure tutti i segreti alla natura.

E più niente ci sarà che vi farà paura.

Ma non siamo mica diventati padreterni.

Abbiamo invece perso il riverente rispetto per il mistero della meraviglia.

Mentre io, io sono rimasto là come quello là.

Come il palo della banda che non ci vedeva.

Ma pensare ai misteri ci audeva un accident.

 

K.i.d.

Dedicatomi the fool on the hill,

From the full magical mystery tour elleppi.

 



 





Ndr.

Segreti e misteri per la IA.

La differenza principale tra segreto e mistero risiede nel fatto che il segreto è qualcosa di conosciuto da pochi, intenzionalmente nascosto a molti, mentre il mistero è qualcosa di ignoto, non ancora compreso, o che potrebbe non essere interamente comprensibile

mercoledì 18 giugno 2025

2025 06 18 – Uberdose di meno male

2025 06 18 – Uberdose di meno male.

 

Sbocciano le guerre.

Ardono le terre.

Ci scappa il riso isterico.

Facciamoci di Hyperico.

Come ogni hyper sarà roba uber.

Allora uberdose alla nazione.

Contro il logorio delle guerre moderne.

Tra alleate depressioni disturbate.

Ansia, tristezza, stanchezza, stitichezza.

E inedia, mentre mezzo mondo ce la invidia.

O poveretti loro e noi.

Volano le bombe.

Si riempiono le tombe.

E noi nascosti in grembo all’atlante.

Piccolo bengodi di cuccagna.

In attesa certa della prossima lasagna.

La strategia è chiara.

Usa Cina Francia Spagna Gran Bretagna, finchè se magna.

E ci si usa se serviamo a comperare qualcosa.

E’ il nostro pane, è il nostro gioco da campioni.

Un piede in una scarpa usata, l’altro sguisciato dalla carpa.

Ma meno male.

Meno male che giochiamo agli opossi finti morti.

Come struzzi a testa sotto e con il culo fuori.

Che simpatica tenerezza che sappiamo ispirare.

Ma meno male.

Anche se mi aspetto il conto in ogni momento.

Prima o poi reclamano uno schieramento.

Porti, armi, basi, aerei, fanti.

O cyber servigi da vassallo.

Ripagati con una fresella e un tarallo.

Ma per ora meno male, almeno quello.

Peccato solo quella sfiga di posizione.

Più che opòssino ci rende procione.

Tenero orsetto lavatore pronto per sevizie anali.

Tanto è abituato da predato e dai secoli asservito.

Qua si inventano nazioni e si sventrano a porzioni.

Il persiano idea quartine in cinese.

L’ottomano guarda alla ventana.

Il saraceno semina e coglie grano.

In terra santa preparano funghi.

Il papato fa ai mezzi con i funghi.

Il romano è reincarnato anglicano.

Europa il toro bianco se la ingroppa.

Manca solo una lunga marcia tibetana.

Un pizzico di sale da compagnia di spezie indiane.

E il famigerato alfiere dell’uomo del Giappone.

E noi lì in mezzo con la forma da pallone.

Geografia e premonizione.

Pronti da essere presi a calci.

Pronti a darli da interposti.

Per i comodi di qualche padrone.

Ma meno male.

Scusa ma meno male cosa, è una tragedia.

Meno male che non contiamo un cazzo.

Che sappiamo far gli opossi struzzi.

Che siamo solo intermediari.

Mercanti nei disastri planetari.

Senza velleità regali.

Solo poche armi e guerre.

Tra svanite memorie imperiali.

Ma meno male.

Solo un paese di balocchi.

E di allocchi senza baiocchi.

Ma sempre meglio stare all’occhio.

Alle nostalgie imperiali.

Siamo terra da cantalupi.

Di saluti all’amatriciana.

Col sapore di cacio e pepe.

Pronti alla romana.

Ma meno male.

Apparenze di neutrale.

Dentro il bilico globale.

Mentre gli altri sono peggio.

Noi restiamo pronti. 

Al peggio.

  

K.i.d.

Sole, quando sorgerai

 

 

Confusion and daze



 

 

 



Bonus : Dazed and confused

 

 


lunedì 16 giugno 2025

2025 06 17 – Anelli di balena

 2025 06 17 – Anelli di balena.

 

Attenzione a non ingenerare confusione.

Non sono anelli di calamari da fare fritti.

Non sia mai che noi sapienti sapiens ci mangiamo questo dono.

Abbiamo una lunga storia di predatoria voracità di specie.

Ed in effetti alle balene abbiamo già donato soprattutto nausea.

Colpa dell’esigenza di traslocare per rintanarsi più profonde.

Adesso però scopriamo nuove sensazionali frontiere.

Le megattere dalle lunghe pinne ci danno anelli con le bolle d'aria.

Pare vogliano comunicare.

In una lingua circolare per me universale.

Gli studiosi si affannano a cercare spiegazioni e soluzioni.

Poi qualcuno si ricorda di un bel film dal titolo di Arrival.

L’umanità crede di trovarsi sotto attacco dei cattivi alieni.

E ti pareva che non si arrogava il privilegio di giudizio.

Ci fosse una volta che vengono e sono buoni.

Sempre a depredarci delle nostre piccole conquiste.

Che ne so, lavatrici e pezzi di lamiera a quattro ruote.

Poi la protagonista estende il concetto di comunicazione.

Entra in contatto con l’entità.

E decifra come dono non l’alieno e la sua tecnologia.

Ma la lingua circolare ad anelli che ci ha portato.

Uno strumento di condivisione e di connessione.

Contro il congenito continuo conflitto della specie umana.

Insomma, sapevano che il problema era il non comunicare.

In effetti si era capito già dai tempi della torre di Babele.

Senza capirsi, e pieni di paure, non si può pensare di cooperare.

Il fatto è che gli anelli di quella lingua tonda ora ci ritornano in bolle dagli abissi.

E giù la scienza a scervellarsi sugli extraterrestri.

Che poi sarebbero extramarinaresti.

Le megattere usano anelli di bolle per comunicare con noi.

Tra l’altro senza rinfacciarci nemmeno la nausea loro arrecata.

Allora voglio anche io elargire un dono all’umano scienziato.

Basta psicopippe e vai, al cine vacci pure tu.

Io sto qui aspettando gli anelli d'aria.

Scalpitando fermo sui miei sandali.

Intanto ammiro le bolle di megattera.

L’uomo costruisca i suoi muri di castelli.

Fino a che il dono in cielo lo risputi lontano.

Nella costellazione del calamaro.

Quella della megattera non è alla nostra portata.

 

K.i.d.

La torre di balene

 

Bolle di aria a spirale di aurea balena






Corriere : la balena artista disegna bolle di Fibonacci


Mille bolle d'aria blu come parole di balena aliena.



 




La coda del commento di Daniela

domenica 15 giugno 2025

2025 06 15 – Il golpe di Poldo

 2025 06 15 – Il golpe di Poldo.

 

Volevo parlare solo di fiori e di amore.

Come i  marziani noi che cantava il Gaetano.

Ma poi si sono messi a scassare i maroni.

Da Tel Aviv arriva una annunciazione di redazione.

Questa si che è una rivelazione.

Riassumiamo sequenziali.

Poldo è quel famelico vorace ingollatore seriale di panini.

Trump ha bollato l’affaire iraniano come guerra regionale.

E' troppo occupato ad avvalare genocidi da perpetrare.

Ma dice che con Israele, nell’attacco al persiano, non ha niente a che fare.

Il suo fido muskettiere intanto si era prima sfogato.

Forse uno schizzo da fattone e poi si era eclissato.

Adesso il messìa aveva progettato altro da fare.

Si è messo in testa e ha preparato la guerra santa.

Un conflitto di religione.

Una cyber crociata al feroce saladino.

Lui paladino di cultura del west.

Pensa a una guerra a culture, usi e costumi, e religioni.

Lanciando panini con le polpette a dorso di razzi.

“Attivato il servizio internet satellitare Starlink in Iran.”

“Questa mossa cambierà la realtà dei cittadini iraniani”.

Dura censura della repubblica islamica.

Ma eccolo il golpe.

" Rappresenterà il colpo finale per il regime".

Non è più solo questione di missili e droni.

Li ammazziamo di democrazia e di libertà.

Trigliceridi sociali, porno web e televisioni.

Li mandiamo in overdose di onirico benessere.

Mentre quelli penderanno dall’onanismo in rete.

Simbolo condiviso è dunque il panino con la polpetta.

Devastante potenza di un modello da sogno.

Fa crollare imperi, staterelli e repubblichette.

Ora è il turno della religione.

Sotto gli occhi neutrali di osservatori papali.

Così l’America è arrivata dovunque.

Col suo sogno e con l’hamburger.

Ma poi non se ne va mica più.

Però ci ha portato tante cose.

Oltre il panino di polpetta pure il chewing gum.

Sto citando una certa eradicata difensiva controcultura.

Come la recitava già il nostrano signor G

 

K.i.d.

Frank Zappa 1973 : I am the slime....

 

Poldo ingordo



sabato 14 giugno 2025

2025 06 14 - Brama da neurosenza

 2025 06 14 - Brama da neurosenza.

 

Quanto amo la neurosenza.

È la moderna scienza.

Senza cui non puoi far senza.

Io sono privilegiato.

Dallo stato sono seguito, curato, sezionato.

Non ho mica un solo dottore.

Ho un esercito privato.

Mette in guardia da certi schemi.

Annidati a fondo tra i neuroni.

Il pericolo è la brama.

Una smania che ti possiede.

Ti pervade e ti controlla.

Come fosse colla.

La prima volta che l’ho sentita ero pischello.

Stava in un verso di canzone.

Era un testo di pazzia.

Era roba di psichiatria.

Ascoltavo e riascoltavo come fosse mio destino.

“Ho gettato tutto al vento.

Avrei potuto fare una fortuna.

Ma ho perso il craving per il successo”.

Quella brama di successo e di vittoria.

Quella che ho respinto fino alla noia.

Concentrando tutto su una sola bramosìa

Sempre in cerca tra suicidio e vero io.

Oggi guardo in giro.

Vedo ovunque schemi appropriatori.

Opposti e contrari allargano il Divario.

Potrei lanciarmi in un cosmico viaggio di veleni.

Invece delego tutto a una strofa di canzone.

They will run for cover, when they will discover.

Everyone has a nervous wreck now.

Contro il craving della bramosia della vita moderna.

Rivolgete una prece alla divina neurosenza.

Disciplina che prescinde da guroni.

Ossia da quei messia un po' guru un po’ salmoni

Confidiamo nel germoglìo dalla melassa di neuroni.

Almeno per le prossime generazioni.

 

K.i.d.

Everyone has a nervous wreck

 

Il neurogermoglio



 

 

giovedì 12 giugno 2025

2025 06 12 – Libertè, egalitè, reciprocitè

2025 06 12 – Libertè, egalitè, reciprocitè.

Per www.parolebuone.org. su www.shareradio.it . Parola : reciprocità.

 

Dicemmo che la reciprocità è dare e ricevere in modo equo.

È ciò che rende l’essere umano un animale sociale.

E non un homo homini lupus.

È cooperazione dinamica che domina nel tutto.

Nell’illusione di libertè, tra frammenti di fraternitè, mentre volano schegge di egalitè.

Solo a sprazzi ci ricordiamo la reciprocitè.

La libertà finisce dove la inizia la reciprocità.

E’ questione di equi scambi.

La cazzimma intanto veglia per ristabilire equilibri.

Non so quanto sia pertinente la volatile storia che segue.

Ma è talmente bella che c'entra per forza.

Quella mattina il sole bruciava nell’alto del cielo.

Il mare di spighe ondeggiava sereno.

La gramigna giocava a fare il grano.

Sotto l’azzurro tra le onde di un grigioverde fagiano.

In mezzo ai flutti di erba affiora una forma.

Un pulcino scornacchiato è caduto dal nido.

I passanti diventano astanti.

Come sempre non sanno trattenersi in tanti.

Se lo tocchi lo ammazzi.

Cambi l’odore della maternitè.

Ma c’è sempre chi allunga la mano.

Allora quello che accade sta scritto.

Un fulmine scuro si lancia in volo da un albero.

E prende a cazzimmose beccate la testa di astante.

Rea confessa di omesso rispetto.

Ella manifesta pure una incredula sorpresa di protesta.

Ignara del reciproco rispettare i pesi del mondo.

Ignara pure di quella astrusa cosa chiamata cazzimma.

Con cui tutto ritorna e si ribilancia tra reciproci.

E se non lo fa, ci sta sempre una cornacchia che ci penserà.

Sorella reciprocità sia benedetta e protetta.

Con popolana saggezza.

E divina provvidenza.

Si dimostri allora della reciprocità la totipresenza.

Dal regno animale passiamo alla scala sociale.

Lo sanno bene i Sanfedisti.

Annusarono la rivoluzione francese.

E preferirono il re con la santa fede.

Scornacchiati.

Al celeberrimo canto popolare di somma reciprocità.

I francesi sono arrivati e ci hanno buono incarusato.

Altre tasse ci hanno messo.

E voilà calci in culo alla libertà.

Libertè, egalitè, tu arrubbi a me, io arrubbo a te.

Così divennero antesignani.

Del santo motto di una certa setta di bambini rapaci.

Equalizers armati di forza di reciprocità.

Tu rubi a me io rubo a te.

Libertè, egalitè, reciprocitè.

 

K.i.d.

Canto dei sanfedisti

 

Reciprocità spezzata, sempre la stessa bambina


 

mercoledì 11 giugno 2025

2025 06 11 – I nostri italiani d’Argentina

2025 06 11 – I nostri italiani d’Argentina.

 

Eccoci siamo qui.

Ringraziamo Elena De Fatima e Alfredo Josè.

Siamo appena tornati dall’Argentina.

Fermi a Milano abbiamo viaggiato.

In un incontro atteso da mesi.

Abbiamo sentito grandi racconti.

Di memorie lontane.

E storie nostrane.

Parole, ricordi e risate.

E pure un affresco di 50 anni passati.

Approdati alla disastrata storia di oggi.

Solo una cosa è davvero mancata.

Una dimostrazione. 

Di quella grande vocazione canora.

Noi lì ad insistere.

Mentre Alfredo invece insisteva a contare i palazzi.

“Cose di pazzi”, diremmo noi emigrati napoletani.

Non siamo riusciti a sentirlo cantare.

Bisognerà fare in modo di farli tornare.

Intanto noi riprendiamo a viaggiare.

Sulle ali del vento fermo di Lombardia.

Dedicherò a lui, grande appassionato di musica, una canzone.

Forse l’ho già fatto, ma va sempre bene.

E’ una delle mie preferite.

Che ogni volta mi dà i brividi.

Io non sono lirico.

Ma questa è grande poesia.

Grazie di cuore a “Los Bugiatos”.

Più uno.

Che sarei io.

Infiltrato con passione.

Sia per note che parole.


Daniela e Claudio

 

Dedica da ascoltare e guardare:  Italiani di Argentina

Anche in memoria di quando profughi e migranti eravamo noi.











 

 

 

 

lunedì 9 giugno 2025

2025 06 09 – Rivoluzionari di quartiere

 2025 06 09 – Rivoluzionari di quartiere.

 

Mi hanno staccato la spina.

Ho perso la connessione.

Non sento più i messaggi.

Quelli nelle voci che sente il cane.

Mi piaceva fare il profeta.

Dal mio quadrante, e oltre, divinare.

Forse vado bene per profezie e roba simile.

Ma forse sono troppo pigro come messia.

Ossia, persona fattiva lungamente attesa.

Protagonista di un miracoloso rinnovamento.

Ma profeta o messia che sia mi hanno sgamato.

E un paio di rapaci occhiate accennate sono bastate.

Scrittore compulsivo.

Produttore eccessivo.

Oggi maniacalmente schivo.

Neurosenza, che pazienza.

E intanto il rotore semantico collassa.

In melassa, nel suo nero centro di gravità per la mente.

Permanentemente.

Poi evidentemente arrivano segni volatili.

Siamo seduti appollaiati ad osservare uccelli.

Mi accompagnano le volute di fumo e le promesse fioriture.

Un siluro grigio fumo si fionda dritto tra le frasche di fratello ibisco.

Lo ho cresciuto e pasciuto da compagno di fumate.

Il siluro è un merlo.

Non si cura delle frasche fitte da paura.

Scompare in mezzo a un verde che non conoscevo.

E silenzio.

Io mi dico che per forza è morto, si è schiantato.

Poi si muove un sentiero tra le frasche.

Fino al trionfo di pigolii di uova schiuse.

Il miracolo della vita.

Colgo il messaggio come un passaggio più che presagio.

Non è lecito lamentare la mancanza di ispirazione messianica.

Fosse anche per uno solo, sempre ne vale la pena.

Anzi meglio, è un compito per il quale hai ricevuto un dono.

Il messaggio di meraviglia del pigolio della vita è cosa chiara.

Ora sento cantare le voci di mia madre e mio padre.

Immaginate una alluvione tremenda a Napoli.

Pasquale sale sul tetto con la famiglia.

Prega San Gennaro che infine dice che Gesu lo salverà.

Passa un canotto a offrire un passaggio.

Ma Pasquale dice impavido che sta aspettando Gesù.

Poi passa un tronco, ma Pasquale sempre aspetta Gesù.

Arriva addirittura un elicottero dei soccorsi.

Pasquale niente.

E poco dopo affoga.

Sale in paradiso e inizia a protestare.

Il padreterno lo guarda e parla.

Beh, che vai trovando, ti ho mandato un tronco, un gommone e pure un elicottero.

Hi hi hi.

Perdere la reispirazione delle voci è roba brutta.

Ma le voci possono ripresentarsi, altrimenti.

Per guidare messianici profeti funamboli della rivoluzione.

Di condominio, se non ancora di quartiere.

Noi siamo il 99% e abbiamo l’1% che ci tormenta.

Mandiamoli a casa, ma non violenti. 

Gentilmente, dice il tipo.

Ma nemmeno troppo, dico io.

Perchè certe volte per difendere la tolleranza bisogna impugnare... metafore.

Almeno 44.

 

K.I.D.

Il bombarolo

 



 

 

sabato 7 giugno 2025

2025 06 07 – Il cane che sente le voci

 2025 06 07 – Il cane che sente le voci.

 

Le frontiere delle neuroscienze galoppano.

Ma lunga è la via.

Ricordo una presentazione di un libro.

L’autrice imbarazzata dice che sente le voci.

Cala il gelo in platea.

Avrei voluto dirle che non era lei a sentire le voci.

Quanto piuttosto le voci a parlare con lei.

Le voci, cosa sono le voci.

Le voci possono essere potenti immagini.

O un sommesso brusio.

Hanno il loro volume.

E canali di modulazione di frequenza.

Mi faccio scienziato.

Elaboro un esperimento sulla base di un teorema.

La ragione non coglie ogni frequenza.

Per cominciare ci si procuri un cane e un giardino.

Il mio cane scava per cercare di liberare il suo vicino.

I padroni lo lasciano segregato nel suo limitrofo terreno.

Chiuso fuori tra guaiti discreti e rassegnati.

Dignitosi e senza abbai.

Le prime volte fu indignazione.

Poi divenne rottura di coglioni.

Il mio giardino era divenuto di craterico aspetto lunare.

Una sera sono al piano seminterrato.

Intravedo tra le foglie il bianco trottare di Bea.

E' il mio cane che va verso la sua destinazione.

Per fare grande sfoggio di abilità escavatorie.

Degne del genoma di una talpa.

Urlo forte quanto basta un basta.

Il cane si pietrifica guardingo e circospetto.

Ma non vede nulla.

Perchè io sono più in basso.

Io fonte delle onde sonore ero fuori dalla sua vista.

Eppure esistevo.

Poi nel dubbio si allontana.

Il pisicologo neurosensato immaginario veterinario è sicuro.

Diagnosi tempestiva di schizofrenia.

Il cane sente le voci.

Nessun dubbio affonda la sua teoria.

Forse erano le voci che inseguivano il cane.

E' così che si finisce al manicomio.

Per altrui certezze preconcette.

Mentre le voci gridano vendetta.

E il cane se le sogna ancora.

In un tremito di guaiti.

 

K.i.d

Just a nervous wreck

 

Cane da voci mentre sogna guaiti