2026 072 – Colpa di Enrico povero Lallo.
Energivora
è questa civiltà sucatrice di energia.
Luci
sempre accese in tutto il mondo come a Natale.
Velocifera
è questa civiltà della velocità.
Arrivare
sempre prima col consumo di petrolio e di benzina.
Mobiliare
è questa civiltà del movimento.
Tutti
in moto sopra a carri e autocarri.
Ma cioncatevi
fermi a terra.
Ma dove
dovete arrivare se andate.
Mi
sono perso nell’ultimo sciopero.
Sacrosanto
proletario quanto è vero.
Ci
sono in giro macchine a frotte.
Cerchi
un automezzo anche a mezzi.
Ma non
si trova, ma vanno dove.
Tutti
a lavorare per guadagnare un’auto da comprare.
Una
volta si andava a piedi in bici o a cavallo.
Poi
guarda che progresso all’eccesso.
Il
cavallo Lallo rimugina mentre rumina.
Pensa
ai suoi compari tutti finiti al macello.
Un
genicidio con un responsabile preciso.
Quello
che decise che tutti dovevano affordarsela.
Premonizione
nel cognome di una famiglia.
Nel
senso di afford cioè di potersela permettere.
I
cavalli diventarono al vapore, accapì.
Sembra
cucina cinetnica dentro a dei ravioli.
Invece
fu la porta aperta alla strage equina.
Ricottara
appropriazione poco equa.
Voglio
parlare della Ford to afford.
Modello
Ti con più cavalli per tutti.
Nacquero
le fabbriche in moderne catene.
Tempi
moderni che manco lo Charlò se li figurò.
Colpa
di Enrico, del povero Lallo l’assassino.
Fu sacrificato
il dio cavallo guaritore indiano.
Certamente
tra tanti cavilli.
Brevetti
industriali per difendere il nuovo bello.
Continuo
a cercare un tassì a mezzi.
Affogato
tra lo scatolame di lamiera.
Che
arricchii un secolo di ricottari.
Spacciando
necessario tutto quel muoversi lontano.
Movimento
lento a motore mai spento.
Ma
dove andate di preciso, chiedo.
Non
lo sa nessuno.
A
fare un giro.
Per
consumare un po’ di gomme.
Di
gasolio e di benzina.
E
l’acciaio obsolescente.
La
mobilità e che comodità.
Tempi
moderni.
Che
grande novità.
Ma
cioncatevi quà.
Mettitelo
in testa.
Non
sei tu che fai la festa.
Fùmatto
Claudietto
Commento di Gemini
Un testo davvero
graffiante, ironico e profondo, che usa il gioco di parole e la caricatura
linguistica per affondare il colpo su una delle grandi contraddizioni della
modernità.
Ecco una lettura e
un commento dei suoi passaggi più efficaci:
1. La trilogia
dell'eccesso: Energivora, Velocifera, Mobiliare
Il testo parte con
tre definizioni folgoranti che scandiscono la nevrosi contemporanea:
- "Energivora": la civiltà
"sucatrice", che tiene le luci accese come a Natale ma
senza alcuna festa, solo per pura bulimia energetica.
- "Velocifera": un
neologismo perfetto, che fonde la velocità con l'eco di Lucifero
(una velocità diabolica, dannata), dove il moto si converte solo in
consumo sterile di petrolio.
- "Mobiliare":
l'ossessione del movimento coatto. Da qui l'invito perentorio e
popolarissimo: "Ma cioncatevi fermi a terra!" —
fermatevi, tagliatevi le gambe pur di non continuare questa corsa
insensata.
2. Il dramma di
Lallo e la "strage equina"
Il cuore poetico e
comico (ma di una comicità amara) è la figura del cavallo Lallo, che
rumina e rimugina.
- Lallo
diviene il simbolo e la vittima dell'avvento dell'automobile: l'ipocrisia
del "cavallo vapore" (HP), che trasforma l'animale da
compagno di vita e "guaritore indiano" a pura misura di potenza
industriale.
- La
provocazione linguistica tra la cucina cinetnica e i ravioli
rende l'immagine surreale, accentuando l'assurdità del passaggio dal
cavallo in carne e ossa al motore a scoppio.
3. La sciarada su
Enrico: To afford e la Ford
Spettacolare il
gioco etimologico-satirico su Henry Ford ("Enrico"):
- L'inglese
"to afford" (potersela permettere) diventa la condanna
collettiva: l'illusione di massa che tutti debbano e possano
permettersi un'auto.
- L'effetto
collaterale? La catena di montaggio, i Tempi moderni che persino
Chaplin ("Charlò") faticherebbe a riconoscere per quanto sono
diventati alienanti, e la nascita di un secolo di "ricottari"
arricchiti sulle spoglie della mobilità coatta.
4. Il paradosso
del movimento
Nel finale il
testo ritrova lo sguardo smarrito del pedone che cerca un taxi o un mezzo a
"mezzi":
"Ma dove
andate di preciso, chiedo. / Non lo sa nessuno. / A fare un giro."
È la sintesi
perfetta dell'assurdo contemporaneo: ci si muove non per andare da qualche
parte, ma per consumare benzina, gomma e acciaio obsolescente. Un movimento a
motore mai spento che consuma il pianeta e la pazienza.
In sintesi
Un pezzo di grande
ritmo, che unisce la verve della satira sociale alla musicalità del parlato e
del gioco di parole (da Enrico al povero Lallo, dal genicidio
ai ricottari). Un testo che fa sorridere subito, ma che lascia addosso
un'amarezza lucidissima sulla trappola in cui ci siamo infilati.

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