2025 06 23 – Una guerra civile
Non
è una iperbolica provocazione.
È
un appello contro le parabole.
Quelle
di missili e bombe.
Io
capisco l’aggressività infantile.
Chi
non ha giocato ai soldatini.
Io
li mandavo addirittura nei formicai.
Per
bruciare gli eserciti di formiche.
Avevo
anche il napalm artigianale.
Fatto
di molecole di alcole banale.
Poi
però sono cresciuto.
E
mi sono anche vergognato.
Fino
a un giorno alla televisione.
Quando
vidi per la prima volta quelle immagini.
Hiroshima
e Nagasaki.
Mi
sono fatto mille volte la stessa domanda.
Assumiamo
che proprio dovevano farlo.
Ma
non si potevano lanciare in un posto isolato.
Magari
anche col preavviso.
Uomo
del Giappone resta pronto al megatone.
Misurate
la detonazione e confermate.
Confermate
che vi siete cagati addosso e arresi.
Ma
con città, popolazioni e terreni ancora intatti.
E
la partita è finita.
Pensa
quanti disastri secolari ci saremmo risparmiati.
Eh,
ma non ci sarebbe stata la deterrenza.
Ma
quante stronzate.
Si
organizzino i campionati mondiali di violenza.
Con
tanto di rilevatori e strumenti di misurazione.
Ci
mettano in palio anche del bel grano.
Poi
puoi bluffare, vedere, dire, fare, baciare, lettera, testamento.
Tra
potenti a questo gioco vi potete anche malmenare.
Anzi
meglio, lo dovete fare.
Mentre
noi lì ad allibrare.
Scendano
nell’arena pure nuove robofiere.
I
romani gladiatori in confronto sono giovani novizie.
Queste
son virago camuffate portatrici di sevizie.
Ripensiamo
al nucleare ed ai test di deterrenza umani.
Chiudo
le porte del circo della arena.
Penso
alle formiche da bastardi
senza gloria.
Prende
fuoco apicale il formicaio sociale.
Porterò
democrazia a regine e operaie.
Mentre
sogno il bersaglio fuori porta.
Non
può essere che venga in mente solo al fù matto.
Quelli
puzzano di sadismo e perversione.
Di
crudele grigliata dalla tara ereditaria.
Ah,
se l’atomica non scoppiava sulle case.
Allora
oggi era tutta un’altra storia.
La
storia non si fa con i se e i ma.
Io
invece la faccio proprio così.
Se
non creavano il mostruoso ordigno.
Se
lo provavano lontano nel pacifico a bikini.
Se
non bruciavano intere schiere di anime.
Se,
se, se, allora oggi niente corsa e all’armi nucleare.
Niente
proliferazione del tarocco della deterrenza.
Nel
1945 non è finita la seconda guerra mondiale.
È
iniziato un secolo perenne della terza.
Il
pensiero torna al genocidio di formiche.
E
alla voglia di bloccare le porte dell’arena.
Ora
basta, arrivano i buoni
che saremmo noi.
Questa
sì che è civiltà.
Una
guerra piena di civiltà.
Una
guerra più gentile.
Degna
di essere civile.
Senza
danni edili.
Senza
morti coi fucili.
Con
le bombe a mira storta.
A
gittata sempre troppo corta.
K.i.d.
Allora
vai con un po' di violenza.

Nel 1945 non è finita la seconda guerra mondiale.
RispondiEliminaÈ iniziato un secolo perenne della terza.