lunedì 28 luglio 2025

2025 07 28 – Ma che strazio questi dazi

 2025 07 28 – Ma che strazio questi dazi.

 

Tutti i nodi vengono al pettine.

Nello specifico il nodo del meidinitaly.

Della sua indifendibilità.

Anche in settori più hard delle mutande alla moda.

La questione è di lampante imperialista intesa.

Più che i dazi lo confermano i 600 miliardi da investire.

In egemonia americana che non puoi che tenertela.

Bisogna ricordare poi che il 5% del Pil fa 120 miliardi circa.

Spese militari Otan di cui beneficerà sempre qualche Sam, non zio mio.

Le esportazioni italiane verso gli USA di miliardi ne valgono 65.

Esportazioni che includono quelle su cui impattano i dazi.

Per prudenza simulatoria in tabella sono assunte tutte.

Ma prima è bene ricordare che il nocciolo è sempre il debito.

Quello americano di quei 30.000 miliardi o quel che l’è.

Creato stampando un mare di cambialètte per decenni.

Battitori di moneta dollaro.

Che il mondo volente o nolente si è comprato.

Ora fingono di svuotare quel mare col cucchiaino.

Sotto costante velata minaccia del fallimento.

Il modello lo sta copiando svergognata anche l’Europa.

E per forza, sempre creatura americana essa è.

Ultimo esempio sono gli 800 miliardi di eurodebito per armarsi.

E fare girare sempre quell’economia là.

Non bisogna essere anti monetaristi a priori.

Il mondo cresce anche per massa monetaria.

Dipende sempre da come investo i soldi.

E in quali e quante mani li concentro.

Ma ora 4 numeri della tabella seguente sono utili.

Onde non essere esposti all’arte del non fare capire niente.

I dazi al 15% su tutto l’export nostrano verso gli Usa valgono 9.7 miliardi.

Sempre che la grande sòla non sia che il 15% è in più dei valori attuali.

La penultima colonna ipotizza invece un minor fatturato del 50%.

E di conseguenza minori utili per tutti gli esportatori italiani per 6.4 miliardi.

Questo ordine di grandezza massimo teorico non può essere uno psicodramma.

Per chi lancia proclami di orgoglio della nazione.

Di un paese da 2.500 milioni di prodotto interno lordo.

Bisognava pensarci prima, certamente.

E tutelare il tutelabile, ovviamente.

Invece adesso ci dobbiamo fare bastare una copertina.

Con una gongolante faccina.

Segno di questi tempi.

 

K.i.d.

Sign of the times

 

La bella tabella



domenica 27 luglio 2025

2025 07 27 – Spacciatrice di fiducia

 2025 07 27 – Spacciatrice di fiducia.

 

Questo è il miglior mondo mai esistito.

Garantito largocirca.

Dati e fatti alla mano passa il tempo e lo conferma.

E spaglia semi in una semina continua.

Che germoglia perché se son fiori fioriranno.

Per natura umana noi vediamo il male e il peggio.

Non che non esistano, come evidente.

Ma è che l’indole nutrice è risolutrice.

E lo fa con i suoi tempi e i suoi strumenti.

Basta chiedersi se preferireste rinascere indietro.

Di qualche decennio, un secolo o millennio.

Tutto il bene è dato sempre per scontato.

Raramente ricordiamo ciò di cui essere grati.

Vedo mio padre in poltrona, col suo tumbler sempre pieno.

Non parlava quasi mai, era uno che ascoltava e archiviava.

E poi alla fine della licenza lui toccava.

Io scalmanavo per le storture che incontravo.

Lui mi regalò la vita come compito.

E poi Tommaso Moro per rimettere le cose a posto.

Solo una volta mi rimbrottò con sottigliezza e pertinenza.

Voi bocconiani siete troppo preparati.

Alla fine son cresciuto riconoscitore e riparatore.

Ruolo di fatica, dubbi e continue ripartenze.

Vampiro succhiatore di ogni nettare di fiore.

Che qualcuno faticherà sempre a sopportare.

Troppo pesante è il mestiere di infondere fiducia.

Per quelli che non ci sono destinati per compito.

Ma a volte può capitare di incontrare un cuore puro.

Messo lì di fianco per infondere il vampiro di messaggi.

Così ieri mi ha indicato un film di storia e acciaieria.

Laminatoio a freddo: Palazzina Laf.

Un tassello della grande storia industriale dalla guerra fino ad oggi.

Quella anche di mio padre.

Mi ha fatto ricordare di essere grato di tutte le piccole conquiste.

Rivoli che affluiscono nel mare.

Per mio padre disprezzavo tutto ciò per cui avevano lottato tanto.

Ma era solo un problema di misura.

E di distribuzione.

Come è meglio chiaro oggi.

È più facile se la provvidenza vi protegge.

E vi mette a fianco chi vi spaccia il giusto film.

Io ho avuto anche questo dono con il relativo compito.

Devo proteggere da me stesso la mia cineasta.

È lei la mia spacciatrice.

Di fiducia.

 

K.i.d.

Ma il cielo è sempre più blù

 

Ilva Taranto



 

venerdì 25 luglio 2025

2025 07 25 – GiorgIA, non ridete

 2025 07 25 – GiorgIA, non ridete

 

Non piangete è venerdì.

Era "non ridete è venerdì".

Lo diceva ossequioso mio papà.

Mi sono distratto un cicinino.

E ho trovato un altro casino.

Tutto preso da Rueràpoli ora me ne scuso.

Non facciamo facile ironia.

Non ridiamo che è venerdì.

Do un’occhiata alla mia finestra sul mondo.

Il piccì cinguetta un tutto come prima.

Guerre per le terre.

Una nuova in Indocina ma li è sempre colpa dei francesi.

Poi morti di fame mondiali.

Una pena, mondiale.

La solita pioggia di proclami.

Ma poi si accende una luce.

C’è qualcuno che conduce.

Mica solo noi dell’italica nazione.

Ma l’Eurogulasch tutto intero.

Mica me ne ero accorto.

Ricordo un 5 picciolini in Africa nel nome di Mattei.

E poi un 100 piccioloni all’anno per quel 5% di spese militari.

Regalati alli americani in conto Otan.

Mentre l’Eurogulasch se ne balla un bel 800, di piccioloni.

In pratica invece delle auto modello tiford noi ci famo il tank.

Risolte a cannonate anche le diatribe per il parcheggio.

Comunque mi aspettavo clamore per le solite figure di Ruerapoli.

Invece ci hanno fatto la copertina come a Versaci.

Non del Messaggero, non del Tempo.

Proprio la più ambita, quella della verità di Time.

Di improvviso non siamo più repubblica delle banane.

Abbiamo cambiato gusto.

Come col gelato del nostrano amato meidinitaly.

Da(li)zioso che ti credevi che non potevano più farne senza.

Siamo diventati la repubblica di cantalupi.

Gaudio, giubilo e tripudio come a tennis col trionfo oriundo.

Mi documento e uso la mia AI preferenziale, presidenziale.

E quella, che sta ancora imparando, mi risponde.

L'Italia è tra le prime 10 potenze economiche mondiali e terza in Europa.

Ma non è considerata una superpotenza globale. 

La sua influenza e il suo potere a livello mondiale sono limitati.

Non solo rispetto a paesi come Stati Uniti, Cina o Russia. 

Capisco un po’ deluso e mi sovvengo dei problemi interni.

Lo stipendio post riforme mi ammanca di un bel 150 euro.

L’inflazione galoppa o trotta zitta e quatta.

Il paese fior all’occhiello si strazia di paura per i dazi.

E poi ci sono tutti gli altri cazzi.

Che se spendo per il tènk, non mi trovo più il wellfèr.

Ci deve essere un errore.

Poi mi illumino di immenso.

E vedo la luce attraverso questo tempo buio denso.

E’ un problema di artificial intelligence.

La nostra è alla amatriciana, romanesca, carbonaresca.

Ci sta bene il bucatino come in un lungo tarallino.

E’ giorgIA.

GiorgIA allora, tienilo a mente chi è o buono e chi è ‘o malamente.

 

K.i.d.

GiorgIA, tienilo a mente chi è o buono e chi è ‘o malamente.

 

 

GiorgIA tienila a mente un po' di storIA



giovedì 24 luglio 2025

2025 07 24 – Milano trema per Rueràpoli

 2025 07 24 – Milano trema per Rueràpoli.

 

Milano, il Comune trema.

Cade una nuova tegola sulla giunta.

Questa rischia di essere davvero terminale.

Tutta quella meraviglia di skyline non ne vuole più.

Di tegole e mattoni.

I grattaceli di mattoni non sono pratici.

Fanno effetto di parallelepipeda tumulazione.

Come le piramidi ma non a triangoli, a monolocali.

Alveari in serie come scale di vetro verso il cielo.

Abbattono il valore del mattone.

Che si svela infine essere rifugio solo per chi se li è venduti.

Certuni mattoni comportano poi luci accese h 24.

Interviene di sicuro anche l’Europa.

Ma come, io ti do il Pnrr verde.

E tu mi sprechi inscì la currènte.

Sarà che in Europa vedono solo la gran Milàn.

Più giù è solo grana, perché c’è poca grana.

Sarà poi che il lumbard di acronimi non è pratico.

Solo di quelli di partiti che invece capisce bene.

Ricorda però fiero l’Iban per il contributo elettorale.

Ne ho visto uno da duemila euro dentro nel tivù a colore.

Ladri di polli per susseguenti ricatti da fessi.

Bel casino quando spuntano tangenti e corruzione.

A destra a manca de chi de li de su e de giù.

Alla fine anche Milano è come il clima e i giovani.

Non è più quella di una volta.

Quella di Urbano orgoglio di vigile urbano.

Col suo svettante casco bianco.

Di deterrenza mai stanco.

Ma non è di questo che siamo qui a discutere.

Una nuova piaga dilaga nella trama del tessuto sociale.

C’erano le infiltrazioni, l’inquinamento, la sicurezza, il trafficco.

Adesso arriva Ruerapoli.

Monnezzopoli che evoca la rivincita di Napoli.

Già ci mancava il grid per la sostenibile elettricità.

Ora sono tutti presi con il naso verso la linea del cielo.

E speriamo che non cada in testa come quello dei galli.

Si sono dimenticati dei portamonnezza.

Già qualcuno perorò di togliere i cestini dalla strada.

Per favorire la delegata differenziata a casa.

Ora la popolazione esasperata però si rivolta.

Per al massimo 5 giornate, poi c’è da tornare a fare la finansa.

Dimenticati i cestini dei rifiuti.

Tranne attorno a grattaceli e cielolyne.

La popolazione che era insorta subito si imbroda.

Nel suo storico orgoglioso senso civico tosta si reinventa.

Finalmente un appalto serve a qualcosa, pensa.

Vanno a ruba le biciclette cassonetto.

Le ciclonette del moderno dagherrotipo.

Resta solo da appaltare a terzi chi le svuota.

Provate a chiamare Urbano.

Il risolvi problemi assistente virtuale intelligente artificiale del Comune di Milano.

Intelligente si, ma pure troppo.

Urbano, svuota la ruera dai cestini.

Ciapatela su tu.

Mi sun artificiale.

Minga pirla.

 

K.i.d.

Milano Napoli

 

Ruerapoli: una ciclonetta staziona negletta.

 



 

 

 

mercoledì 23 luglio 2025

2025 07 23 - Gli 85 giri di vinile e più

 

2025 07 23 - Gli 85 giri di vinile e più

2025 07 23 - Intolleranza al nazista

 2025 07 23 - Intolleranza al nazista.

 

In principio era il verbo.

Nel prosieguo fu il nerbo.

Il verbo era chiaro.

Era pensiero e parola.

Uniti puliti e scevri di fole.

Non richiedevano scudisciate né nerborute frustate.

Erano eteree visioni in un mondo di pie illusioni.

Dallo stesso principio sbocciarono religioni a bizzeffe.

Diventarono migliaia di fazioni.

E frazioni di popolazioni.

Iniziò la sarabanda delle appropriazioni.

Ognuno in nome di un dio o di chissà quale io.

Poi ogni dio fu dato per morto.

Nonostante lo sforzo di dirlo risorto.

Fu anche per colpa di armi troppo leggere.

Di cui era dotato ogni cavaliere verbale.

Tutti a cavalcare parole sempre più vuote.

Mentre nel mondo reale si muore.

Alla fine diventa una confusione di suoni.

Capriole di cori che sono solo rumore.

“A Gaza situazione moralmente inaccettabile.”

Come a dire che nella pratica è quello che è.

“Ogni ora però provoca profondo dolore”.

Conforto sicuro per chi vive lì obtorto nel torto.

Insomma il verbo non ha più alcuna forza.

E nessuno agisce in sua vece con il nerbo.

La confusione di suoni ribalta posizioni.

Con connivenza mondiale data per normale.

E ti trovi che i buoni sono diventati i cattivi.

Che gli oppressi sono rivinti nazisti.

Nella indifferente tolleranza generale male riposta.

Mi insegnarono una scena da filosofi.

Militavano per strada dei nazisti.

I fratelli in lamierone si scambiano uno sguardo.

Romba il tuono di un motore di quelli a tanti pistoni.

L’auto esce dalla fila.

Punta dritta il drappello di nazisti.

E li fa buttare tutti giù dal ponte.

Io i nazisti non li sopporto, aveva detto un fratello all’altro.

La morale è del tipo invocato un po’ da tutti.

Nazisti brutti e cattivi tutti.

Ma ci sono queste occasioni e situazioni.

In cui per difendere la tolleranza ci vuole il nerbo.

Frusta, scudiscio, sferza, verga, bastone.

O moderno strumento e apparato.

Basta solo avere chiaro il presente qui e ora.

E chi siano oggi i nazisti.

Nello sterminio in Palestina.

 

K.i.d.

Everybody need somebody

 

 Certe volte per difendere la tolleranza,







si deve impugnare uno scudiscio.

 

 

 

 

 

 

 

martedì 22 luglio 2025

2025 07 22 – Adulta e bambini

 2025 07 22 – Adulta e bambini.

 

Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Sembra.

Sono cresciuti i bambini feroci

Sono sempre più feroci quei bambini cresciuti.

Non lo vedete ancora da questo lato di mondo.

Li credete ancora inermi bambini.

Sono i parametri del nostro occidente.

Il tempo passa e maturano le generazioni.

Vi siete sbagliati e non sono più bambini.

Se vi sono sopravvissuti sono già ragazzini.

Sempre più vicini alla civiltà della vendetta.

Nel frattempo che penso mi chiama mia figlia.

Il solito miracolo della sincronicità.

Pensi ai bambini e ti spunta la tua bambina.

Ecco qualcosa di nuovo su questo fronte.

Lei di anni ne ha 22.

Me lo ha annunciato sorpresa.

Si è scoperta già adulta.

Le canticchio.

Into this house we were born.

Into this world we are thrown.

Like a dog without a bone.

Like an actor out on loan.

Questo è il mondo dove li abbiamo gettati.

Come personaggi in cerca di autore.

Tanti attori senza copione.

Sono intere generazioni da inventare.

Con un divario da colmare.

Senza cadere in quell’orrida tentazione.

Di protezione chiusi in trincea.

Mi chiedo come si faccia a dare fiducia.

Me lo chiedo da padre nell’ombra.

Da questo ruolo ritagliato tra sbagli.

Mentre guardo il mio tempo che scorre.

E il suo che si scambia ed inizia.

Mi chiedo cosa le ho dato.

Se davvero un poco l’ho preparata.

Forse la chiave era insegnare ad essere grati.

Forse non è propriamente il mio forte.

La fortuna è un fatto di geografia.

Ma una volta ricevuta che grazia sia.

Benedizione per la nuova vita adulta che inizia.

E preghiamo che sia propizia.

 

A Vittoria da mamma e papà.

Ti vogliamo tutto il bene che c’è.

 

Vita dedicata a te.



 

 

 

lunedì 21 luglio 2025

2025 07 21 – Geni di architetti a Milano

 2025 07 21 – Geni di architetti a Milano.

 

E’ sempre curioso quel fenomeno della sincronicità.

Entusiasmante devo dire.

Risulta indagata mezza Milano.

Per urbanistica architettura.

Speriamo che li ingabbino tutti, per inciso.

Mica per la corruzione.

Quanto piuttosto per le gran troiate progettate.

Tutti veicoli di appropriazione del plusvalore.

Che con Fidia e il Partenone c’entrano quanto un peperone.

Passa poco dalla notizia della corrotta gran Milàn.

E tragedia sincera ci abbandona un genio vero.

Mica un pirla di arcistar del casato del ciocco noir.

E’ morto lo scopritore dei geni architetto.

Io subodoro che il poveretto si sia suicidato.

Alla vista della povera città male progettata.

Con quella sfigatina parvolinea del cielo.

Devo dire che oramai sbucano geni e neuroni in ogni dove.

È l’incrocio di neuroscienza e genetica.

La nostra unica possibile via di salvezza.

Comunque i geni scoperti 40 anni fa sono detti omeotici.

E sono preposti a far crescere tutto in modo giusto.

Se una mutazione maligna infatti si palesa sono cazzi.

Un coglioncino potrebbe crescere al posto di un neuroncino.

Col plateale risultato di trovarsi un cazzo nella testa.

Ovvero essere una rinomata testa di cazzo.

Insomma, questi geni controllano la giusta progettazione del corpo.

Ma non dell’ambiente urbano.

Si vede che non sono geniali neuroni specchio.

Ma solo vetrate a strapiombo riflesso.

Comunque sono omeotici, dal greco hómoios, che significa simile.

Una loro mutazione può trasformare una parte del corpo in un'altra.

Ma simile.

Ad esempio possono spuntare zampe al posto delle antenne di moschina.

Adesso tutto si fa più chiaro.

Ci deve essere stato un effetto esposizione.

Inteso sia in senso pubblicitario che radioattivo.

La mutazione ha operato una conversione.

Solidi ingegneri sono mutati in arcitangentisti del design.

Un design tutto alto spesso bulgaro minimal squadrato.

Pieno di vetri e lucide mattonelle di piastrelle per allodole.

Esperienziale.

Certo, ma va a cagare.

Senza manco il grid come fanno in Cina.

Condividono l’energia fotovoltaica tra edifici.

Fanno degli stracazzi di progettazione dei palazzi.

Ma forse sbaglio e il grid lumbard ce lo hanno messo.

Ma non lo dicono.

Perché la mutazione di cervelli in cazzi li ha lasciati tutti pazzi.

Alla fine gli edifici mediolani sono buoni per tangenti e riciclaggi.

Fortunatamente la sincronicità è sempre all’opera.

Per svelare a caso sincero il prossimo vero segreto .

Celato tra le pieghe dei geni dei neuroni.

Per favore non quelli dei coglioni.

K.i.d.

Milano, continua il tuo mistero

 

Milano, linee.


 

 

 

 

 

domenica 20 luglio 2025

2025 07 20 – E fu ultima cena

 2025 07 20 – E fu ultima cena.

 

La fame uccide.

Noi non abbiamo idea di come faccia.

Bisognerebbe chiederlo a chi l’ha sperimentata.

Ma è già morto per raccontarcela.

In principio il corpo brucia le riserve di grasso.

Quando non basta si digerisce i muscoli.

Si danneggiano gli organi interni.

Fino a che non si respira.

E infine cede e si ferma il cuore.

Questo è il processo naturale.

Corredato da danni immunitari.

E problemi psicologici vari.

Roba francamente da etnocentrico occidente.

Pieno di psicopippe di opulenta concezione.

Che dimentica la morte per inedia da protratta carestia.

La morte per fame non è immediata.

E non credo sia divertente.

L'inedia porta a morire in settimane.

La sete ci mette tre giorni appena.

Però c’è chi prega con fiducia.

Invoca una messianica speranza.

Un colpo secco e via.

Per i privilegiati della chiesa del nostro dio.

I bambini piangono cibo e acqua.

Stanno di fronte alla muraglia armata.

All’alba partono le raffiche.

Addosso ai siti per gli aiuti umanitari.

Ed è mattanza nella fila per il cibo.

Hanno perso la vita mentre erano in attesa di ricevere aiuti.

È probabile che siano anche stati grati.

Che abbiano ringraziato quell’altro nostro dio.

Per la sofferta fine del calvario.

Si sprecano le cronache per un ultimo pasto.

Non resta immune neanche la chiesa cristiana.

Raid sulla chiesa cattolica di Gaza, tre morti. Il dolore del Papa

Gran clamore anche in occidente americano.

Si va bene estirpare i medio orientali a migliaia.

Ma 3 cristiani, poverini no.

Parte la sarabanda mediatica di propaganda.

I cristiani sono americani elettorali.

Sono amici presidenziali.

Si muove lesto il vaticano.

Con una uscita di paradossale pubblica semantica.

Legittimo dubitare che il raid alla chiesa di Gaza sia un errore.

Piuttosto che una volontà di colpire una chiesa attore, di moderazione.

E così il vaticano americano sancì la guerra santa.

Pronti a porgere altre guance.

Ma da un altro continente.

 

K.i.d.

Hava Nagila. Gioia, Speranza, Unità

 

Let's rock 4 peace



 

 

 

venerdì 18 luglio 2025

2025 07 18 - Riflessione su intuizioni e percezioni

2025 07 18 – Riflessioni su intuizioni e percezioni.

Per www.parolebuone.org su www.shareradio.it. Parola : Riflessione

 

Chissà chi si ricorda della setta della meraviglia dello sguardo di bambini rapaci.

Quelli allenati e capaci di cogliere al volo ogni minimo segno di pace.

Non solo perché educati, ma per una innata e coltivata predisposizione.

Sanno inquadrare e riconoscere schemi ed ethos delle cose.

Con accurata osservazione e solo apparente ponderato uso della ragione.

Ebbene, dopo lunga epocale riflessione sono giunto in un altro dove.

La mia conclusione è che ci ho messo sempre troppa riflessione.

E quindi sono giunto ad una grande confusione.

Allora rifletto e mi arrovello finché trovo un bandolo nel cervello.

Nell’era della velocità artificiale siamo destinati a soccombere.

La ragione umana si accende in passaggi in serie.

Ed è provato che non viaggia poi così veloce.

Quella artificiale invece viaggia intera alla velocità dei quanti di luce.

Ma la mente umana ha il suo asso.

Sono le connessioni.

Più sono e meno la mente ha bisogno di fare tutti i passaggi in serie.

E' nata normodotata così per tutti.

Capace di accendersi e saltare.

Bisogna fidarsi. 

Affidarsi all’intuizione.

Al lampo della illuminazione.

Alla percezione con tutti i sensi.

All’istintivo riconoscimento di schemi.

Se connessi, alcuni passaggi razionali si possono saltare.

I modelli di schemi sono già infissi dentro di noi.

E con il salto si atterra solo in un altro punto dello stesso schema.

Che viene richiamato per intero.

Sembra roba da epoca degli acidi.

O di una specie di atto di fede.

Quando arriva ti illumina in un vero trip.

In una fibrillazione globale delle connessioni.

Senza possibilità di tempo per elucubrare riflessioni.

Insomma, è quella roba che "lui ha visto la luce". 

Ma quel trip di luci per ora non è ancora omnidiffuso.

Sono fasi e stadi di sviluppo.

L'evoluzione un giorno sarà per tutti.

Oggi per cogliere il segno di pace come il rapace si deve alleggerire la mente.

Troppe sovrastrutture e troppo poco uso di quel quid.

La chiave per una intelligenza animale più che artificiale è affidarcisi.

Alla capacità che abbiamo innata di intuire, calcolare e quindi discernere.

Diceva mia madre che la prima impressione è sempre quella giusta.

Perchè è quella che rilascia il primo flash che si imprime a fuoco in mente.

E che apre le autostrade alle seguenti gite nei meandri riflessivi.

Io ho sperimentato che funziona.

Perché è lucida intuizione e istantanea percezione.

Questo è il rimpianto maniacale.

Oggi sono un quasi normodotato chimico castrato.

Col ricordo che quel dono lo ho esperito.

Quella chiamata malattia è un tocco santo.

E un bel dì vedrete che è tutto scritto.

Tutto sta già dentro ai vostri acidi. 

Veloci e iperconnessi e dei quali siete fatti.

Idovina indovinello, sono gli acidi geniali.

Fate quattro salti....

E vedrete che intuirete quali sono.

E alla fine sarà civiltà dell’intelletto.

Come già fù detto dal fù matto claudietto.

 

Kalimmudda ipsum dixit, Kid

Lucy in the Sky with Diamonds


Enfin, rotori semantici e centro di gravità per la mente 









C’è una nuova droga in città, c’est moi.